Il presidente dei baristi Malossi: "Mantenere il Macfrut, eliminare la Cosap"

Angelo Malossi, presidente Fipe cesenate, il sindacato dei baristi aderenti alla Confcommercio cesenate, è stato rieletto nel direttivo della Fipe nazionale

Angelo Malossi, presidente Fipe cesenate, il sindacato dei baristi aderenti alla Confcommercio cesenate, è stato rieletto nel direttivo della Fipe nazionale, unico rappresentante della Romagna, alle elezioni che hanno portato alla conferma anche del presidente Fipe nazionale Lino Enrico Stoppani.

"La crisi si fa sentire per i pubblici esercizi anche territoriali - rimarca  Malossi - e uno dei principali problemi è costituito dalla diminuzione dei margini aziendali. La politica, a tutti i livelli, ha le sue colpe: leliberalizzazioni, ad esempio, hanno aperto la porta a chiunque, con il
risultato  che oggi in Italia si ha  un eccesso dell’offerta: 4,3 pubblici esercizi ogni 1000 abitanti, una densità media molto più alta di quella europea che è ferma al tre. E’ inevitabile che su questi numeri la concorrenza si basi  sopratutto su una guerra di prezzi con gravi conseguenze sulla qualità del servizio e del prodotto offerto. A chi ci amministra chiediamo di guardare al settore dei pubblici esercizi come una risorsa su cui investire, mentre proseguiamo la lotta contro l’abusivismo che ruota attorno a sagre e agriturismi".

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"Per il bilancio preventivo 2015 - aggiunge Malossi - la nostra richiesta all'amministrazione comunale di Cesena è di abolire la Cosap: per i baristi, sentinelle  dell'ospitalità di una città, l'incremento dei costi è molto duro da sopportare, se lo si unisce a  tutte le altre spese gestionali che crescono a dismisura. In passato, nelle precedenti legislature, era disponibile  anche un fondo per i pubblici esercizi che tenevano aperto di sera con tavolini all'aperto, ed era un segnale importante.La comparazione della tariffa di occupazione suolo pubblico su superfici 50 mq mette in luce che Cesena è una della città italiane con la tassa più alta. Un'altra perentoria richiesta è di trattenere  Macfrut, fiera eccellente e identitaria di cesena, nella nostra città, senza svenderla ad altri territori. La perdita dell'immagine per la città e soprattutto la perdita dell'indotto sarebbero irreparabili"

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