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Il Sistri bocciato senza appello dalle imprese: risultati di un sondaggio CNA

I prossimi mesi sono segnati da una nuova scadenza molto significativa: l’abolizione del sistema cartaceo di gestione dei rifiuti, fissata per il 31 dicembre 2014.

I prossimi mesi sono segnati da una nuova scadenza molto significativa: l’abolizione del sistema cartaceo di gestione dei rifiuti, fissata per il 31 dicembre 2014. Ma nemmeno il prossimo stop al doppio regime ha indotto a significative modifiche nel sistema automatizzato. “Due” è il voto che, in una scala da uno a dieci, le imprese assegnano al Sistri. Una bocciatura senza riserve, è il risultato di una indagine condotta dal Centro Studi CNA su un campione altamente rappresentativo  di circa 1.700 imprese associate alla Confederazione, tra cui anche aziende della provincia di Forlì-Cesena, tutte soggette al sistema di  controllo e tracciabilità dei rifiuti.
 
Per l’82% degli imprenditori coinvolti nella ricerca, la tracciabilità dei rifiuti è un obiettivo irrinunciabile, e questo elemento va sottolineato, purtroppo il Sistri è ritenuto del tutto inadeguato a garantire la tutela dell’ambiente dal 90% delle imprese. Aveva l’obiettivo di sostituire il precedente sistema cartaceo con uno strumento più avanzato tecnologicamente, se ne parlava dal 2007 ed erano state stanziate cospicue risorse. Ma già del 2011 tutte le organizzazioni imprenditoriali, dopo una prima sperimentazione, evidenziarono come il sistema fosse un disastro, e si giunse alla esclusione dall’obbligo per le imprese con meno di 10 dipendenti. Poco, però, è cambiato: alla funzionalità dei dispositivi e della piattaforma software del sistema (che ottiene una voto medio pari a 2,3) quasi il 60% degli interpellati assegna il voto “uno”, appena “due” arriva dall’11%, “tre” dal 7,5%.
 
Stesso giudizio, pesantissimo, sulla gestione delle procedure. La valutazione media è molto bassa (2,2) e scaturisce dallo striminzito “uno” assegnato da quasi il 60% delle imprese, dal “due” che infligge l’11% del campione e dal “tre” arrivato dal 9% di quanti hanno partecipato all’indagine.

Ancora peggiore, se possibile, è il voto sulla chiarezza e sull’applicabilità della normativa.  In media rimane inchiodato al “due”. Dal dato disaggregato emerge che il 63% esprime un “uno”, il 12% si spinge fino a “due”, il 9% a “tre”. L’esasperazione che emerge da queste risposte non trova sfogo, purtroppo, in un efficiente sistema di rapporti con i clienti/utenti. Solo il 6,4% delle imprese che utilizzano (o hanno utilizzato) il Sistri è soddisfatto del sostegno offerto dal servizio di “customer care”. In netto contrasto con la valutazione estremamente positiva espressa, invece, dalla Commissione di collaudo del Sistri, istituita presso il ministero dell’ambiente.
 
Il Sistri, oltre a non fornire vantaggi operativi, è costoso. Quasi tutte le imprese intervistate, infatti, hanno registrato oneri economici aggiuntivi dalla sua introduzione. Il 45% di trasportatori e recuperatori/smaltitori hanno sostenuto nuovi costi superiori ai 10.000 euro con punte oltre i 50.000 euro. Ma anche le imprese non obbligate a utilizzare il Sistri ne stanno soffrendo l’onerosità scaricata su  tutto il sistema. Quasi la metà segnala aumenti dei prezzi applicati nel trasporto e nella gestione dei rifiuti o maggiori difficoltà procedurali nel conferimento ai trasportatori. Il 42% ritiene che l’esclusione dal Sistri di alcune tipologie d’impresa non sia sufficiente a risolvere i problemi che il sistema continua a creare nel mondo imprenditoriale complessivo.
Non bastassero i costi economici, il Sistri alle imprese complica anche la vita: al 18% ha rallentato l’attività ordinaria, al 14,6% ha imposto l’utilizzo di personale aggiuntivo, al 12,6 l’impossibilità di completare la presa in carico dei rifiuti, in barba all’obiettivo di tutela ambientale.
L’allarme nel mondo economico, in vista del superamento totale del doppio regime a fine anno, è molto elevato e di nuovo CNA chiede un sistema più efficiente e meno costoso.

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