Imprese di pulizia e multiservizi: da Cesena a Forlì per manifestare per il rinnovo del contratto

"In Italia - informano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uils - sono oltre 600 mila le lavoratrici e i lavoratori dei servizi di pulizia e servizi integrati multiservizi, in maggioranza donne, hanno scioperato per l’intero turno di lavoro venerdì"

Piazzetta della Misura ha ospitato venerdì mattina il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini impegnati nei servizi di pulizia e servizi integrati-multiservizi. Esposti in prima linea, essenziali per il contenimento del contagio, sono circa15 mila gli addetti nelle province romagnole che chiedono il rinnovo del contratto scaduto da sette anni, dopo le numerose iniziative sul territorio e la manifestazione dello scorso 21 ottobre di fronte a Confindustria Romagna in sincrono con tutte le città italiane. 

"In Italia - informano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uils - sono oltre 600 mila le lavoratrici e i lavoratori dei servizi di pulizia e servizi integrati multiservizi, in maggioranza donne, hanno scioperato per l’intero turno di lavoro venerdì per chiedere il rinnovo del contratto nazionale per il personale dipendente con adesioni a Forlì – Cesena al 90% con punte in alcuni appalti del 100%, Ravenna al 90% e Rimini al 80% nonostante i tentativi fino a notte fonda delle imprese di ostacolare  la partecipazione. Per le lavoratrici e i lavoratori delle province romagnole, si è svolto un ampio presidio in piazzetta della Misura a Forlì a partire dalle ore 10,30, pur nel rispetto delle disposizioni contenute nel nuovo Dpcm".

"Nel dramma della pandemia, il lavoro delle addette e degli addetti del settore impiegati in appalti pubblici e privati si è dimostrato essenziale per il contenimento del contagio nei presidi ospedalieri, nelle Rsa, nelle case di cura, nelle scuole, nelle università, nei tribunali, nelle fabbriche, nei supermercati e negli uffici pubblici e privati, ma continuare a lavorare con un contratto scaduto da oltre sette anni è inaccettabile - proseguono i sindacati -. Stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori esposti in prima linea per garantire l’accessibilità dei luoghi che, senza la loro opera, non sarebbe possibile. Nemmeno i supermercati potrebbero riaprire ogni giorno senza il prezioso contributo di coloro che puliscono e sanificano gli ambienti".

"Le associazioni datoriali (Anip Confindustria, Confcooperative Lavoro e servizi, Lagacoop Produzione e Servizi, Unionservizi Confapi, Agci Servizi) non rispettano però gli impegni presi e producono una dilazione dei tempi in modo del tutto strumentale. E questo, seppur le imprese del settore abbiano incrementato in modo significativo lavoro e fatturato potendo sempre contare sull’impegno costante e responsabile del personale, che mai si è sottratto al proprio dovere, nonostante tutto e con enormi sforzi personali - concludono -. Qualora il contratto non venisse firmati in tempi brevi saremo pronti a scendere di nuovo in piazza".

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