Economia

In primis apparecchi meccanici e prodotti agricoli, aumentano le esportazioni in provincia

Nel 1° trimestre 2021 le esportazioni in provincia di Forlì-Cesena sono state pari a 949,6 milioni di euro, con un incremento del 10,2% rispetto ai primi tre mesi del 2020

L’anno 2021 si apre sotto buoni auspici per l’export dell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, con un incremento tendenziale.

“Le buone performance appena rilevate dalle esportazioni confermano le attese positive già preannunciate dalla dinamica della produzione industriale, dei prezzi e dell'indice di fiducia. Gli scambi commerciali con l'estero rappresentano una dimensione importante e un’opportunità strategica per generare nuovo valore, sia per le imprese direttamente  coinvolte, sia per l'apertura e l'attrattività dell'intero sistema territoriale, per questo l'internazionalizzazione del nostro sistema produttivo è da sempre una delle linee strategiche del Programma  pluriennale della Camera – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. La ripresa, però, deve essere vasta e forte in tutti i settori economici. Dobbiamo, quindi, accompagnare questa fase di ripresa e la proattività dei nostri imprenditori, con azioni pronte e innovative, in collaborazione continua a tutti i livelli istituzionali. Abbiamo davanti a noi mesi di grandi cambiamenti, ma anche grandi opportunità, che dobbiamo essere pronti ad afferrare per consolidare la ripresa e rinforzare lo sviluppo del territorio”.

Export delle imprese: focus provinciale Forlì-Cesena

Nel 1° trimestre 2021 le esportazioni in provincia di Forlì-Cesena sono state pari a 949,6 milioni di euro, con un incremento del 10,2% rispetto ai primi tre mesi del 2020, nettamente superiore alla variazione regionale (+6,1%) e nazionale (+4,6%); nota positiva, il completo recupero della perdita verificatasi nel 1° trimestre 2020 (-5,1% sullo stesso periodo del 2019), con un valore a prezzi correnti dell’export che si porta su livelli superiori a quelli del 1° trimestre 2019 (+4,6% la variazione 1° trimestre 2021-2019).

Aumentano le esportazioni di molti dei principali prodotti; nel dettaglio: +18,4% i macchinari e gli apparecchi meccanici (15,8% del totale), +28,5% i prodotti dell’agricoltura (11,5%), +61,5% i mobili (10,3%), +16,7% gli apparecchi elettrici (8,1%) e +0,5% le calzature (5,7%). In calo, invece, l’export dei prodotti in metallo (-3,4%, 13,3%), degli articoli sportivi (-0,3%, 6,8%), dei prodotti alimentari e bevande (-17,0%, 6,0%) e degli articoli in gomma e materie plastiche (-2,0%, 6,0%). 

I principali Paesi di destinazione delle esportazioni sono, nell’ordine, la Francia (16,3% del totale), la Germania (13,3%), gli Stati Uniti (6,0%), la Spagna (4,7%), la Polonia (4,6%) e il Regno Unito (4,2%). Variazioni positive caratterizzano, in particolare, Francia (+23,2%) e Polonia (+23,4%), ma si riscontrano anche per Germania (+1,7%) e Spagna (+4,3%); diminuzioni annue, al contrario, per Stati Uniti (-2,9%) e, soprattutto, Regno Unito (-26,2%).

Positivo è anche il saldo commerciale (esportazioni al netto delle importazioni) registrato nei primi tre mesi dell’anno pari a +502,2 milioni di euro (in crescita del 17,0% sul medesimo trimestre del 2020 e del 13,5% sul primo trimestre del 2019).

In termini previsionali, la variazione acquisita dell’export per il 2021 risulta pari al +11,4%; si tratta della crescita che si avrebbe ove il livello di esportazioni dei prossimi trimestri fosse identico a quello del periodo in esame (vale a dire, con una crescita congiunturale nulla).

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