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L'appello di Cesena al governo: "Il Fondo di indennizzo risparmiatori non dimentichi gli azionisti della Carisp"

A raccogliere l’appello è il deputato romagnolo Marco Di Maio, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia

Il Governo si prepara a varare misure di indennizzo – attraverso il Fir -  a favore dei risparmiatori danneggiati dalla liquidazione coatta delle loro banche (fra cui vari istituti di credito veneti). Ma in questo modo rimarrebbero esclusi i risparmiatori-azionisti  delle banche – come  la Cassa di Risparmio di Cesena – che sono state salvate grazie al Fondo di Solidarietà. Eppure anche loro hanno visto andare in fumo, con il crollo del valore delle azioni, buona parte del loro danaro; e in molti casi si trattava davvero dei risparmi di una vita di lavoro.

Per scongiurare questa prospettiva, decisamente penalizzante per la realtà cesenate e romagnola, il sindaco Paolo Lucchi e il Vicesindaco Carlo Battistini hanno scritto ai parlamentari locali  (i senatori Antonio Barboni e Marco Croatti ed i deputati  Carlo Ugo De Girolamo, Marco Di Maio, Jacopo Morrone e Simona Vietina) chiedendo di intervenire presso il Governo e di presentare emendamenti a difesa degli interessi dei risparmiatori cesenati. La stessa comunicazione è stata inviata per conoscenza al presidente del Consiglio Conte, ai ministri Di Maio, Salvini e Tria, e ai candidati a sindaco della città di Cesena.

Scrivono gli amministratori: "Il Governo ha previsto, nella Legge di Bilancio 2019, una misura a favore dei risparmiatori che hanno subito un pregiudizio da parte di banche poste in liquidazione coatta ed ora il Ministro dell’Economia sta predisponendo il decreto attuativo relativo, in un confronto sia con le autorità europee, sia all’interno della maggioranza di Governo stessa. Tale fondo, denominato Fir, Fondo Indennizzo Risparmiatori, è dotato di 1,5 miliardi di euro e dovrebbe agire per consentire ai risparmiatori di recuperare, in parte, quanto perso dei propri risparmi. In particolare, a quel che ci pare di capire, il riferimento è ai titoli delle banche venete, in continuità con i precedenti interventi di tutela dei risparmiatori attivati negli anni scorsi. Così facendo, però, verrebbero esclusi dall’intervento i possessori di azioni delle banche non andate in liquidazione coatta e nelle quali è invece intervenuto il Fondo di Solidarietà, che ha salvato le banche stesse, ma non gli azionisti risparmiatori, sui quali si è scaricata una situazione che li ha visti perdere quasi per intero valori azionari che in molti casi rappresentavano i risparmi di un’intera vita. Ed invece va considerato come anche gli azionisti delle banche non quotate, quale la nostra Cassa di Risparmio di Cesena, abbiano visto depauperare il valore dei risparmi investiti in tali istituti, tanto che migliaia di piccoli risparmiatori - anche a Cesena - hanno perso centinaia di milioni di euro dei propri risparmi".

Concludono: "La misura del Governo va giustamente ad attribuire un risarcimento a quanti hanno subìto un danno causato da comportamenti delle banche venete in violazione degli obblighi verso i risparmiatori; non abbiamo dubbi che sia giusto. Ma perché non considerare anche il danno subìto da coloro che hanno visto annullare il valore dei propri risparmi collocati in azioni di banche non quotate e salvate dalla liquidazione, ma il cui esito è stato di perdere quasi la totalità del proprio capitale, come è avvenuto per le casse di risparmio romagnole? Vi chiediamo quindi - ritenendo di interpretare anche il pensiero di tanti azionisti della Cassa di Risparmio di Cesena -, in quanto parlamentari eletti nel nostro territorio, di farvi portatori degli interessi dei cittadini, in questo caso cesenati, che si sono trovati a registrare la perdita dei propri risparmi, dando loro la stessa tutela dei cittadini veneti, e di volere programmare appositi emendamenti e modifiche normative, utili a tutelare anche i cesenati. In questo modo, infatti, con concretezza, dimostrereste un’attenzione alla tutela dei cittadini del territorio cesenate, che a noi parrebbe necessaria. Ci auguriamo che, anche grazie al vostro impegno, questa possa divenire una scelta condivisa dall’interno territorio ed in primis dai candidati a sindaco della nostra città, che potrebbero in modo unitario sostenere questa proposta, finalizzata a ristorare tanti cittadini della perdita sopportata, dimostrando che l’interesse dei cesenati consente di superare anche le divisioni politiche".

Interviene Marco Di Maio

A raccogliere l’appello è il deputato romagnolo Marco Di Maio, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia. "Questo provvedimento andrebbe a riguardare soltanto gli istituti veneti e il FIR (Fondo Indennizzo Risparmiatori per un valore di 1,5 miliardi di euro), escluderebbe gli azionisti di banche non quotate, come ad esempio la Cassa di Risparmio di Cesena. L’allarme è stato lanciato da diversi risparmiatori e raccolto anche dall'amministrazione comunale, che attraverso un intervento di sindaco e vice sindaco, ha chiesto l’intervento dei parlamentari per portare all'attenzione del Governo un'ulteriore che i cittadini rischiano di subire dopo aver visto crollare il valore delle proprie azione.

Con l’ultima legge di bilancio, si legge nel testo, “l’esecutivo ha introdotto una misura a tutela dei soggetti che hanno subito un pregiudizio da parte di banche poste in liquidazione coatta. Per dare attuazione a tale provvedimento, il ministro dell’Economia, di concerto con le autorità europee, sta predisponendo il decreto attuativo” che, continua l'interrogazione “andrebbe a contemplare esclusivamente i titoli delle banche venete, escludendo di fatto tutti coloro che posseggono azioni di banche non andate in liquidazione coatta, per le quali è comunque intervenuto il “Fondo di Solidarietà” che ha sventato il loro fallimento ma non ha tutelato gli azionisti risparmiatori”. Viene chiesto pertanto al ministro di ricomprendere “nel decreto e nel corrispettivo fondo anche i soggetti che hanno visto annullare il valore dei propri risparmi collocati in azioni di banche non quotate e salvate dalla liquidazione, specificando altresì quali misure ulteriori voglia adottare per garantire la loro piena ed effettiva tutela”.

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