Economia

Inclusione e sviluppo: si costituisce il coordinamento romagnolo dell’Aci

"Le cooperative assicurano che nessuno sia lasciato indietro" è il messaggio forte che guarda non solo al rispetto e ai bisogni delle persone oggi, ma vuole essere presupposto di crescita e opportunità per le generazioni future

Il primo luglio si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale delle cooperative indetta dall’Onu e dall’Ica nel segno dell’inclusione. "Le cooperative assicurano che nessuno sia lasciato indietro" è il messaggio forte che guarda non solo al rispetto e ai bisogni delle persone oggi, ma vuole essere presupposto di crescita e opportunità per le generazioni future. Anche su questo territorio provinciale la cooperazione da sempre ha significato valore sociale e ricchezza economica, opportunità lavorativa e risposta ai bisogni delle persone, facendo dell’inclusione un tratto distintivo. In particolare, con il forte contributo fornito dalle cooperative sociali “di tipo B”, ovvero quelle che si occupano dell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate di ogni tipo. E negli ultimi anni sempre di più dando con l’esperienza dei “workers buyout”, un’opportunità occupazionale a lavoratori fuoriusciti da aziende in crisi.

La cooperazione nella provincia di Forlì-Cesena rappresenta una realtà fatta di imprese cooperative dalla lunga storia, di marchi importanti e di eccellenze profondamente radicate nel tessuto economico, oltre che di piccole cooperative che hanno svolto un ruolo di presidio sociale ed economico nei territori più periferici o che stanno fornendo risposte ai nuovi bisogni delle comunità. Una realtà che tradotta in cifre a Forlì-Cesena associa oltre 530 cooperative, 91 mila soci e 28.500 occupati, con un valore della produzione che si attesta sui 7 miliardi di euro. Circa un quinto degli addetti opera nel settore sanità e assistenza sociale. Con riferimento alle coop sociali, sono iscritte all’apposito albo regionale 97 imprese (il 13,4% del totale dell’Emilia-Romagna), di cui 58 di tipo A (gestione di servizi socio-sanitari ed educativi), 22 di tipo B (finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate), 14 miste e 3 consorzi.

Nasce il coordinamento romagnolo dell’Aci - La Giornata internazionale delle cooperative è anche l’occasione scelta da Agci, Confcooperative e Legacoop per annunciare la costituzione del coordinamento romagnolo dell’Alleanza delle cooperative italiane. Si ufficializza in questo modo un luogo di confronto comune – già presente da tempo in varie forme a livello provinciale – in cui assumere linee di indirizzo generali e prendere decisioni unanimi per tutte le questioni che riguardano l’area vasta, sia nei confronti degli enti pubblici che dei soggetti privati. Tanti i temi che saranno oggetto di discussione e presa di posizione comune nel coordinamento romagnolo, come gli assetti istituzionali, turismo, cultura, sanità, ambiente, infrastrutture, agroalimentare e trasporti. Verranno inoltre messi in condivisione i dati delle associazioni, in modo da poterli comunicare in forma unitaria, e si coordineranno le iniziative di condivisione delle buone pratiche pubbliche di promozione della forma cooperativa, ad esempio nelle scuole. La guida sarà affidata alle singole centrali a rotazione annuale. Il coordinamento si articolerà in ogni caso in comitati provinciali per meglio seguire le questioni territoriali.

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