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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Economia

Imprenditori in piazza per riprendersi il futuro: "Situazione drammatica anche nel Cesenate"

Si avvicineranno al migliaio gli imprenditori e i collaboratori cesenati che scenderanno in piazza aderendo alla manifestazione nazionale “Senza impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro"

Si avvicineranno al migliaio gli imprenditori e i collaboratori cesenati che scenderanno in piazza aderendo alla manifestazione nazionale “Senza  impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro" che si terrà martedì 18 febbraio a Roma, promossa da Rete Imprese Italia a cui aderiscono nel nostro territorio Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti, associazioni che organizzeranno vari pullman diretti a Roma.

“Se un numero così alto di piccoli imprenditori artigianali, commerciali e turistici si sta mobilitando in stretto contatto con le associazioni in vista della  manifestazione romana, con una partecipazione che già da ora si valuta straordinaria e che non si ricordava dai tempi della protesta contro la minimum tax, significa che è stato oltrepassato il livello di soglia della sopportazione delle nostre categorie. Siamo a un punto di non ritorno. - scrivono le associazioni di categoria - Le piccole imprese vanno in piazza perché non ne possono più di un ambiente che la politica ha purtroppo dimostrato finora di non saper rendere favorevole allo sviluppo. Vanno in piazza per chiedere con forza, attraverso le loro associazioni, una svolta urgente e radicale di politica economica. Il tempo delle attese è finito, non si può più perdere neanche un minuto. La situazione anche nel Cesenate e in Provincia è drammatica, molte imprese stanno resistendo sul mercato a fatica, in condizioni sfavorevoli a chi intraprende che si sommano alla crisi perdurante ormai da sei anni e ad altre penalizzazioni, come ad esempio la estrema difficoltà di accedere al credito e i cronici ritardi nei pagamenti sia del pubblico che dei privati”.

“Si tratterà di una manifestazione storica in cui si incanala non solo la protesta ma anche la proposta e la richiesta di svolta da parte delle nostre categorie, che intendono offrire un apporto costruttivo differenziandosi da chi, come i forconi, distrugge senza costruire. - si legge nella nota - In questo senso la manifestazione del 18 febbraio non è il traguardo di un percorso bensì l'inizio che si articolerà in successivi step per vigilare e verificare che le nostre articolate sollecitazioni vengano accolte e tradotto, a tutti i livelli. Da quello governativo al livello dei comuni territoriali, in molti dei quali si andrà al voto per le amministrative, ai quali invieremo le nostre piattaforme. Le imprese non chiedono interventi parcellizzati, come la riduzione del carico fiscale e lo snellimento della burocrazia peraltro ineludibili, ma una vera e propria svolta nel modo che la politica ha di rapportarsi al tessuto produttivo valorizzandolo come pilastro della crescita economica e sociale. Quello che Rete Imprese Italia chiede, concretamente, sono dunque interventi per liberare le imprese mettendole in condizioni di creare sviluppo ed occupazione, attraverso un ambiente favorevole allo sviluppo e non più vittime di un contesto dove vengono trattate con sospetto, prevenzione e iniquità. La crisi e questo ambiente sfavorevole ci hanno indebolito, ma non abbattuto. La nostra forza è di essere la spina dorsale del Paese e di essere unite in questa grande battaglia per affermare il diritto di poter fare gli imprenditori senza dover ogni giorno lottare contro i mulini a vento. Il 18 febbraio è una data storica, che lascerà il segno, dopo non potrà essere più tutto come prima e la politica non avrà più alibi”.

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