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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia

Il territorio investe in creatività, crescono le domande di brevetto: metà sono nel campo "necessità umane"

“La crescita dei brevetti a livello europeo, nell'anno di inizio della pandemia, rappresenta un buon auspicio per il rilancio dell'economia italiana"

Nell’anno 2020 aumentano le domande di brevetto italiane pubblicate dall’European Patent Office (EPO) nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini: aumento che risulta essere superiore alla variazione regionale, peraltro negativa, e a quella nazionale. Sono soprattutto le imprese i soggetti che presentano più domande, rispetto alle persone fisiche, con “tecniche industriali e trasporti” che assorbono più della metà della capacità innovativa made in Italy; buona la percentuale dei brevetti pubblicati da EPO riferiti alle Key Enabling Technologies (KET), cosiddette tecnologie abilitanti, con la categoria interamente rappresentata dalla “manifattura avanzata”.

“La crescita dei brevetti a livello europeo, nell'anno di inizio della pandemia, rappresenta un buon auspicio per il rilancio dell'economia italiana. I brevetti infatti, da un lato, sono il principale strumento di protezione della proprietà intellettuale, dall'altro, sono uno dei principali indicatori dell'investimento in creatività, ricerca ed innovazione, e sono sempre più utilizzati come indicatore tecnologico – dichiara Roberto Albonetti, Segretario Generale della Camera di commercio della Romagna –. Anche a livello nazionale, la nostra regione, l'Emilia-Romagna, occupa una posizione di primissimo piano. Nel 2021 le proiezioni confermano per le province di Forlì-Cesena e Rimini il trend in crescita dei depositi di invenzioni, disegni e modelli. Il settore della proprietà industriale è attentamente presidiato dalla Camera di commercio della Romagna, sono tre i presidi territoriali nelle sedi di Forlì, Cesena e Rimini, con assistenza qualificata a supporto della procedura telematica di deposito".

Brevetti Europei: focus provinciale Forlì-Cesena

Nell’anno 2020 le domande di brevetto italiane pubblicate dall’EPO in provincia di Forlì-Cesena sono state pari a 27 (3,8% del totale regionale), con un deciso incremento, pari a +43,7%, rispetto al 2019; aumento che risulta essere superiore alla variazione, negativa, regionale (-5,1%) e a quella, positiva, nazionale (+5,3%).

Nel confronto con le altre province emiliano-romagnole, Forlì-Cesena occupa solo il settimo posto per numerosità dei brevetti europei (davanti a Piacenza e Ferrara); tuttavia, la provincia forlivese è quella che fa segnare, in regione, la maggiore crescita annua, in un contesto dove solo quattro province su nove fanno registrare incrementi (Ferrara in particolare, Bologna, Rimini e, appunto, Forlì-Cesena).

Riguardo alla tipologia di richiedente, ben 22 brevetti europei sui complessivi 27 si devono alle imprese, 5 a soggetti privati e nessuno agli enti di ricerca.

Praticamente, la metà delle invenzioni riguarda il campo tecnologico “necessità umane” (13 brevetti); seguono, nell’ordine, “tecniche industriali e trasporti” e “fisica” (4 brevetti per ciascuno), “elettricità” (3), “costruzioni fisse” (2) e “meccanica, illuminazione, riscaldamento, armamenti e salvataggio” (1).

Risultano 6, infine, i brevetti europei che si riferiscono alle KET, ovvero le tecnologie che la Commissione Europea ha definito abilitanti a tutti gli effetti, tutti afferenti alla “manifattura avanzata” (automazione e robot).

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