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Il pubblico impiego Cisl fa sciopero: "Ecco quanto ha perso il salario di un infermiere"

La Cisl scende in piazza e sciopera, con tutti i lavoratori del pubblico impiego, il prossimo 1 dicembre. In particolare si protesta contro “il blocco contrattuale e degli scatti stipendiali anche al 2015, con una perdita secca dal 2010 di circa 3300 euro in busta paga"

La Cisl scende in piazza e sciopera, con tutti i lavoratori del pubblico impiego, il prossimo 1 dicembre. In particolare si protesta contro “il blocco contrattuale e degli scatti stipendiali anche al 2015, con una perdita secca dal 2010 di circa 3300 euro in busta paga a dipendente solo per il mancato adeguamento al costo della vita, senza considerare le conseguenze per i futuri conteggi previdenziali”.

Ed ancora: “Si confermano fino ad oggi nella sostanza, tutti i provvedimenti spacciati per “riformisti” dei passati governi volti a scaricare il peso della crisi economico-sociale del Paese in particolare sui lavoratori pubblici attraverso la loro “criminalizzazione” e la devastazione delle loro retribuzioni col blocco della contrattazione nazionale e integrativa e la rilegificazione di importanti materie di contrattazione. Faremo sciopero contro queste scelte e per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, lo sblocco della contrattazione decentrata e il ripristino delle materie di contrattazione integrativa e una seria riforma della Pubblica Amministrazione, che non si attua certamente attraverso tagli lineari di spesa, mancato turnover, mobilità esasperata e possibilità di demansionamento, ed infine garantire la stabilizzazione di precari comprese le partite iva, anche nella pubblica amministrazione, che svolgono in realtà ogni giorno le stesse attività del personale strutturato”.

Sempre la Cisl: “Dopo l’annuncio del Ministro Madia di un ulteriore blocco della contrattazione dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni a causa della carenza di risorse il governo si è dimostrato veramente poco coraggioso con questa scelta, ci saremmo aspettati che il governo ci sfidasse a trovare le risorse per il rinnovo del contratto nella riforma alla pubblica amministrazione, coinvolgendo lavoratrici e lavoratori nella lotta agli sprechi e alle spese inutili. Ci saremmo anche aspettati che si aprisse per lo meno il confronto sulla parte normativa del contratto, che potrebbe essere un modo per innovare l’organizzazione interna alla P.A. Invece niente. Continuare a demotivare e penalizzare il personale ci sembra proprio la strada per impedire il cambiamento negli enti pubblici, penalizzando fortemente i cittadini. Siamo veramente delusi da questo atteggiamento. Invece sfidiamo il Governo ad avere il coraggio del coinvolgimento dei lavoratori nel cambiamento con una nuova fase contrattuale.

Ecco, per la Cisl, alcuni esempi per l'area cesenate: solo per l’area sanitaria del cesenate sono circa 100 mancate assunzioni di varie qualifiche professionali dal 2012 al 2014, questo comporta aumenti di carichi di lavoro, minore assistenza sanitaria, liste d’attesa che si allungano, rischio dell’aumento dell’errore degli operatori, con il problema anche nel nostro territorio dell’aumento dei malati cronici e non autosufficienti. Si aggiungono le due case di Cura del nostro territorio i cui lavoratori della sanità privata si trovano senza certezze e senza contratto dal 2007. Alla fine chi può paga la sanità di propria tasca, e chi non può non ha un accesso certo e tempestivo ai servizi pubblici. In questi anni dovevano essere applicato costi standard e invece si spende male:

Solo l’area sanitaria della zona di Cesena, per fare un esempio. Per fare un esempio:

Con il blocco del contratto dal 2009 un infermiere a Cesena allora prendeva al netto circa 1500 €, da un conteggio nostro ora avrebbe preso circa 1750€. Questa perdita salariale incide sul nostro territorio, per almeno 1 milione di € all’anno,che si traduce in una mancanza di risorse economiche per lo sviluppo del territorio stesso”.

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