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Giovedì, 13 Giugno 2024
Il mondo del lavoro

L'imprenditoria femminile incide in provincia per il 20%: "La disparità di genere ostacola la crescita economica"

"Secondo il Global Gender Gap Report, ci vorranno almeno 131 anni per colmare il divario globale di genere; una prospettiva che diventa ancora più drammatica rispetto alla parità economica, proiettata a 169 anni nel futuro

La sala Bonavita della Camera di commercio della Romagna ha ospitato, lunedì l’ultimo incontro del progetto “Certificazione della parità di genere - Un passo avanti per le donne, il lavoro, le aziende”, un'occasione per promuovere questo sistema di certificazione, per una maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro e la trasparenza sui processi lavorativi nelle imprese. Il Sistema di certificazione della parità di genere, introdotto dal Pnrr e disciplinato dalla cosiddetta legge Gribaudo, ha l’obiettivo è di ridurre il “gender pay gap” (“divario retributivo di genere” che indica la differenza tra il salario annuale medio percepito dalle donne e quello percepito dagli uomini) e accrescere le opportunità di crescita in azienda, tutelando la maternità.
Il Sistema, basato su un approccio volontario, offre alle imprese certificate vantaggi concreti e benefici tangibili, come sgravi fiscali e punteggi premiali in gare di appalto. Un passo in avanti per l’equilibrio di genere che, contemporaneamente, migliora le performance aziendali e il benessere delle imprese e contribuisce alla crescita economica del territorio e del Paese e alla coesione sociale.

All’incontro hanno partecipato Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna, Carla Castellucci, consigliera di parità di Forlì-Cesena e Sonia Alvisi, consigliera di parità della Regione Emilia-Romagna, Tiziana Pompei, vicesegretaria generale di Unioncamere italiana, Maria Teresa Bonanni, presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro della provincia di Forlì-Cesena, Monica Orecchioni, presidente del comitato pari opportunità dell’Odcec e Barbara Faticoni, di Cise, Azienda speciale della Camera di commercio della Romagna, che ha avviato il percorso di accreditamento quale ente di certificazione della parità di genere, a completamento dei servizi offerti, da oltre vent’anni nel campo della responsabilità sociale d’impresa. Inoltre, hanno portato la loro testimonianza tre imprese locali che hanno già ottenuto la certificazione, con Stefania Argnani di Cad Soc. Coop. Sociale Onlus, Sabrina Mesisca di La Galvanina SpA ed Elisa Montalti del Gruppo Trevi.

“In provincia di Forlì-Cesena, l’imprenditoria femminile incide per il 20,8% sul totale delle imprese, meglio in provincia di Rimini, dove incidono per il 22,2% - commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna -. L’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile, all’obiettivo 5 “Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze”, evidenzia come le disparità di genere costituiscano uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo sostenibile e alla crescita economica e sottolinea l’impegno a garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership a ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica. Eppure, ancora oggi, la situazione non è molto rosea".

"Secondo il Global Gender Gap Report, ci vorranno almeno 131 anni per colmare il divario globale di genere; una prospettiva che diventa ancora più drammatica rispetto alla parità economica, proiettata a 169 anni nel futuro. L'Italia poi si trova in una posizione allarmante nelle classifiche internazionali sul gender gap: è al 79esimo posto su 146 Paesi in termini di gap generale e, scende ancora più in basso per quanto riguarda la parità economica. Questo divario si riflette ancor più nel mondo del lavoro dove, secondo Eurostat, l'Italia registra il più basso tasso di occupazione femminile tra i paesi dell'Unione europea - continua Battistini -. La strada da fare, quindi, è ancora molto lunga, perciò queste iniziative di diffusione della cultura della certificazione della parità di genere assumono un valore particolare, soprattutto se consideriamo che per la Camera della Romagna si tratta di un ulteriore passo avanti in un percorso intrapreso da tempo e con continuità".

"La Camera della Romagna tiene conto, in tutte le sue principali azioni, dell’importanza di garantire, ove necessario, misure a favore della parità di genere e ha inserito, tra le linee strategiche della programmazione pluriennale, l’innovazione responsabile, la cui realizzazione avviene con il contributo dell’Azienda speciale Cise - conclude -. La promozione dell’innovazione responsabile si realizza attraverso una governance di processo finalizzata a prevenire impatti negativi della stessa sull’ambiente e sulla società e a contribuire al miglioramento della qualità della vita e, allo scopo, Cise ha intrapreso l’iter per l’accreditamento come ente certificatore della parità di genere, a completamento dei servizi offerti nell’ambito dei temi trattati dagli standard sociali e per accompagnare le imprese nel loro percorso di miglioramento”.

Il progetto “Certificazione della parità di genere. Un passo avanti per le donne, il lavoro, le aziende” è promosso da Acli provinciali Rimini aps - Coordinamento Donne Acli Rimini ed è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Partner del progetto, oltre alla Camera di commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, sono Acli Arte e Spettacolo Sede provinciale di Rimini, Acli provinciali Ravenna, Ordine consulenti del lavoro - Consiglio provinciale di Ravenna, Ordine consulenti del lavoro - Consiglio provinciale di Rimini, Ordine consulenti del lavoro - Consiglio provinciale di Forlì-Cesena, Fondazione dottori commercialisti ed esperti contabili Rimini, Comune di San Giovanni in Marignano, Unione di Comuni Valmarecchia, Coordinamento Donne Rimini, Librazione società cooperativa sociale.

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