Import/export, per Forlì-Cesena saldo in attivo di 983 milioni

Le importazioni provinciali sono aumentate del 25,5%, valore superiore rispetto a quello regionale (+22,2%) e nazionale (+23,4%). L'aumento delle esportazioni provinciali (+14,8%) risulta di poco inferiore al dato regionale (+16,1%) e a quello nazionale (+15,8%)

Saldo commerciale attivo per l'import/export della provincia di Forlì-Cesena con l'estero, messo a confronto anche con le realtà regionali e nazionali. Dall’esame delle informazioni raccolte si rileva che, con riferimento all’anno 2010 rispetto al 2009, le importazioni provinciali sono aumentate del 25,5%, valore superiore rispetto a quello regionale (+22,2%) e nazionale (+23,4%). L’aumento delle esportazioni provinciali (+14,8%) risulta di poco inferiore al dato regionale (+16,1%) e a quello nazionale (+15,8%).

Il saldo commerciale della nostra provincia rileva un attivo di poco superiore ai 983 milioni di euro, in lieve crescita rispetto al periodo precedente (+0,55%). I risultati consuntivi confermano il trend positivo degli scambi commerciali con l’estero, trend che già emergeva dai dati provvisori dei primi 4 mesi del 2010.

Fra le province dell’Emilia-Romagna sono apprezzabili le performance dell’export di Ferrara (+35,5%), Parma (+23,4%) e Rimini (+22,9%), mentre Piacenza registra valori delle esportazioni ancora in calo per il 2010 (-4,8%). Le altre province dell'Emilia-Romagna che hanno raggiunto variazioni superiori alla media sono, inoltre, quella di Ravenna (+19,4%) e di Bologna (+16,4%). Nella graduatoria regionale, la provincia di Forlì-Cesena si colloca al sesto posto per incidenza delle proprie esportazioni sul totale dell’Emilia-Romagna. Tale incidenza è pari al 6% ed è leggermente diminuita rispetto all’anno precedente (6,1%).

L’analisi delle esportazioni per settore merceologico conferma il trend generale di lieve ripresa, fenomeno che si riscontra per quasi tutte le categorie merceologiche. Il settore dei macchinari, che costituisce il 27,5% delle esportazioni della provincia, ha incrementato le esportazioni di circa l’11%. Tra i settori ad elevata importanza per l’export (e con performance positiva) si ritrova anche quello dei metalli e prodotti in metallo (+49,6%), l’agricoltura (+9,5%), il comparto alimentare (+6,9%), altri prodotti manifatturieri (+18,6%) e i mobili (+17,9%); tali settori hanno sostanzialmente invertito il trend registrato con riferimento al biennio 2008/2009. Mostra invece una contrazione delle esportazioni il settore delle calzature (-5,9%), contrazione che ridimensiona in parte la performance globale del commercio estero della provincia.

Analizzando gli scambi commerciali per area geografica si rileva il ruolo predominante dell’Unione Europea (UE) come principale destinataria delle esportazioni della provincia di Forlì-Cesena: un dato strutturale del commercio estero provinciale che si riconferma anche nel 2010. Rispetto al 2009, le esportazioni della provincia verso l’UE sono aumentate del 16%. La quota di esportazioni diretta verso l’UE ammonta al 60,4% del totale provinciale, percentuale in crescita rispetto al 2009 e superiore alla media regionale (56,7%) e nazionale (57,3%). All’interno dell’Unione i principali Paesi destinatari dei prodotti esportati si confermano la Germania e la Francia, rispettivamente col 14,9% e 11,3% del totale generale (tendenza che si ripropone anche a livello regionale e nazionale). Seguono a distanza il Regno Unito col 5,9% e la Spagna col 4%. Valori invece in controtendenza per quanto riguarda le esportazioni verso Grecia, Portogallo, Belgio, Svezia, Cipro, Estonia, Slovacchia e Bulgaria. Al di fuori dei confini della UE si riscontra una sostanziale crescita delle esportazioni (+13%), fatta eccezione per il Medio Oriente e l’Africa settentrionale.

Con riferimento anche al peso nella bilancia commerciale sono notevoli le performance verso zone come l’Asia orientale (+31,2%), l’America centrale e del sud (+57,6%) e, in generale, i Paesi europei extra UE. Da notare un aumento delle esportazioni pari al 38,4% verso l’area BRIC (Brasile, Federazione Russa, India e Cina), a fronte di una contrazione del periodo 2009/2008 pari al 27,8%.

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Il saldo commerciale della provincia è pari a circa 983 milioni di euro. Una quota preponderante è costituita dal saldo positivo con l’UE, pari a circa 555 milioni di euro. I saldi commerciali attivi più rilevanti sono quelli con la Germania, Francia e Regno Unito. Fra i Paesi UE i saldi sono invece negativi negli scambi con Paesi Bassi, Slovacchia, Ungheria e Irlanda; ma anche con il Belgio e la Spagna (questi ultimi due Paesi sono in controtendenza rispetto al 2009). Per quanto riguarda le macro aree territoriali, i saldi attivi della bilancia commerciale in ordine decrescente appartengono ai Paesi d’Europa extra UE, all’America settentrionale, al Medio Oriente e all’Africa settentrionale, mentre la bilancia commerciale risulta negativa con riferimento ai Paesi asiatici (in particolar modo con l’Asia orientale).

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