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La fotografia dell'economia locale: l'occupazione supera il 66%

In sintesi, complessivamente per il territorio Romagna, le previsioni Prometeia per l’anno in corso, elaborate a luglio, attestano una crescita del valore aggiunto pari all'1,2%

"Il sistema produttivo di riferimento della Camera della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini sta registrando performance in terreno positivo nei principali comparti produttivi". E' quanto emerge dai dati dell’Osservatorio economico camerale, elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi, dai quali emerge "un aumento delle esportazioni, della produzione industriale; e deii flussi turistici". Lo studio evidenzia anche "una crescita del volume d’affari nel settore edile, che parte però da una situazione grave e prolungata. Difficoltà si registrano invece per alcuni settori del composito comparto agricolo e per il commercio al dettaglio".

"Fra gli elementi positivi rilevati vi sono l’aumento delle società di capitale, delle start up innovative e delle esportazioni oltre alla conferma di un buon posizionamento a livello nazionale in termini di valore aggiunto procapite e di qualità della vita - viene evidenziato -. Tra gli aspetti invece più critici vanno invece evidenziate la scarsa redditività e la dinamica dei prestiti bancari che, anche se in miglioramento, resta ancora difficile (soprattutto verso le imprese), così come quella delle sofferenze. Anche il mercato del lavoro pur posizionandosi su livelli decisamente migliori della media nazionale, risente di alcuni gap rispetto alla media regionale sia strutturali che congiunturali".

In sintesi, complessivamente per il territorio Romagna, le previsioni Prometeia per l’anno in corso, elaborate a luglio, attestano una crescita del valore aggiunto pari all'1,2%. "In uno scenario caratterizzato dall’indebolimento degli scambi internazionali e nel quale l’economia degli Stati Uniti si rafforza rispetto a quella dell’area euro, la crescita dell’economia italiana, seppure su ritmi inferiori a quelli degli altri paesi europei, sta proseguendo. Anche il nostro territorio - ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio, Fabrizio Moretti - sta seguendo questa tendenza facendo registrare risultati in terreno positivo in settori produttivi importanti. Le esperienze di questi anni hanno dimostrato come le realtà che hanno avuto il coraggio di investire in innovazione, competenza e specializzazione hanno avuto successo. Nonostante la complessità e le incertezze del contesto, questo è quello che devono riuscire a fare sempre di più imprese e istituzioni insieme e con un progetto di futuro che deve essere il più possibile partecipato e condiviso".

I dati aggiornati del territorio “Romagna – Forlì-Cesena e Rimini”

La circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna, nata dall’accorpamento delle Camere di Forlì-Cesena e di Rimini, al 31 dicembre 2017 ha una superficie di oltre 3.240 chilometri quadrati e 731mila abitanti (di cui il 10,8% stranieri). Nel 2017 la stima del valore aggiunto (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è stata pari a 20,2 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto pro capite è di 27.648 euro. Al 30 giugno sono presenti 88.669 localizzazioni attive (sedi e unità locali) di cui 71.470 sedi di impresa attive; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 98 imprese attive ogni mille abitanti (91 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). Al 31 agosto 2018, i principali settori di attività economica del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono quelli dei servizi (25,7% del totale delle imprese attive), il commercio (24,0%), le costruzioni (14,6%), agricoltura e pesca (12,7%), il turismo (10,5%) e la manifattura (9,2%).

I numeri delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità). Le previsioni di crescita del valore aggiunto (Prometeia) per il 2018 e il 2019 sono pari, rispettivamente, a +1,2% e +1,4%, lievemente inferiori ai dati regionali ma in linea con i dati nazionali, riguardo al 2018, e superiori ai medesimi, con riferimento al 2019.

Focus: i dati aggiornati sull’economia della provincia di Forlì-Cesena

Le analisi aggiornate ai primi otto mesi del 2018 confermano, nel complesso, un andamento in terreno positivo dei settori produttivi importanti dell’economia provinciale. Nonostante la lievissima flessione nel numero di imprese attive (in linea con quella regionale), prosegue la crescita della produzione industriale – con valori positivi nei principali comparti del settore manifatturiero –, si registrano una variazione positiva delle esportazioni nei primi sei mesi dell’anno e una ripresa del settore edile (confermata dall’incremento del volume d’affari dopo però anni di crisi gravissima). Tra le note negative vanno sottolineate le difficoltà del commercio al dettaglio (negli esercizi della piccola e media distribuzione), le problematiche strutturali del comparto agricolo, la contrazione dei prestiti alle imprese (soprattutto a quelle piccole) e l’alta incidenza delle sofferenze bancarie. Le prospettive per il 2018 e 2019, secondo gli scenari di previsione predisposti da Prometeia (aggiornati a luglio), indicano prospettive di crescita del valore aggiunto provinciale pari all’1,2% per il 2018 e all’1,4% per il 2019.

I dati in dettaglio

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31 agosto scorso, è costituito da 37.041 imprese attive (sedi), in lievissima flessione dello 0,7% rispetto al medesimo periodo del 2017; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 94 imprese attive ogni mille abitanti (91 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). I settori maggiormente significativi in diminuzione sono: Commercio, Agricoltura, Costruzioni e Manifatturiero; in aumento, invece, i Servizi di alloggio e ristorazione, le Attività di servizi professionali e tecnici e, soprattutto, i Servizi alle imprese.

Più della metà (il 58,0%) del totale delle imprese attive sono imprese individuali, mentre le società di capitali, pari al 17,6% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 94,0% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti. Le start up innovative al 10 settembre sono 67, in forte crescita rispetto a settembre 2017 (+26,4%). In flessione il numero delle imprese artigiane (12.067 al 30 giugno; -0,7% rispetto allo stesso periodo del 2017), così come si riduce, in misura più netta, il numero delle imprese cooperative (526 al 31 agosto; -0,6% annuo).

In merito all’andamento dei principali settori, risulta in flessione dell’1,8% la consistenza delle imprese agricole attive (6.585 unità al 31 agosto), rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. L’anomalo andamento meteo climatico degli scorsi mesi ha provocato un ritardo su tutte le coltivazioni. Si segnalano grandinate nel mese di luglio e agosto che hanno causato danni circoscritti alle colture. Per i cereali, le operazioni di raccolta sono state avviate in ritardo. Gli operatori del settore riportano una contrazione delle quantità raccolte di circa il 10%, mentre la qualità, allo stato attuale, è giudicata buona. Per i foraggi si riportano tagli ritardati e quantità ridotta; prezzi in ripresa.

Con riferimento alla frutta si segnalano ritardi nelle produzioni e flessione delle rese per ettaro. Forte contrazione della quantità raccolta di albicocche. Per pesche e nettarine, gli operatori riportano una scarsa produzione ma una pezzatura buona e quotazioni soddisfacenti. La raccolta di uva è stimata in aumento di circa il 25%, con grado alcolico inferiore allo scorso anno e prezzi verosimilmente al ribasso rispetto al dato del 2017. In continua riduzione il patrimonio zootecnico. Quotazioni per bovini e ovini stazionarie ma non soddisfacenti. Per i suini si conferma una lenta ripresa dei prezzi.

Per il comparto avicolo: pollo da carne (franco allevamento): prezzo in ripresa (+3,6%, media gennaio-agosto 2018 sul medesimo periodo dell’anno precedente); uova: prezzo in rialzo (+29,3%, media gennaio-agosto 2018 sul medesimo periodo dell’anno precedente). Note positive per le attività manifatturiere: su base annuale (2° trimestre 2018: media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) gli indicatori, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna, segnalano valori in aumento: produzione +6,0%, fatturato +7,1%, ordini interni +8,1%, ordini esteri +6,0% e occupazione +2,6%. Per le imprese manifatturiere della provincia la favorevole fase congiunturale sembra quindi consolidarsi. La crescita della produzione segna valori superiori alla media nei comparti “alimentare”, “macchinari” e “prodotti in metallo”; positiva la performance produttiva per “mobili”, “chimica e plastica”, “confezioni” e “calzature”; negativa solo per il comparto del “legno”. Le aspettative degli imprenditori per il terzo trimestre sono di ulteriore crescita della produzione, sostenuta da un andamento positivo degli ordini. Dal punto di vista strutturale, si rileva però un calo dello 0,7% della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 31 agosto (3.603 unità), rispetto al medesimo periodo del 2017.

Per il settore delle costruzioni, continua la flessione nel numero delle imprese attive: al 31 agosto sono 5.583 (-1,0% rispetto al 31 agosto 2017). Positiva, invece, la dinamica del fatturato del comparto; secondo la rilevazione di Unioncamere Emilia-Romagna, infatti, nel secondo trimestre 2018 il volume d’affari risulta in aumento (+7,0% in termini tendenziali, il più elevato in regione), con le previsioni degli imprenditori per il terzo trimestre orientate verso una stabilità.

Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel secondo trimestre 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, risultano in lieve diminuzione (-0,3%); le performance sono differenti per i vari comparti (alimentare: +1,0%, non alimentare: -0,6%, supermercati/iper: -0,3%) e per classe dimensionale (piccola distribuzione: -0,2%, media distribuzione: -1,2%, grande distribuzione: +0,1%). In termini di numerosità, poi, risultano in calo le imprese del commercio al dettaglio (4.140 aziende al 31 agosto, -1,5%). Diminuisce, inoltre, anche la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli), con 8.216 imprese al 31 agosto 2018 (-1,1% rispetto al 31 agosto 2017).

"Il sistema produttivo di riferimento della Camera della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini sta registrando performance in terreno positivo nei principali comparti produttivi". E' quanto emerge dai dati dell’Osservatorio economico camerale, elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi, dai quali emerge "un aumento delle esportazioni, della produzione industriale; e deii flussi turistici". Lo studio evidenzia anche "una crescita del volume d’affari nel settore edile, che parte però da una situazione grave e prolungata. Difficoltà si registrano invece per alcuni settori del composito comparto agricolo e per il commercio al dettaglio".

"Fra gli elementi positivi rilevati vi sono l’aumento delle società di capitale, delle start up innovative e delle esportazioni oltre alla conferma di un buon posizionamento a livello nazionale in termini di valore aggiunto procapite e di qualità della vita - viene evidenziato -. Tra gli aspetti invece più critici vanno invece evidenziate la scarsa redditività e la dinamica dei prestiti bancari che, anche se in miglioramento, resta ancora difficile (soprattutto verso le imprese), così come quella delle sofferenze. Anche il mercato del lavoro pur posizionandosi su livelli decisamente migliori della media nazionale, risente di alcuni gap rispetto alla media regionale sia strutturali che congiunturali".

In sintesi, complessivamente per il territorio Romagna, le previsioni Prometeia per l’anno in corso, elaborate a luglio, attestano una crescita del valore aggiunto pari all'1,2%. "In uno scenario caratterizzato dall’indebolimento degli scambi internazionali e nel quale l’economia degli Stati Uniti si rafforza rispetto a quella dell’area euro, la crescita dell’economia italiana, seppure su ritmi inferiori a quelli degli altri paesi europei, sta proseguendo. Anche il nostro territorio - ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio, Fabrizio Moretti - sta seguendo questa tendenza facendo registrare risultati in terreno positivo in settori produttivi importanti. Le esperienze di questi anni hanno dimostrato come le realtà che hanno avuto il coraggio di investire in innovazione, competenza e specializzazione hanno avuto successo. Nonostante la complessità e le incertezze del contesto, questo è quello che devono riuscire a fare sempre di più imprese e istituzioni insieme e con un progetto di futuro che deve essere il più possibile partecipato e condiviso".

I dati aggiornati del territorio “Romagna – Forlì-Cesena e Rimini”

La circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna, nata dall’accorpamento delle Camere di Forlì-Cesena e di Rimini, al 31/12/2017 ha una superficie di oltre 3.240 kmq, 55 Comuni e 731mila abitanti (di cui il 10,8% stranieri). Nel 2017 la stima del valore aggiunto (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è stata pari a 20,2 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto pro capite è di 27.648 euro. Al 30 giugno sono presenti 88.669 localizzazioni attive (sedi e unità locali) di cui 71.470 sedi di impresa attive; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 98 imprese attive ogni mille abitanti (91 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). Al 31 agosto 2018, i principali settori di attività economica del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono quelli dei servizi (25,7% del totale delle imprese attive), il commercio (24,0%), le costruzioni (14,6%), agricoltura e pesca (12,7%), il turismo (10,5%) e la manifattura (9,2%).

I numeri delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità). Le previsioni di crescita del valore aggiunto (Prometeia) per il 2018 e il 2019 sono pari, rispettivamente, a +1,2% e +1,4%, lievemente inferiori ai dati regionali ma in linea con i dati nazionali, riguardo al 2018, e superiori ai medesimi, con riferimento al 2019.

Focus: i dati aggiornati sull’economia della provincia di Forlì-Cesena

Le analisi aggiornate ai primi otto mesi del 2018 confermano, nel complesso, un andamento in terreno positivo dei settori produttivi importanti dell’economia provinciale. Nonostante la lievissima flessione nel numero di imprese attive (in linea con quella regionale), prosegue la crescita della produzione industriale – con valori positivi nei principali comparti del settore manifatturiero –, si registrano una variazione positiva delle esportazioni nei primi sei mesi dell’anno e una ripresa del settore edile (confermata dall’incremento del volume d’affari dopo però anni di crisi gravissima). Tra le note negative vanno sottolineate le difficoltà del commercio al dettaglio (negli esercizi della piccola e media distribuzione), le problematiche strutturali del comparto agricolo, la contrazione dei prestiti alle imprese (soprattutto a quelle piccole) e l’alta incidenza delle sofferenze bancarie. Le prospettive per il 2018 e 2019, secondo gli scenari di previsione predisposti da Prometeia (aggiornati a luglio), indicano prospettive di crescita del valore aggiunto provinciale pari all’1,2% per il 2018 e all’1,4% per il 2019.

I dati in dettaglio

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31 agosto 2018, è costituito da 37.041 imprese attive (sedi), in lievissima flessione dello 0,7% rispetto al medesimo periodo del 2017; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 94 imprese attive ogni mille abitanti (91 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). I settori maggiormente significativi in diminuzione sono: Commercio, Agricoltura, Costruzioni e Manifatturiero; in aumento, invece, i Servizi di alloggio e ristorazione, le Attività di servizi professionali e tecnici e, soprattutto, i Servizi alle imprese.

Più della metà (il 58,0%) del totale delle imprese attive sono imprese individuali, mentre le società di capitali, pari al 17,6% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 94,0% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti. Le start up innovative al 10/9/2018 sono 67, in forte crescita rispetto a settembre 2017 (+26,4%). In flessione il numero delle imprese artigiane (12.067 al 30/06/18; -0,7% rispetto allo stesso periodo del 2017), così come si riduce, in misura più netta, il numero delle imprese cooperative (526 al 31/08/2018; -0,6% annuo).

In merito all’andamento dei principali settori, risulta in flessione dell’1,8% la consistenza delle imprese agricole attive (6.585 unità al 31/08/2018), rispetto al 31/08/2017. L’anomalo andamento meteo climatico degli scorsi mesi ha provocato un ritardo su tutte le coltivazioni. Si segnalano grandinate nel mese di luglio e agosto che hanno causato danni circoscritti alle colture. Per i cereali, le operazioni di raccolta sono state avviate in ritardo. Gli operatori del settore riportano una contrazione delle quantità raccolte di circa il 10%, mentre la qualità, allo stato attuale, è giudicata buona. Per i foraggi si riportano tagli ritardati e quantità ridotta; prezzi in ripresa.

Con riferimento alla frutta si segnalano ritardi nelle produzioni e flessione delle rese per ettaro. Forte contrazione della quantità raccolta di albicocche. Per pesche e nettarine, gli operatori riportano una scarsa produzione ma una pezzatura buona e quotazioni soddisfacenti. La raccolta di uva è stimata in aumento di circa il 25%, con grado alcolico inferiore allo scorso anno e prezzi verosimilmente al ribasso rispetto al dato del 2017. In continua riduzione il patrimonio zootecnico. Quotazioni per bovini e ovini stazionarie ma non soddisfacenti. Per i suini si conferma una lenta ripresa dei prezzi.

Per il comparto avicolo: pollo da carne (franco allevamento): prezzo in ripresa (+3,6%, media gennaio-agosto 2018 sul medesimo periodo dell’anno precedente); uova: prezzo in rialzo (+29,3%, media gennaio-agosto 2018 sul medesimo periodo dell’anno precedente). Note positive per le attività manifatturiere: su base annuale (2° trimestre 2018: media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) gli indicatori, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna, segnalano valori in aumento: produzione +6,0%, fatturato +7,1%, ordini interni +8,1%, ordini esteri +6,0% e occupazione +2,6%. Per le imprese manifatturiere della provincia la favorevole fase congiunturale sembra quindi consolidarsi. La crescita della produzione segna valori superiori alla media nei comparti “alimentare”, “macchinari” e “prodotti in metallo”; positiva la performance produttiva per “mobili”, “chimica e plastica”, “confezioni” e “calzature”; negativa solo per il comparto del “legno”. Le aspettative degli imprenditori per il terzo trimestre sono di ulteriore crescita della produzione, sostenuta da un andamento positivo degli ordini. Dal punto di vista strutturale, si rileva però un calo dello 0,7% della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 31 agosto (3.603 unità), rispetto al medesimo periodo del 2017.

Per il settore delle costruzioni, continua la flessione nel numero delle imprese attive: al 31 agosto sono 5.583 (-1,0% rispetto al 31 agosto 2017). Positiva, invece, la dinamica del fatturato del comparto; secondo la rilevazione di Unioncamere Emilia-Romagna, infatti, nel secondo trimestre 2018 il volume d’affari risulta in aumento (+7,0% in termini tendenziali, il più elevato in regione), con le previsioni degli imprenditori per il terzo trimestre orientate verso una stabilità.

Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel secondo trimestre 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, risultano in lieve diminuzione (-0,3%); le performance sono differenti per i vari comparti (alimentare: +1,0%, non alimentare: -0,6%, supermercati/iper: -0,3%) e per classe dimensionale (piccola distribuzione: -0,2%, media distribuzione: -1,2%, grande distribuzione: +0,1%). In termini di numerosità, poi, risultano in calo le imprese del commercio al dettaglio (4.140 aziende al 31 agosto, -1,5%). Diminuisce, inoltre, anche la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli), con 8.216 imprese al 31 agosto 2018 (-1,1% rispetto al 31 agosto 2017).

Abbastanza buoni i risultati dell’export provinciale nei primi sei mesi del 2018: +3,6% rispetto ad analogo periodo 2017 (+5,9% per l’Emilia-Romagna e +3,7% per l’Italia). Risultato positivo per le esportazioni di macchinari (+2,2%), degli articoli sportivi (+1,8%), dei prodotti in metallo (+13,7%) e dei mezzi di trasporto (+3,5%); negativo per l’export delle calzature (-4,9%) e per abbigliamento-tessile (-1,5%). Le esportazioni verso i Paesi della UE (che incidono per il 62,4% del totale delle esportazioni provinciali) crescono del 7,9%, grazie soprattutto al contributo di Francia (+16,9%), Germania (+10,1%) e Regno Unito (+12,7%). Le altre macro aree di destinazione maggiormente significative per peso dell’export sono tutte in flessione: Asia Orientale (-7,0%), Paesi Europei non UE (-1,7%), America Settentrionale (-9,9%). Le importazioni provinciali, nel complesso, registrano un decremento del 2,9%.

Le imprese attive che erogano servizi di alloggio e ristorazione (2.777 unità al 31 agosto), rispetto al 31 agosto 2017, risultano in lieve aumento (+0,4%). Nel periodo gennaio-luglio 2018, il movimento turistico presenta dati in chiaro-scuro: infatti, ad un aumento delle presenze dello 0,6%, grazie all’incremento di quelle estere (+2,7%) rispetto alla sostanziale stabilità delle presenze italiane (+0,1%), si contrappone un calo degli arrivi dello 0,4%, sia di quelli italiani (-0,4%) sia esteri (-0,6%). In diminuzione anche il volume d’affari registrato nel secondo trimestre dell’anno (-1,4% rispetto al medesimo periodo del 2017), in base alle rilevazioni congiunturali di Unioncamere Emilia-Romagna.

Le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo annuo dell’1,6% (1.067 unità al 31 agosto), analogamente alla dinamica del settore principale, trasporti e magazzinaggio (1.352 unità, -1,2%). Le elaborazioni di Unioncamere Emilia-Romagna su dati Istat sulle forze di lavoro relative al primo trimestre 2018 rilevano un tasso di attività (71,2%) inferiore al dato regionale (73,4%) ma migliore della media nazionale (65,5%); un tasso di occupazione provinciale 15-64 anni (66,3%) inferiore al dato regionale (68,6%) e migliore di quello nazionale (58,1%); un tasso di disoccupazione provinciale 15 anni e più (6,7%) lievemente superiore al dato regionale (6,4%) e migliore del livello nazionale (11,1%); e un tasso di disoccupazione giovanile provinciale 15-24 anni (18,7%) inferiore sia al dato regionale (20,4%) sia a quello nazionale (33,9%).

I dati Siler elaborati dall’Agenzia Regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna riportano, per il 2° trimestre 2018, stabilità delle attivazioni di lavoro dipendente rispetto al trimestre precedente, ma un aumento delle cessazioni (+5,8%); il saldo occupazionale (differenza tra numero dei rapporti attivati e cessati) per il trimestre in esame è negativo (-977 posizioni lavorative). Relativamente al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, nel periodo gennaio-agosto 2018, risultano autorizzate 848.948 ore totali, in decisa flessione (-59,3% rispetto ad analogo periodo 2017); in forte calo la CIG Straordinaria (-71,1%) e quella dei principali settori (manifatturiero: -51,9%, costruzioni: -70,8%, commercio: -43,9%).

Riguardo all’andamento del credito, a giugno 2018 i prestiti bancari alle imprese risultano in diminuzione (-1,7% rispetto al medesimo periodo del 2017): la flessione è maggiore per i prestiti verso le piccole imprese (-3,8%) rispetto a quelli verso le imprese medio-grandi (-1,1%). Tra i macrosettori di attività economica, la contrazione dei prestiti si riscontra soprattutto per le costruzioni (-8,5%). I prestiti alle famiglie della provincia risultano invece in aumento (+3,1%). Le sofferenze sui prestiti totali, al primo trimestre 2018, sono state pari al 10,39% (Emilia-Romagna: 9,57%, Italia: 7,44%). Il ritmo di crescita delle nuove sofferenze rilevato in provincia nel secondo trimestre 2018 (+2,3%) risulta lievemente superiore a quello regionale (+1,8%) (fonte: Banca d’Italia – Ufficio Ricerca Economica di Bologna). Gli scenari di previsione predisposti da Prometeia e aggiornati a luglio, infine, stimano, per la provincia di Forlì-Cesena, un aumento del valore aggiunto dell’1,2% per il 2018 (Emilia-Romagna +1,4%; Italia +1,2%) e dell’1,4% per il 2019 (Emilia-Romagna +1,5%; Italia +1,2%).

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