Le imprenditrici cesenati: "più aiuti alla donna che lavora"

Per uscire dalla crisi, è emerso alla Convention, serve un cambio di cultura e mentalità, ponendo al centro la persona, dando importanza ai valori e all'etica, investendo nel welfare

Un gruppo di imprenditrici cesenati ha partecipato alla  XIV Convention Nazionale di Donne Impresa dal tema: "Futuro non convenzionale": la presidente del movimento di imprese femminili di Confartigianato Cesena (660 imprese iscritte) Daniela Pedduzza e le consigliere Alida Fabbri, Caterina Lucchi, Roberta Fabbri, Sara Mengozzi, Marisa Zattini, Roberta Zilli, Alessandra Caroli e la Cristiana Suzzi.

Per uscire dalla crisi, è emerso alla Convention, serve un cambio di cultura e mentalità, ponendo al centro la persona, dando importanza ai valori e all'etica, investendo nel welfare, che ha una funzione sociale per il bene comune, nella sussidiarietà e nella conciliazione tra l'attività professionale e la cura della famiglia, creando occupazione e ricchezza sul territorio.

"La crisi economica ha messo in discussione molti dei principi tradizionali che hanno guidato le politiche economiche e di sviluppo negli ultimi 50 anni. La Convention di Donne Impresa – spiega il presidente Pedduzza -  ha dato un contributo con un momento di riflessione sulle nuove prospettive di produzione e consumo, maggiormente orientate alla sostenibilità ed all’eticità. Nel dibattito “Donne Imprenditrici: ripartire da sostenibilità e tradizione”, si è riflettuto su come il lavoro delle donne garantisca più ricchezza: quante più donne lavorano, tanto più i nuclei familiari si rivolgono al mercato per cercare soluzioni a bisogni di cui si occupano normalmente le donne che non lavorano, dando così un forte impulso all’economia".

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Conclude Pedduzza: "Il terremoto che ha colpito l’Emilia, la Lombardia ed il Veneto, affrontato nell’ottica positiva delle imprenditrici che hanno saputo risollevarsi dopo il dramma, è il paradigma di un nuovo modo di fare impresa all’interno di una più ampia crisi, quella economica. Servono però politiche che aiutino di più le imprese guidate da donne a conciliare i tempi di lavoro con la famiglia e gli altri ambiti e in generale che rendano più agevole fare impresa in un Paese che deve ancora crescere molto sotto questo aspetto".

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