Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

L'impatto del covid, segnali di ripresa nel primi mesi del 2021: "Rilanciare l'offerta turistica"

La Camera di commercio ha presentato i primi dati economici disponibili dell’anno 2021 relativi al territorio Romagna, con focus sulle province di Forlì-Cesena e Rimini

Il sistema produttivo del territorio sta ancora risentendo del difficile scenario che si è delineato nel 2020, ma si osservano segnali di ripresa che necessitano, in ogni modo, di ulteriori conferme. La Camera di commercio ha presentato i primi dati economici disponibili dell’anno 2021 relativi al territorio Romagna, con focus sulle province di Forlì-Cesena e Rimini. "Concordo con chi ha definito la pandemia come “disruptive innovation”, capace di imporre cambiamenti e innovazioni rivoluzionarie su modelli che si ritenevano consolidati e indiscutibili - ha dichiarato Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Soprattutto, ha ribadito un principio che sembrava superato: “ciò che fa il singolo ricade sulla collettività”. L’interconnessione, sempre più stretta tra le economie dei vari paesi e tra i soggetti e settori, rende il futuro di ciascuno decisivo per il futuro dell’altro".

"Oggi si è capito che i cambiamenti saranno continui e pervasivi. La stessa globalizzazione ne risentirà e saranno messe in discussione anche alcune delle tradizionali catene del valore - prosegue Zambianchi -. L’Italia e l’Europa dovranno diventare più sostenibili e resilienti e, quindi, transizione digitale e transizione ecologica sono imprescindibili. L’impatto su lavoratori e imprese, ma anche sulle Istituzioni e i territori è già molto forte, ma si devono attivare strategie mirate di innovazione, internazionalizzazione, digitalizzazione, specializzazione e sviluppo distintivo delle competenze. In particolare, sui nostri territori, per agganciare la ripresa, occorre la risoluzione degli annosi problemi che riguardano alcune infrastrutture,sia per migliorare viabilità e accessibilità, sia per dare efficace copertura a tutte le aree produttive con banda larga in fibra ottica. Si deve arrivare ad una rigenerazione del nostro profilo competitivo, partendo dalle skills consolidate e facendo leva sui nostri “grandi servizi”, come Cultura, Università, Sanità e Ricerca".

"Altra priorità è il sostegno all’insediamento di “imprese driver”, ad alto valore aggiunto, e alle loro filiere, per avviare e consolidare le specializzazioni distintive che fanno aumentare la competitività - conclude -. Altra priorità è il rilancio dell’offerta turistica, in modo che diventi più strutturata, integrata e aggiornata sui messaggi da veicolare attraverso le nuove tecnologie e le nuove piattaforme di comunicazione. Dedico, infine, una sottolineatura a ciò che ritengo la prima delle priorità e cioè che si ristabilisca quell’orizzonte di fiducia che in questi ultimi anni è andato in crisi e si tornino a condividere una vision e strumenti partecipativi che permettano la mediazione necessaria per progettare un futuro migliore, sostenibile e duraturo”.

L'analisi

L'analisi dei principali dati è a cura di Cinzia Cimatti, responsabile dell’Osservatorio economico camerale. La circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna, che interessa le province di Forlì-Cesena e di Rimini, ha una superficie di oltre 3.240 chilometri quadrati, comprende 55 Comuni con circa 730 mila abitanti (di cui il 10,9% stranieri). Nel 2019 la stima del valore aggiunto nominale (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è stata pari a 21,3 miliardi di euro (+1,4% sul 2018), mentre il valore aggiunto nominale pro capite ammontava a 28.954 euro.

Al 31 maggio risultano attive 70.832 imprese (sedi); l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 97 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 87 in Italia). I principali settori di attività economica del territorio Romagna sono quelli dei Servizi (26,9% del totale delle imprese attive), il Commercio (23,3%), le Costruzioni (14,9%), Agricoltura e pesca (12,3%), Alloggio e ristorazione (10,5%) e l’Industria Manifatturiera (8,4%). "I numeri pre crisi Covid delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere - evidenzia Cimatti -: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità). In base alle ultime previsioni Prometeia (rilasciate a luglio) per il 2021 si stima una crescita del valore aggiunto (a prezzi base e costanti) pari al 5,6% (+6,2% Emilia-Romagna, +5,5% Italia), a fronte di un 2020 archiviato con una perdita del 9,1%".

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31 maggio, è costituito da 36.462 imprese attive (sedi), che risultano sostanzialmente stabili rispetto al 31 maggio 2020 (+0,2%); l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 93 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). Più della metà (il 57,1%) del totale delle imprese attive in provincia sono imprese individuali, mentre le società di capitale, pari al 19,2% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 93,5% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da aziende con meno di 10 addetti. In flessione il numero delle imprese artigiane (11.723 al 31 marzo; -0,6% rispetto allo stesso periodo del 2020), così come si riduce il numero delle imprese cooperative (493 al 31/05/2021; -3,1% annuo).

Le start-up innovative al 28 giugnorisultano 66 (-1,5% rispetto a giugno 2020). In merito all’andamento dei principali settori, la consistenza delle imprese agricole attive (6.316 unità al 31 maggio scorso) risulta in flessione dell’1,0% rispetto al 31 maggio 2020. Sul fronte della zootecnia (che costituisce il 65,1% della PLV provinciale), si registra un prezzo in aumento (+10,0% media gennaio-giugno 2021 su medesimo periodo 2020) per il pollo da carne; uova: prezzo in flessione (-6,5% media gennaio-giugno 2021 su medesimo periodo 2020). Le imprese del comparto Pesca e acquacoltura, al 31 maggio 2021 sono 91, in aumento (+5,8%) in termini tendenziali. Nel mercato ittico all’ingrosso di Cesenatico, nel periodo gennaio-giugno 2021, si rileva una contrazione delle quantità del pescato commercializzate (-10,5% sul medesimo periodo del 2020) e un incremento del valore (+4,0%). Il valore del pescato realizzato nei primi 6 mesi del 2021 è pari a 3,0 milioni di euro.

I dati congiunturali relativi all’industria manifatturiera, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna (rivolta a imprese con più di 9 addetti), al primo trimestre 2021, evidenziano segnali positivi in termini tendenziali per produzione (+1,7% sul medesimo trimestre del 2020), fatturato (+5,5%), ordini interni (+12,9%) ed esteri (+8,7%), sebbene nel trend medio degli ultimi 12 mesi permanga la tendenza recessiva emersa nei trimestri scorsi (-4,8% il dato medio della produzione). La contrazione della produzione (sui 12 mesi), comune a tutti i comparti tranne quello Alimentare, rimane rilevante per il settore Calzature; sostanziale stabilità per Chimica e plastica; in notevole recupero (seppur permangano in terreno negativo) le performance del comparto Confezioni, Mobili e Legno. La dinamica occupazionale degli ultimi 12 mesi nel Manifatturiero locale è risultata tendenzialmente stabile (+0,2%), grazie al sostegno della Cig specifica per il Covid-19 e al blocco dei licenziamenti per ragioni economiche. Dal punto di vista della struttura produttiva, infine, si rileva un calo dello 0,7% della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 31 maggio scorso (3.444 unità), rispetto al medesimo periodo del 2020.

Per il settore delle costruzioni (5.599 unità a fine maggio) si registra una crescita del numero delle imprese attive (+0,9% annuo). Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel primo trimestre 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, risultano in diminuzione (-2,5%); a soffrire maggiormente è il comparto non alimentare (-3,6%), con l’alimentare che mostra altresì una variazione negativa ma lieve (-0,5%); riguardo alla dimensione, le maggiori criticità si ritrovano nella piccola distribuzione(-4,4%). In termini di numerosità, le imprese del commercio al dettaglio risultano in calo annuo dell’1,0% (3.935 aziende al 31 maggio). Diminuisce, inoltre, la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (ingrosso, dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta 7.897 imprese al 31 maggio scorso (-0,8% rispetto al 31 maggio 2020).

Nel primo trimestre 2021 crescono, in modo deciso, le esportazioni in provincia di Forlì-Cesena: +10,2% rispetto ai primi tre mesi del 2020 (+6,1% Emilia-Romagna e +4,6% Italia). Positivo è anche il saldo commerciale (esportazioni al netto delle importazioni) registrato nei primi tre mesi dell’anno, pari a +502,2 milioni di euro (in crescita del 17,0% sullo stesso trimestre del 2020). Le imprese attive dei servizi di alloggio e ristorazione (2.748 unità al 31 maggio) sono in aumento rispetto al 31 maggio 2020 (+0,4%). I dati provvisori relativi al movimento turistico nel periodo gennaio-aprile 2021, per la provincia di Forlì-Cesena, riportano una diminuzione annua degli arrivi del 31,0% e delle presenze del 15,2%: la clientela straniera è quella che risente maggiormente del ridimensionamento degli arrivi (-56,6%), mentre la clientela italiana vede una maggiore contrazione delle presenze (-16,0%).

Le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo annuo del 3,5% (963 unità al 31 maggio), analogamente alla dinamica del settore principale, trasporti e magazzinaggio (1.249 unità, -3,0%). I dati Istat Forze di lavoro relativi al 2020 (media annuale), rilevano per la provincia di Forlì-Cesena un tasso di attività 15-64 anni (74,1%) superiore al dato regionale (73%) e alla media nazionale (64,1%); un tasso di occupazione 15-64 anni (70,1%) migliore sia del dato regionale (68,8%) sia di quello nazionale (58,1%); un tasso di disoccupazione 15 anni e più (5,2%) inferiore sia alla media regionale (5,7%) sia al dato nazionale (9,2%); un tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni (17,6%) più basso rispetto a quello dell’Emilia-Romagna (21,3%) e dell’Italia (29,4%). Nel periodo gennaio-maggio le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni in provincia di Forlì-Cesena risultano in diminuzione del 50,3%. La flessione è comune a tutte le sue tipologie (ordinaria, straordinarie e deroga); la Cig ordinaria, seppur in contrazione del 54,7%, costituisce la maggioranza delle ore autorizzate (il 68,8%), mentre il 31,1% riguarda la Cig in deroga. Il 58,1% dello ore totali di Cig autorizzate si ritrova nel settore Manifatturiero; a seguire Commercio (12,9%) e Alloggio e ristorazione (11,8%), quest’ultimo unico comparto che registra un incremento della Cig (+25,7% rispetto ai primi 5 mesi del 2020).

Positivo il saldo attivazioni-cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente nel primo trimestre 2021: +1.711, trainato dal lavoro a tempo determinato e somministrato e dal settore “Altre attività dei servizi” (escluso commercio e turismo). Come sostegno economico di contrasto alla povertà, nel periodo gennaio-maggio 2021 sono 3.033 i nuclei familiari che hanno percepito almeno una mensilità del reddito di cittadinanza, con un importo medio mensile di 465,58 euro (+3,7% sull’importo medio mensile 2020); 527 nuclei familiari hanno percepito, invece, la pensione di cittadinanza, con un importo medio mensile di 221,68 euro (+5,9% sull’importo medio mensile 2020).

Riguardo all’andamento del credito, al 30 aprile i prestiti bancari alle imprese, che ammontano a 6,9 miliardi di euro (il 60,6% del totale clientela), risultano in aumento dell’1,2% rispetto al medesimo periodo del 2020: variazione positiva sia per quelli alle imprese medio-grandi (+0,8%) sia per quelli alle piccole imprese (+2,5%). A livello settoriale, si registrano incrementi dei prestiti al Manifatturiero (+5,7%); stabilità per i Servizi (+0,1%), mentre nelle Costruzioni si conferma una contrazione del credito (-3,1%). In aumento anche il credito erogato alle famiglie consumatrici (+3,1%). In decisa crescita, inoltre, la consistenza dei depositi (+12,5% annuo). L’incidenza delle sofferenze sui prestiti totali, al primo trimestre 2021, risulta pari al 3,70% (Emilia-Romagna 2,96%, ed Italia 2,70%), con un trend in calo; in tale contesto, migliora anche il tasso di deterioramento del credito rilevato in provincia nel primo trimestre 2021 (+0,9%), in linea con il dato regionale (+1,0%).  

In relazione al Fondo di Garanzia per le Pmi, la cui operatività è stata modificata e ampliata dalle specifiche disposizioni per il contrasto della crisi da Covid-19, dal 20 marzo 2020 al 30 giugno 2021, nella provincia di Forlì-Cesena sono state registrate 19.274 operazioni di finanziamento (9,0% del totale regionale), per un importo finanziato pari a 1.709 milioni di euro (89mila euro l’importo finanziato medio). In base alle ultime previsioni Prometeia (rilasciate a luglio) per il 2021 si stima una crescita del valore aggiunto provinciale (a prezzi base e costanti) pari al 5,9% (+6,2% Emilia-Romagna, +5,5% Italia), a fronte di un 2020 archiviato con una perdita dell’8,6%. 

Alla presentazione sono intervenuti imprenditori su temi emergenti, quali il difficile reperimento di lavoratori nel settore alberghiero, la difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e l’importanza e le opportunità del green per lo sviluppo delle imprese manifatturiere. Hanno partecipato gli imprenditori Andrea Biotti, General Manager Oste del Castello wellness & bike Hotel di Verucchio e Responsabile front office Hotel Genty di Rimini, Rocco De Lucia, titolare e amministratore di Siropack di Cesenatico e Lorenzo Zanotti, direttore amministrativo e socio fondatore di Gala srl di Forlì. In conclusione Zambianchi ha risposto ad alcune domande di approfondimento della giornalista del Sole24Ore, Ilaria Visentini, moderatrice dell’evento, sullo scenario attuale, trend, rischi e opportunità e impatti su lavoratori e imprese, e sulle priorità per lo sviluppo dei territori della Romagna e per consolidare la ripresa.

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