Incentivi per l'occupazione, la Cna: "Un'impresa artigiana ha risparmiato in media 8mila euro"

"Nell’ambito del territorio provinciale, il comprensorio cesenate fa la parte del leone, con il 63% degli incentivi utilizzati"

Sono stati poco meno di 18,5 milioni i nuovi assunti, su base nazionale, nel corso del triennio 2015-2017. Per 2,1 milioni di questi, le imprese hanno beneficiato di incentivi, che sono andati così a contenere il costo del lavoro. Il saldo totale fra assunti e dimessi arriva a quasi 1,8 milioni di lavoratori. Sono i dati elaborati, a livello nazionale, dall’Osservatorio Lavoro di Cna. "Sulla base di un campione di 1.500 imprese, rappresentative del tessuto economico della provincia, emerge che, nel triennio in esame, esattamente il 50% (750 imprese) ha usufruito di almeno un incentivo per assumere nuovi lavoratori, o stabilizzare l’occupazione - illustra presidente provinciale di Cna, Lorenzo Zanotti -. Per arrivare a un totale di 13 milioni di euro di risparmi sul costo del lavoro per le imprese; questo naturalmente garantendo stessa retribuzione ai dipendenti, con in più spesso il vantaggio della stabilizzazione del proprio posto di lavoro. L’importo medio annuo garantito a queste 750 imprese si attesta sui 5.800 euro".

Dai dati elaborati dal Servizio Paghe di Cna Forlì-Cesena emerge che la tendenza, nell’arco del triennio, ha registrato una vera e propria corsa alle assunzioni nel 2015 (effetto degli incentivi del Jobs Act), con un importo medio annuo degli incentivi pari a 8.580 euro; un assestamento nel 2016, con 4.450 euro medi; e infine una forte ripresa nel 2017, sostenuta anche dall’andamento dell’economia, che riporta la media a 8.340 euro annui per impresa. Sul campione analizzato, il saldo tra assunti e cessati conferma il trend nazionale, ed è positivo nell’ultimo anno (2017 su 2016) di + 224 unità.

"Nell’ambito del territorio provinciale, il comprensorio cesenate fa la parte del leone, con il 63% degli incentivi utilizzati, mentre il restante 37% degli incentivi è stato utilizzato nel forlivese, con netta concentrazione nel capoluogo (34%, mentre tutti gli altri comuni registrano solo un 3%, dato probabilmente collegato alla maggiore frammentazione del tessuto imprenditoriale) - illustra il direttore generale di Cna, Franco Napolitano -. Se andiamo ad analizzare la suddivisione in settori, troviamo al primo posto la produzione (38%), poi l’autotrasporto (16%), i servizi (13%), le costruzioni (9%), l’impiantistica (8%), l’alimentare (5%)".

Come sottolinea Marco Roncoroni, responsabile del Servizio Paghe dell’associazione, "i risparmi sul costo del lavoro sono significativi, ma applicarli non è semplice. Sono infatti numerose le condizioni da verificare e rispettare per poter accedere ai benefici. Per questo è stata notevole l’attività di consulenza e controllo da parte degli uffici Cna. Alcuni anni fa Cna Forlì-Cesena lanciò la campagna “Piccola impresa. Il più grande datore di lavoro in Italia”, basata sul fatto che oltre il 73% degli occupati in Italia lavora in una piccola impresa. Un dato quanto mai attuale che, sommato a quelli emersi dall’Osservatorio Lavoro di Cna, mostra come la piccola impresa, dopo aver preservato l’occupazione negli anni più terribili della crisi, spesso a costo di sacrifici personali da parte degli imprenditori, sia ora in prima fila nel creare buona occupazione, attraverso assunzioni, stabilizzazioni e inserimento di giovani".

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