Slow food brinda alla grande storia del Gambero Rosso di Bagno di Romagna

A cucinare per Giuliana, alla presenza del fondatore di Slow food Carlo Petrini, saranno sette chef di altrettanti rinomati ristoranti italiani

Prendete sette grandi chef che si ritrovano per salutare a modo loro una grande collega romagnola che lascia la cucina, aggiungete un importante progetto di solidarietà a sostegno dell’agricoltura in Africa e innaffiate infine il tutto con un buon sangiovese dei colli di Bertinoro per brindare a una serata da ricordare. Saranno i vini di Tenuta Diavoletto di Bertinoro ad accompagnare i piatti della cena di gala organizzata per martedì da Slow Food Emilia Romagna in onore di Giuliana Saragoni, ideatrice della storica “Locanda al Gambero Rosso”, che ha chiuso i battenti lo scorso 31 agosto dopo 22 anni in cui il locale di San Piero in Bagno ha fatto scuola nel territorio e non solo, richiamando tantissimi chef alla riscoperta della cucina povera di tradizione contadina.

A cucinare per Giuliana, alla presenza del fondatore di Slow food Carlo Petrini, saranno sette chef di altrettanti rinomati ristoranti italiani: Amerigo dal 1934 (Savigno), Vecchia Marina (Roseto degli Abruzzi), Dentro le mura (Termoli), Locanda delle Grazie (Curtatone), La Campanara (Galeata), Osteria dei Frati (Roncofreddo) e La Sangiovesa (Santarcangelo di Romagna). A esaltare i diversi piatti saranno i vini di tre cantine selezionate: Tenuta Diavoletto (Bertinoro), Paolo Francisconi (Faenza),  e Gradizzolo (Bologna).

“E’ un onore poter brindare con i nostri vini a una persona così speciale e che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente sia frequentando il Gambero Rosso sia condividendo alcuni progetti mirati alla valorizzazione dell’enogastronomia del territorio – afferma soddisfatto il titolare di Tenuta Diavoletto Maximilian Girardi, premiato meno di un mese con il riconoscimento “Vignaiolo nuovo di Bertinoro” –  E sono ancora più contento perché la cena servirà a sostenere un progetto davvero importante messo in campo da Slow food a favore della biodiversità”.

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Il ricavato della serata, infatti, andrà a sostenere il progetto della Fondazione Slow food “Diecimila orti in Africa”, che mira a realizzare orti buoni, puliti e giust nelle scuole e nei villaggi africani per garantire alle diverse comunità cibo fresco e sano e formare una rete di leader consapevoli del valore della propria terra e della propria cultura. Il costo della serata è di 45 euro (40 euro per i soci Slow food), prenotazioni: humberts@alice.it

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