Il Gruppo Hera approva i risultati, prosegue il percorso di crescita

Il Gruppo Hera ha chiuso l’esercizio 2019 con tutti i principali risultati in miglioramento

Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano, ha approvato oggi all’unanimità i risultati economici consolidati al 31 dicembre 2019 e la Relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, insieme al bilancio di sostenibilità.

Il Gruppo Hera ha chiuso l’esercizio 2019 con risultati in miglioramento e un margine operativo lordo superiore al dato preconsuntivo annunciato nel gennaio scorso, traguardi significativi malgrado scontino gli effetti della parziale ulteriore riduzione degli incentivi per i termovalorizzatori e i minori margini dei clienti in salvaguardia. La partnership con Ascopiave, che è stata finalizzata lo scorso dicembre e ha portato alla creazione del principale operatore energy del Nord Est, sarà consolidata nei risultati dell’esercizio 2020. 

Il percorso di sviluppo del Gruppo, nei 17 anni dalla nascita, continua a bilanciare attività regolamentate e a libero mercato, crescita interna ed esterna, con il raggiungimento di importanti economie di scala e sempre maggiori sinergie, grazie a una strategia industriale multibusiness, che nel tempo si è confermata vincente per Hera, oggi prima multiutility in Italia per capitalizzazione.

Il fatturato 2019 del Gruppo Hera sale a 7.443,6 milioni di euro, in crescita di 817,2 milioni (+12,3% rispetto ai 6.626,4 del 2018), grazie in particolare alle attività di trading e ai maggiori volumi venduti di gas ed energia elettrica, oltre ai maggiori ricavi dell’area ambiente per il trattamento rifiuti.

Il MOL del Gruppo sale a quota 1.085,1 milioni di euro (+5,2%), in aumento di 54 milioni rispetto ai 1.031,1 milioni del 2018. Una crescita a cui hanno contribuito le diverse attività di business, con le aree energy complessivamente in crescita di 20,1 milioni, grazie soprattutto alle buone performance dell’area gas, e positivi contributi anche da parte del ciclo idrico e dell’area ambiente.

Sale anche il risultato operativo netto a 542,5 milioni di euro, in crescita di 32,4 milioni (+6,4% rispetto ai 510,1 del 2018), nonostante i maggiori ammortamenti operativi per gli investimenti di sviluppo delle infrastrutture. L’utile prima delle imposte passa dai 418,5 milioni di euro del 2018 ai 442,5 milioni (+5,7%), in aumento di 24 milioni di euro, con una gestione finanziaria in crescita di 8,3 milioni.

L’utile netto di Gruppo sale a 402,0 milioni di euro (+35,5%), con una crescita di 105,4 milioni rispetto ai 296,6 milioni dello scorso esercizio. Senza considerare gli effetti straordinari dell’operazione con Ascopiave, l’utile netto sarebbe pari a 317,1, in aumento del 6,9%. Il tax rate adjusted, calcolato sul risultato ante imposte al netto degli special items, è pari al 28,3%, in miglioramento rispetto al 29,1% al 31 dicembre 2018, grazie in particolare all’impegno del Gruppo nel sostenere investimenti per la trasformazione tecnologica, digitale e ambientale in chiave Utility 4.0. L’utile di pertinenza degli Azionisti è pari a 385,7 milioni di euro (+36,8%), in forte aumento rispetto al 281,9 milioni del 2018.

Al lordo dei contributi in conto capitale, nel 2019 gli investimenti complessivi sono stati pari a 533,8 milioni di euro, in crescita del 15,4% rispetto ai 462,6 milioni dell’anno precedente, destinati principalmente a interventi su impianti, reti e infrastrutture, per garantirne efficienza, sicurezza, resilienza e innovazione, oltre agli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto la distribuzione gas per la sostituzione massiva dei contatori e l’ambito depurativo e fognario. Il valore degli investimenti netti è pari a 509,2 milioni. 

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La posizione finanziaria netta adjusted, esclusa l’operazione Ascopiave, si attesta a 2.690,8 milioni di euro, in crescita rispetto al precedente esercizio (2.585,6 milioni nel 2018) principalmente per l’introduzione del nuovo principio contabile IFRS 16. La crescente generazione di cassa operativa ha consentito di coprire quasi integralmente i maggiori investimenti, i maggiori dividendi, nonché le operazioni di M&A realizzate nel corso dell’anno. In ulteriore miglioramento il rapporto PFN/MOL, che si riduce a 2,48 volte (rispetto a 2,51x del 2018), al netto della contabilizzazione dell’impatto finanziario dell’operazione Ascopiave; l’indice è pari a 3,02x, includendo quest’ultima. La solidità finanziaria del Gruppo si rispecchia anche nelle valutazioni delle principali agenzie di rating: Baa2 con Outlook stabile per Moody's e BBB con Outlook positivo per Standard & Poor's.

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