Imprese e-commerce, è boom negli ultimi 5 anni: "Cambiano le abitudini di consumo"

“L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha certamente cambiato le nostre vite, comprese le abitudini di consumo. Il settore del commercio al dettaglio, in particolare, ha visto consolidarsi fenomeni già ampiamente presenti, come il commercio elettronico"

Deciso incremento delle imprese e-commerce negli ultimi cinque anni nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, con relativa crescita dell’incidenza sul totale delle imprese operanti nel commercio al dettaglio, che risultano in progressivo calo; crescita che però è inferiore alla variazione regionale e nazionale e a quella di tante altre province nazionali. Trattasi sostanzialmente di micro imprese, costituite in prevalenza sotto forma di imprese individuali; la maggioranza delle stesse risiede nei tre comuni principali (Forlì, Cesena e Rimini) e una su quattro è gestita da donne.

Il settore dell’e-commerce sta sperimentando negli ultimi anni, nel nostro Paese, un’intensa fase di sviluppo, a testimonianza di come siano cambiate le abitudini di consumo della popolazione; sono soprattutto le regioni meridionali a beneficiare di tale crescita, con dieci province del Sud Italia che si piazzano nelle prime dieci posizioni per incremento delle imprese e-commerce nel medio periodo. L’emergenza sanitaria scoppiata a inizio anno, inoltre, ha inciso ancora di più sulla crescita di tale segmento; basti pensare che, secondo le stime di Netcomm, ente specializzato in studi e ricerche sul commercio digitale, nei primi quattro mesi del 2020 si contano 2 milioni di nuovi consumatori online in Italia, 1,3 milioni dei quali attribuibili all’impatto del Covid-19 e al conseguente lockdown delle imprese. 

“L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha certamente cambiato le nostre vite, comprese le abitudini di consumo. Il settore del commercio al dettaglio, in particolare, ha visto consolidarsi fenomeni già ampiamente presenti, come il commercio elettronico - dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna -. In questo periodo di forti difficoltà  per gli operatori del settore, un periodo con gran parte delle attività commerciali, colossi come Amazon e Alibaba, hanno visto aumentare il proprio fatturato, tanto che Amazon ha preannunciato oltre 100 mila nuove assunzioni. Questo non significa, però, che il commercio di tipo tradizionale, in sede fissa, abbia perso il suo appeal, ma sicuramente è necessario un ripensamento profondo, che permetta di fare fronte a una situazione di straordinaria difficoltà, che comporta cambiamenti strutturali e di lungo periodo.  Le Istituzioni, consapevoli di questa realtà, cercheranno  di sostenere il settore con  le “misure difensive” di cui c’è più bisogno per superare questa crisi, dalla liquidità, alla moratoria sugli affitti, solo per citarne alcune, ma anche con iniziative mirate ad aiutare le imprese a cogliere tutte le opportunità fornite dal digitale. Ci tengo a sottolineare, inoltre, che un mix di offerta anche nelle modalità di erogazione del commercio, che va dall’e-commerce, al commercio al dettaglio, alla grande distribuzione, alle strutture di prossimità, deve essere reinterpretata come un’opportunità, di cui prendere atto, senza demonizzarla. La pandemia e il lockdown, del resto, hanno accelerato un cambiamento epocale - già in atto - dei consumi e delle abitudini, con una crescita esponenziale del “digitale”, crescita digitale che toccherà gran parte  di tutte le attività,  dalla logistica, alle modalità di pagamento”.

Al 31 marzo in provincia di Forlì-Cesena risultano attive 145 imprese che svolgono attività di commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet (anche detto commercio elettronico o e-commerce); queste rappresentano il 3,7% del totale delle attività del commercio al dettaglio. Negli ultimi cinque anni si assiste ad un deciso incremento di tale tipologia di impresa: +48,0% di imprese e-commerce rispetto al 31/03/2015 (-7,6% il commercio al dettaglio nel suo complesso, -8,9% il dettaglio escluso l’online), con una variazione media annua del +9,6%, che porta ad un aumento dell’incidenza, sul totale delle attività commerciali, di 1,4 punti percentuali (dal 2,3% del 31/03/15 al 3,7% del 31/03/20). Il calo delle imprese del commercio “tradizionale” (non considerando quello online), purtroppo è una realtà; occorre però riflettere come questo settore abbia un peso ancora rilevante nell’economia territoriale e di come rappresenti ben il 10,5% del totale delle imprese presenti sul territorio.

Nel confronto territoriale, tale aumento risulta inferiore alla variazione altrettanto positiva dell’Emilia-Romagna (+53,1%) e dell’Italia (+69,9%), mentre il peso delle imprese e-commerce sul commercio al dettaglio è in linea con quello regionale (3,8%) e superiore al dato nazionale (2,9%); considerando tutte le province italiane, quella forlivese occupa “solo” la 82° posizione (su 105 province) per crescita delle imprese e-commerce nel medio periodo, in una classifica dove i piazzamenti migliori spettano alle province del Sud Italia, con 10 di queste nelle prime dieci posizioni e 17 nelle prime venti (primi tre posti occupati, nell’ordine, da Vibo Valentia, Crotone e Napoli).
Rispetto alle altre province emiliano-romagnole, l’incremento quinquennale registrato si piazza al quinto posto (dopo Parma, Ravenna, Modena e Rimini), mentre con riferimento alla consistenza delle imprese del commercio elettronico provinciali sul totale regionale, Forlì-Cesena occupa la sesta posizione (preceduta da Bologna, Modena, Rimini, Reggio Emilia e Parma). 

Alcune caratteristiche delle imprese dedite all’e-commerce evidenziano che la maggioranza è costituita da imprese individuali (70,3%), a cui seguono le società di capitale (22,1%), le società di persone (5,5%) e le cooperative (2,1%); la totalità è rappresentata da micro imprese (< 10 addetti); e il 24,1% sono imprese femminili, il 27,6% imprese giovanili e il 15,9% imprese straniere. In merito, infine, alla presenza sul territorio, ben 98 imprese e-commerce sulle 145 totali risiedono nei due grandi centri di Forlì e Cesena (rispettivamente, 58 e 40); delle restanti 47, si evidenziano, da un lato, i comuni di Bertinoro e Predappio (5 unità per ciascuno), dall’altro, i comuni di Cesenatico, Gambettola e Longiano (ciascuno di questi con 4 unità).

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