Le tariffe dei rifiuti verso l'aumento, Hera e i sindaci contrattano

Tariffe dei rifiuti verso i rincari nel 2012. Sarà un passaggio inevitabile, dopo la riunione dei sindaci con Hera e ATO. Lo sbilancio del servizio è di 8,8 milioni di euro

Tariffe dei rifiuti verso i rincari nel 2012. Sarà un passaggio inevitabile, dopo la riunione dei sindaci con il presidente della Provincia Massimo Bulbi e i rappresentanti di Hera. L'organismo tecnico che approva le tariffe si chiama Ato ed è presieduto dallo stesso Bulbi. Alla conferenza dei sindaci Hera ha evidenziato uno squilibrio di 8,8 milioni di euro nel servizio della raccolta dei rifiuti: in tutta la provincia di Forlì-Cesena costa 60 milioni di euro l'anno, ma Hera ne riesce a raccogliere 51,2, compresi i 2 milioni recuperati dall'evasione e dall'elusione.

I conti devono però quadrare e la leva sarà anche quella della bolletta dei rifiuti. Essendo quello tra Ato ed Hera un rapporto tra committente e gestore, parte con ironia Massimo Bulbi: “Da questi dati significa che siamo stati “bravi” come ATO, in quanto abbiamo chiesto al gestore molti investimenti e siamo riusciti a pagare il meno possibile”. Continua il presidente della Provincia: “Questa mattina abbiamo aperto un confronto con Hera e sindaci, consapevoli che in questa differenza ci sono servizi e investimenti fatti sul territorio”.

Per Franco Fogacci, direttore dell’unità territoriale Hera Forlì-Cesena. “lo sbilancio è strutturale, non è cosa nuova. Negli anni sono cambiati i servizi e sono aumentati. Siamo i primi a comprendere che non si può arrivare ad una totale copertura immediata. Oggi nell’incontro con ATO abbiamo visto uno spirito positivo”. Oltre gli aumenti delle tariffe, però, si punta più che altro ad individuare meccanismi di “premialità”, che tradotto significa che bisogna far pagare meno a chi è più virtuoso. Un sistema praticamente impossibile per i conferimenti delle singole famiglie, “ma che si può applicare ai Comuni, con sistemi bonus/malus tra i Comuni, dove i più virtuosi pagano meno”, sempre Fogacci.

Altri servizi vanno rivisitati. Sempre Fogacci: “Penso ad esempio a servizi che diamo totalmente gratuiti, come il ritiro domiciliare degli ingombranti. Siamo arrivati a 28.000 ritiri in tutta la provincia. E’ un servizio che dobbiamo trovare il modo di finanziare, non facendolo pagare direttamente a chi ne usufruisce perché la sua gratuità è efficace per prevenire gli abbandoni di rifiuti, ma per esempio con fondi comunali”.

Oltre ai costi, però, arrivano notizie positive: dai dati diffusi ai sindaci emerge che la provincia di Forlì-Cesena è tra i primi posti in Italia per qualità del servizio (fonte Ispra). Se si prende in considerazione la raccolta differenziata non in termini di percentuale, ma di rifiuti totali conferiti, Forlì-Cesena è ai primi posti in Italia, con 340 kg/abitante. Questo anche grazie ai rifiuti assimilati, vale a dire rifiuti delle imprese che passano dai canali della raccolta pubblica (assimilati ai rifiuti solidi urbani) Sempre Bulbi: “Da anni come provincia sosteniamo che l’assimilazione sia la più alta possibile. Riteniamo che così abbiamo maggiore conoscenza di quanto effettivamente produciamo come rifiuti e maggiore certezza su dove questi rifiuti vengono smaltiti”.

Per effetto dell’assimilazione, l'Emilia-Romagna è la prima regione in Italia per la produzione di kg di rifiuti urbani pro-capite, Forlì-Cesena è seconda in regione con 778 kg pro capite. La spesa di raccolta e smaltimento sostenuta dagli utenti è di 176 euro per tonnellata di rifiuti urbani, il dato più basso nelle province Hera e in regione: -23,2% rispetto alla media delle province coperte da Hera. “Nel territorio di Forlì-Cesena siamo riusciamo ad essere più efficienti rispetto alla media di Hera”, è la spiegazione di Fogacci.

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E tornando alle novità tariffarie precisa Bulbi: “Finché ci saranno gli ATO tutti questi ragionamenti saranno fatti con un dialogo serrato con i Comuni e il gestore. E’ quello che abbiamo sempre cercato di fare. Questo finché ci sono gli Ato, soppressi e poi  prorogati in attesa di una normativa regionale che però non è ancora arrivata e su cui si sta animatamente discutendo su chi approva le tariffe, gli investimenti e l’articolazione tariffaria”.

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