Lo stato di salute delle imprese, longeve in Provincia: è alta la vita media

I risultati del lavoro di analisi svolto, disponibili a livello provinciale, arricchiscono l’osservazione sistematica dello stato di salute delle imprese del nostro territorio

La Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini ha elaborato un set di indicatori inediti volti a misurare la “qualità della vita” delle imprese. Per la provincia di Forlì-Cesena, performance positive si riscontrano in termini di sopravvivenza e di vita media e nell’andamento dei fallimenti.

I risultati del lavoro di analisi svolto, disponibili a livello provinciale, arricchiscono l’osservazione sistematica dello stato di salute delle imprese del nostro territorio e consentono di trarre considerazioni particolarmente utili per la governance.

"Ho accolto con grande favore l’avvio delle nuove analisi, elaborate dal nostro ufficio informazione economica, che fotografano la qualità della vita delle imprese. – commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna – Essere in possesso di dati sempre più precisi, che identificano, in tutte le sue sfaccettature, la situazione del locale sistema imprenditoriale, permette di migliorarne la conoscenza e, quindi, di indirizzare energie e risorse per il varo di iniziative che poi consentono alle imprese di essere più competitive sui mercati interni e internazionali e rendono il Territorio e le nostre città più attrattivi. Anche in questa occasione va ribadito che l’impresa è uno strumento imprescindibile per lo sviluppo dell’economia e della società perché è in grado di produrre crescita, benessere, coesione, indentità, partecipazione, fiducia e valori. Per tutti questi motivi al centro delle strategie della Camera ci sono sempre le imprese e tutte le sue iniziative sono dirette a favorirne la crescita in modo che sia sempre più solida e sostenibile”.

Qualità della vita delle imprese: provincia di Forlì-Cesena

Nel 2018, in provincia di Forlì-Cesena, l’indice di imprenditorialità, calcolato come rapporto tra imprese attive e popolazione residente, risulta pari a 9,4%, ovvero 9,4 imprese ogni 100 abitanti; il dato è superiore a quello dell’Emilia-Romagna (9,0%) e Italia (8,5%). Nella classifica provinciale nazionale tale indice si piazza al 29° posto mentre in quella regionale al 2° (dopo Rimini). Nel confronto di medio periodo si assiste ad una diminuzione dell’indice che passa dal 9,8% del 2013 al 9,4% del 2018, come effetto sia del calo delle imprese attive che dell’aumento della popolazione di riferimento.

Per ciò che riguarda il tasso di sopravvivenza, cioè quante imprese attive sopravvivono ad una certa data rispetto alla loro iscrizione, i risultati provinciali (e non solo) sono più bassi a mano a mano che aumenta la distanza temporale; infatti, nel 2018 sono attive l’80,2% delle imprese iscritte nel 2017, il 71,6% di quelle iscritte nel 2016 e il 66,1% di quelle nate nel 2015. Il risultato è lievemente peggiore del dato regionale (81,0% di attive iscritte nel 2017, 73,7% di attive iscritte nel 2016 e 66,8% di attive nate nel 2015) ma migliore, ad eccezione di quelle iscritte nel 2016, di quello nazionale (77,1% di attive iscritte nel 2017, 71,9% di attive iscritte nel 2016 e 65,7% di attive nate nel 2015). Nel confronto di medio periodo il tasso provinciale 2018 risulta migliore, nel senso che nel 2013 erano attive, in percentuale, meno imprese iscritte nei tre anni precedenti (nel dettaglio, il 77,2% di imprese iscritte nel 2012, il 68,4% di imprese iscritte nel 2011 e il 63,2% di imprese nate nel 2010).

In tale contesto si inserisce l’indicatore, elaborato nel 2018, rappresentato dalla vita media delle imprese, con buoni risultati per Forlì-Cesena; infatti, con 13,3 anni la vita media delle imprese provinciali è più alta di quella delle imprese dell’Emilia-Romagna (12,9 anni) e dell’Italia (12,3 anni). Nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 28° posto mentre in quella regionale al 3° (dopo Parma e Ravenna).

In merito all’indice di fallimento, calcolato come rapporto tra il numero dei fallimenti in un anno e la consistenza media delle imprese attive nell’anno di riferimento, in provincia di Forlì-Cesena, nel 2018, vi sono state 1,6 imprese fallite ogni 1.000 imprese attive; il valore è più basso rispetto a quello regionale (1,7) e nazionale (2,0). Nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 41° posto mentre in quella regionale al 4° (con Bologna e Ferrara, dopo Piacenza, Ravenna e Reggio Emilia, tutte e tre alla pari). Nel confronto di medio periodo si assiste ad un miglioramento dell’indice che passa dal 2,0‰ del 2013 all’1,6‰ del 2018, come conseguenza sia del calo del numero dei fallimenti che della diminuzione della consistenza delle imprese attive.

Riguardo al tasso di crescita, calcolato come rapporto tra la differenza delle iscrizioni e cessazioni (al netto di quelle d’ufficio) in un anno e la consistenza delle imprese registrate alla fine dell’anno precedente, nel 2018 il dato provinciale è pari a -0,5%, più negativo rispetto al dato regionale (-0,2%) e nazionale (+0,5%). Nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 91° posto mentre in quella regionale al penultimo (prima di Ferrara). Nel confronto di medio periodo si assiste comunque ad un miglioramento del tasso che passa dal -1,7% del 2013 al -0,5% del 2018, grazie, in particolare, alla sensibile diminuzione delle cessazioni di impresa.  

Altro indicatore interessante, che misura anche il grado di innovazione provinciale, è rappresentato dal numero dei brevetti depositati dalle imprese (invenzioni, disegni e modelli, modeli di utilità). Nel dettaglio, nel 2018, i dati di Forlì-Cesena parlano di 0,7 brevetti ogni 1.000 imprese attive, inferiore a quello di Emilia-Romagna (3,7) e Italia (2,5); nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 50° posto mentre in quella regionale all’ultimo (con Piacenza e Ferrara). Nel confronto di medio periodo si riscontra un peggioramento dell’indice che passa dallo 0,9‰ del 2013 allo 0,7‰ del 2018.

Per ciò che riguarda la propensione al credito alle imprese, calcolato come rapporto tra prestiti alle imprese e depositi delle stesse, nel 2018 il dato provinciale risulta pari a 278,9%, superiore al dato sia regionale (222,9%) che nazionale (221,8%); nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 21° posto mentre in quella regionale al 2° (dopo Ravenna). Nel confronto di medio periodo si riscontra un peggioramento dell’indice, causa la ristrettezza del credito di questi anni, che passa dal 511,1% del 2013 al 278,9% del 2018.

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In ultimo, un accenno alle assunzioni di difficile reperimento, cioè qual’è la percentuale di queste sul totale delle assunzioni programmate; nell’anno 2018, in provincia, tale quota si assesta al 25,5%, più bassa del dato regionale (29,8%) e nazionale (26,3%). Nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 47° posto mentre in quella regionale al 2° (dopo Rimini); il dato, tutto sommato, risulta positivo e dimostra una discreta propensione delle imprese forlivesi e cesenati nel trovare il personale di cui necessità.

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