Lunedì, 22 Luglio 2024
Economia

Le cooperative? Sono motore di occupazione

Una straordinaria crescita occupazionale: così il Rapporto Censis sulla Cooperazione definisce quel + 2,8 % registrato sull'occupazione nel sistema cooperativo nazionale nei primi nove mesi del 2012

Una straordinaria crescita occupazionale: così il Rapporto Censis sulla Cooperazione definisce quel + 2,8 % registrato sull’occupazione nel sistema cooperativo nazionale nei primi nove mesi del 2012. Il dato, ribadito anche nel Rapporto Annuale sul paese giunto alla 46° edizione, è in netta controtendenza con il desolante panorama nazionale del lavoro e conferma l’andamento anticiclico di questo sistema produttivo, come abbiamo sempre sostenuto anche  in riferimento al  nostro territorio.

Nonostante l’acutizzarsi della crisi, la cooperazione regge confermandosi come un’importante opportunità per l’occupazione e la tenuta del tessuto economico e sociale provinciale. Questo abbiamo sostenuto ancora pochi mesi fa,  presentando i dati del sistema Confcooperativedi Forli Cesena, che tra le “sorprese” registravano il segno positivo dell’occupazione. Trend in crescita sia per il 2010 che per il 2011, anno  in cui  gli addetti occupati nelle nostre cooperative  sono risultati 13.735 rispetto ai 12.748 dell’anno precedente. "Non siamo inclini al trionfalismo, non lo consentirebbe la pesante situazione di un sistema Italia fermo al palo, ma quanto emerso dal Rapporto può fornire chiavi di lettura per uno sviluppo diverso", affermano Stefano Lazzarini e Pierlorenzo Rossi, rispettivamente presidente e direttore do Confcooperative.

"Oggi il Rapporto Censis sottolinea questo andamento anticiclico, quando sostiene che negli anni della crisi, tra il 2007 e il 2011, a fronte di un calo dell’1,2% dell’occupazione complessiva e del 2,3% nelle imprese, gli occupati nelle cooperative hanno registrato un aumento dell’8%; quando commenta che il mondo della cooperazione è stato capace di reagire positivamente alla crisi, difendendo l’occupazione e cercando nuovi spazi di mercato - sottolineano Lazzarini e Rossi -. Certamente, viene sottolineato, non senza  problemi e con alcuni settori, -vedi edilizia -  in pesantissima recessione. L’elenco delle difficoltà è lungo. Dallo studio elaborato dal Censis si evidenzia ad esempio che al primo posto tra le problematiche che condizionano l’attività delle cooperative ci sono i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, che frena lo sviluppo al pari del calo della domanda".

Secondo il Rapporto sulla Cooperazione, continuano Lazzarini e Rossi, "tra le spiegazioni ai numeri positivi ci sono i valori alla base del modello cooperativo: il socio e la persona al centro del modello d’impresa, elemento fondante della identità societaria, insieme al forte radicamento del territorio.  E’ proprio così: sono elementi che possono fare la differenza, divenire fattore di competitività per l’impresa, insieme alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti e al rapporto di fiducia con utenti e consumatori. Segni di un’economia vicina, concreta, che offre opportunità e risponde ai bisogni".

"E’ importante che la politica e i nostri amministratori locali siano consapevoli di questo, il tempo delle chimere della finanza è lontano - concludono -. Presentando i nostri dati quest’anno abbiamo sostenuto che il sistema Confcooperative ha adottato una politica di “meno profitti e  più occupazione” ritenendo che questa sia una delle risposte migliori allo slogan individuato dall’Onu per l’Anno internazionale della cooperazione nel 2012. Le celebrazioni si stanno concludendo, ma lo slogan ‘Le cooperative costruiscono un mondo migliore’  vale ancora,  sono i fatti e questi numeri positivi a dimostrarlo".

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