Il brand locale scommette sulla birra artigianale, due nuove "bionde" durante il lockdown

Luca Montalti durante il lockdown, invece di stare a piangersi addosso, ha lavorato alla creazione di altre due varietà di bionde artigianali biologiche

In un anno ha raddoppiato la produzione di una varietà di birra locale (da 500 a 1000 litri) e, durante il lockdown, invece di stare a piangersi addosso, ha lavorato, insieme a colleghi dell'azienda Mannarea, alla creazione di altre due varietà di bionde artigianali biologiche: una con pregiati grani antichi, mai modificati geneticamente, dal nome "Antika" e l'altra all'aroma di canapa, pianta dalla proprietà miracolose e leggendarie, chiamata "Liberamente".

E' il brand locale "Marialti" di Luca Montalti, cesenate di 41 anni che abita a Gatteo Mare, che da quattro anni, insieme al socio Matteo Mariani, ha iniziato a produrre birra artigianale appoggiandosi alle attrezzature di Mastro Birraio. Dopo tante prove quest'anno è partita in gran stile la produzione di "Tci bèla", la birra alla "bella" di Cesena con note fresche e dolci, ideale per le serate estive. Per fare questo ha stretto un sodalizio con l'azienda agricola di Maurizio Rossi di Bulgarnò dal quale sono stati acquistati decine di chili di "bella" di Cesena per dare quel tocco inconfondibile al gusto della birra. La produzione totale che si aggira sui 20 mila litri,  testimonia come il settore della birra artigianale sia in fortissima crescita e la richiesta dei clienti sia sempre più legata alla qualità e alla ricerca. Meno industriale, più artigianale.

"Inoltre è importante legarsi ad altre aziende del territorio per fare rete, soprattutto nei momenti di crisi - spiega Luca Montalti - Uniti si è più forti e se si è più forti si possono affrontare anche mercati meno conosciuti del nostro". Oltre all'azienda di Maurizio Rossi di Bulgarnò, "Marialti" collabora anche con Mannarea, pizzeria e azienda locale che si occupa di prodotti biologici e dei rispettivi brevetti. "Abbiamo creato una joint-venture con Mannarea - conclude Montalti - dai ragazzi dell'azienda abbiamo preso prodotti biologici di qualità, come la canapa e i grani antichi, e con questi abbiamo realizzato le nuove varietà di birra portando da sei a otto le tipologie a disposizione degli appassionati. E il luppolo? Una parte viene da Diegaro di Cesena, dall'azienda agricola Hopeinhops. Si tratta di luppolo autoctono, una varietà cesenate. Questo a dimostrare che la birra di Marialti è una romagnola doc".

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