Impresa sociale, novità ed opportunità con la nuova legge: "Grandi cambiamenti"

Oltre una trentina addetti ai lavori ha gremito la sala incontri per avere le idee più chiare circa i nuovi indirizzi e le new entry nel complesso mondo delle cooperative sociali

Quale futuro per le Imprese Sociali dopo la promulgazione della legge 112/2017 che riordina completamente il settore introducendo nuove iorganizzazioni a fianco di quelli che da sempre esistono? Se ne è discusso in un incontro dal titolo “Impresa Sociale, novità ed opportunità con la nuova legge” organizzato da Confcooperative Forlì - Cesena nella sede cesenate in via dell'Arrigoni. Oltre una trentina addetti ai lavori ha gremito la sala incontri per avere le idee più chiare circa i nuovi indirizzi e le new entry nel complesso mondo delle cooperative sociali che sempre più in Italia ed in particolare nelle terre di Romagna hanno assunto un ruolo preminente in un campo dove spesso lo a volte legate al territorio e a chi vi abita.

Con la nuova legge sono aumentati gli ambiti dove svolgere attività sociale che da ora si possono indirizzare verso nuovi versanti come le prestazioni socio – sanitaria, istruzione, formazione, ricerca, attività culturali e artistiche, alloggi sociali, agricoltura sociale e attività sportive nel settore del dilettantismo. A tutto ciò tanto per le classiche di sempre quanto per le nuove cooperative si aggiungono diversi  obblighi e adempimenti che dovranno essere espletati  e che spesso non si è preparati ad affrontare.

"Sono momenti di grandi cambiamenti - ha parlato introducendo l'incontro Mirco Coriaci direttore di Confcooperative di Forlì-Cesena - che vedono le cooperative evolversi verso nuovi obiettivi ed interessi sociale. Noi siamo pronti ad affrontarli e  momenti come questi di oggi servono per chiarirci meglio le idee in particolare sugli aspetti legislativi". Aspetti questi affrontati dall'avvocato dell'area fiscale di Confcooperative Tonj Della Vecchia che ha seguito tutto l'iter parlamentare della legge.

"Dobbiamo vedere queste novità e l'entrata di nuovi attori - ha detto Della Vecchia - non tanto sotto l'aspetto della negatività, quanto della possibilità di nuove opportunità per crescere e rendere sempre più utile il nostro impegno sociale. Questo ce lo chiede l'Europa, dobbiamo porci quindi  in un' ottica che travalica gli ambiti nazionali per allinearci ai livelli della Comunità Europea. La cooperazione sociale avrà nuovi membri, purchè questi vengano ammessi con precise regole e trasparenza legate alle loro strutture e alle loro proprietà e, soprattutto, che passino attraverso opportuni controlli".

"Certamente il grosso della riforma - ha continuato il responsabile dell'area fiscale - è ancora legato ad altre riforme che debbono essere attuate prima di avere via libera. Si devono ancora emanare circa quaranta decreti legislativi per poter mettere la legge sulla nuova cooperazione sociale in grado di agire e dare contributi fattivi di miglioramento". La portata dei cambiamenti rende necessario approfondire la conoscenza e sviluppare una consapevolezza da parte dell'intero terzo settore.

Nel corso del dibattito è emersa la necessità di chiarirsi  a partire dalla domanda di chi oggi può configurarsi come impresa sociale perchè in questa definizione possono entrare le Srl, le Spa, le associazioni, le fondazioni, le cooperative di lavoro, quelle agricole e molte altre, mentre sono precluse quelle statali . E' ancora necessario verificare con più attenzione gli aspetti legati all'iter legislativo anche perchè si ha tempo un anno per regolarizzarsi.

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