In attesa della nuova Politica agricola comune, strategie e sfide per l'ortofrutta

Il Forum organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e Apt (“La futura Pac per l’ortofrutta”) nell’ambito della seconda giornata di Macfrut Digital ha fornito numerosi spunti

Il mondo dell’ortrofrutta alle prese con diverse sofferenze, sia fitosanitarie che di mercato, si è interrogato su un quadro complesso dove i nuovi regolamenti sono ancora oggetto di lungo negoziato.

Il Forum organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e Apt (“La futura Pac per l’ortofrutta”) nell’ambito della seconda giornata di Macfrut Digital (9 settembre) ha fornito numerosi spunti sul fronte delle tempistiche, dei finanziamenti, del ruolo dei territori e della sostenibilità ambientale, in una fase in pieno negoziato sia sui regolamenti per il Piano strategico sia per quelli del Piano transitorio.

L’incontro è stato coordinato da Valtiero Mazzotti direttore generale dell’Assessorato Agricoltura Caccia e pesca della Emilia Romagna, regione che registra oltre 116.000 ettari coltivati a ortofrutta.

Nel suo intervento Paolo De Castro vicepresidente della Commissione agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo parlando di risorse ha sottolineato che anche il Recovery fund prevede risorse per l’agricoltura ma in misura minore a quanto precedentemente indicato. Ha inoltre ricordato l’importante modifica decisa per l’emergenza sanitaria, che ha previsto l’innalzamento al 70% della quota di cofinanziamento per le aziende.

All’intervento di Felice Assenza della Direzione generale delle politiche internazionali e dell’Unione Europea del Mipaf il compito di fare il punto su un percorso non privo ancora di diversi nodi da sciogliere sul piano negoziale.

Il direttore generale ha precisato che la riforma della Pac è ormai alle battute conclusive, ha indicato nel 1 gennaio 2023 la probabile data, con la necessita di due anni di transizione regolamentati da norme finalizzate a traghettare dal vecchio sistema al nuovo. Passando all’OCM ortofrutta la notizia è quella di una sostanziale conferma - pur con il nuovo acronimo legato al nuovo nome Interventi Settoriali Ortofrutta - con programmi operativi rafforzati e il sostegno finanziario dell’Unione invariato e una forte attenzione agli obiettivi di sostenibilità ambientale da strutturare su Piani strategici nazionali.

La sostenibilità è, insieme al cambiamento climatico, uno dei grandi temi del Green Deal che eleva il settore agricolo e dell’ortofrutta in un contesto globale che richiederebbe – è stato più volte sottolineato negli interventi – un confronto unitario per costruire una proposta di sostenibilità ambientale unica.

In questo contesto la domanda principale riguarda il ruolo dei territori sulle politiche agricole. Un problema affrontato nei due interventi che hanno completato il webinar dedicato alla Pac dell’ortofrutta, quello di Federico Sgarbi coordinatore di Agriregion, la rete di regioni europee nata nel 2018 e di Simona Caselli presidente di Areflh, Assemblea delle Regioni europee frutticole, orticole e floricole.

“Il rischio di un forte accentramento della Pac e la conseguente riduzione dell’intervento delle regioni come proposto dalla Commissione Europea - ha sottolineato Sgarbi - taglia il rapporto con i territori che devono invece essere associati alla definizione dei Piani strategici”.

Una preoccupazione condivisa da Simona Caselli che nella sua relazione ha focalizzato l’attenzione su strategie e obiettivi di Farm to Fork: riduzione del 50% dell’uso complessivo dei pesticidi per una produzione sostenibile, riduzione della plastica, aumento del consumo alimentare di ortofrutta, riduzione del lo spreco alimentare e prevenzione dei rifiuti.

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“Per l’ortofrutta il consumo sostenibile è un tema di grande interesse ma dobbiamo imparare a presidiare il percorso delle normative – ha sottolineato Simona Caselli - rivendicando un ruolo importante per gli organismi che rappresentano i territori ad iniziare dalle regioni. Si parla di biologico ma servono supporti alla commercializzazione, tecniche innovative per le quali occorrono ulteriori aiuti. Siamo di fronte a risorse sostanzialmente costanti considerati anche i 7 miliardi e mezzo del Recovery Fund con obiettivi sempre crescenti: per questo il problema dei finanziamenti è prioritario”, ha concluso la presidente di Areflh.

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