Lunedì, 26 Luglio 2021
Economia

Il borsino delle professioni a Forlì-Cesena, in 3 mesi previsti 6800 ingressi nel mondo del lavoro

L’indagine sulla provincia di Forlì-Cesena rileva 6.800 entrate previste nel trimestre marzo-maggio 2021, di cui 2.030 nel solo mese di marzo

Dal Borsino delle professioni della Camera di Commercio della Romagna, relativo ai mesi marzo-maggio 2021, emerge che ecosostenibilità e digitalizzazione, già tra i principali driver del mercato del lavoro, nei prossimi anni assumeranno un peso ancora più rilevante con l'impulso degli investimenti europei volti alle transizioni green e digitale.

L'indagine sulla provincia di Forlì-Cesena rileva 6.800 entrate previste nel trimestre marzo-maggio 2021, di cui 2.030 nel solo mese di marzo. Di queste, l'86% riguardano lavoratori dipendenti (tempo determinato, indeterminato, apprendisti, altri alle dipendenze) e il restante 14% lavoratori con forme contrattuali diverse (collaboratori, in somministrazione, altri non alle dipendenze).

Le entrate previste nei primi 5 settori di attività nel mese di marzo 2021 e nel trimestre fino a maggio ammontano rispettivamente a: 540/1.720 per il commercio; 220/900 per i servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici; 180/540 nelle costruzioni; 160/650 per i servizi alle persone e 140/400 per i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone.

Le previsioni di assunzioni per i giovani con meno di 30 anni riguardano il 22% dei casi, mentre l'11% delle entrate previste è destinato a personale laureato (prima percentuali in calo di 5 punti rispetto al periodo precedente, seconda in leggero aumento di un punto).

Il 16% delle assunzioni programmate riguarda dirigenti, specialisti e tecnici, quota che si mantiene inferiore alla media nazionale (22%), incidenze entrambe in calo. in 28 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà nel trovare i profili desiderati.

"I dati presentati, pur essendo previsionali, delineano chiaramente la straordinaria complessità del periodo che stiamo vivendo. Se confrontati con quelli dell'analogo periodo del 2019, non considerando il 2020, inizio della pandemia, le previsioni occupazionali per il trimestre marzo-maggio 2021 sono inferiori di oltre il 40%. Sono comunque un segnale di resilienza e volontà di ripartire le previsioni occupazionali delle imprese - commenta Roberto Albonetti, Segretario Generale della Camera di commercio della Romagna -. Gli effetti della pandemia colpiscono duramente le principali dimensioni del vivere individuale e collettivo in tutte le sue espressioni. Anche il lavoro, quindi, fenomeno dove trovano la sintesi più significativa "economia e società", ha subito conseguenze molto pesanti anche nei nostri territori. Consapevole di questa situazione, la Camera di commercio della Romagna dialoga continuamente con i principali attori istituzionali per monitorare la situazione e per promuovere lo sviluppo di quelle competenze che possono aprire alle imprese e ai lavoratori nuove opportunità. Molti sono i temi e le questioni importanti da affrontare, che vanno dalle iniziative per la fase dell'emergenza, a quelle di medio e lungo termine per facilitare l'avvio della ripresa e i inserimenti lavorativi. Se nel brevissimo periodo non possiamo fare a meno delle "politiche passive", mirate soprattutto ad attenuare l'onda anomala causata dallo sblocco dei licenziamenti, nel medio periodo queste iniziative andranno raccordate con ulteriori azioni di "tipo attivo", formazione mirata alla riqualificazione ed alla ricollocazione, orientamento scolastico e professionale, miglioramento dell'offerta universitaria e del raccordo con la domanda di fabbisogni professionali espressa dal sistema imprenditoriale. Il ruolo del capitale umano è diventato senza dubbio sempre più centrale e come Sistema territoriale dobbiamo essere in grado di creare le condizioni migliori possibili per lo sviluppo di competenze e specializzazione in grado di interpretare in modo competitivo le novità positive che anche questo scenario può offrire. Lo sviluppo dell'orientamento, dell'alternanza, del placement e della certificazione delle competenze è, per questo, una delle Linee strategiche prioritarie di azione della Programmazione pluriennale che la Camera di commercio della Romagna".

Professioni digital e green, in Italia nel quinquennio 2021-2025

Per il quinquennio 2021-2025 si prevede un fabbisogno occupazionale dei settori privati e pubblici compreso tra 3,5 e 3,9 milioni di lavoratori, di cui 933 mila-1,3 milioni di unità determinate dalla componente di crescita economica, considerando anche l'impatto dei diversi interventi previsti dal Governo e, in particolare, dal piano finanziato dall'Unione Europea Next Generation.
Il 70% del fabbisogno di occupati nel quinquennio sarà dovuto alla necessità di sostituzione del personale in uscita per naturale turnover, che supererà 2,6 milioni di unità. In questo contesto sarà rilevante il fenomeno dell'invecchiamento della popolazione.

La transizione demografica potrebbe generare una carenza di offerta di lavoro ,rischiando di peggiorare il mismatch nel breveperiodo, in mancanza di politiche adeguate di re-skill, anche per integrare nel mondo del lavoro i flussi migratori in entrata.
Dall'analisi settoriale, per "commercio eturismo", dopo un 2020 in forte sofferenza, emerge una domanda di 568-698 mila occupati nel quinquennio successivo, determinata però in prevalenza dalla necessità di sostituzione per naturale turnover(oltre 450 mila lavoratori). Si stima per i servizi avanzati di supporto alle imprese un fabbisogno di 434-470 mila occupati, per l'esigenza di consulenze tecniche negli ambiti dell'ICT che potrebbero incrementare nei prossimi anni per le misure volte a sviluppare la digitalizzazione e l'innovazione. Le altre filiere che potranno esprimere ampi fabbisogni occupazionali tra 2021 e 2025 sono "salute" (490-501 mila unità), "formazione ecultura" (453-492 mila unità), "altri servizi pubblici e privati"(477-512 mila unità) e"costruzioni e infrastrutture" (192-210 mila unità).

Per quanto riguarda la PA,si prevede tra il 2021 e il 2025 un fabbisogno di 741 mila dipendenti pubblici, che sarà determinato per oltre il 90% dalla necessità di sostituzione, stimata in 692 mila unità nel quinquennio, mentre l'aumento dello stock riguarderà circa 49mila occupati.

Si stima che le professioni specialistiche e tecniche, con un fabbisogno intorno a 1,5 milioni di occupati nel quinquennio, rappresenteranno oltre il 40% del totale del fabbisogno occupazionale, in crescita rispetto al recente passato, soprattutto per la domanda del settore pubblico nei prossimi anni.

L'ecosostenibilità e la digitalizzazione, già tra i principali driver del mercato del lavoro,nei prossimi anni assumeranno un peso ancora più rilevante con l'impulso degli investimenti europei volti alle transizioni green e digitale. Infatti, la risposta alla crisi viene vista come un'opportunità per accelerare il Green Deal Europeo, considerando la "sostenibilità competitiva" come un fattore cruciale della resilienza. Si stima che tra il 2021 e il 2025 le imprese e il comparto pubblico richiedano il possesso di attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale a 2,2-2,4 milioni di occupati, e per il 60% di questi tale competenza sarà necessaria con importanza elevata. Inoltre,sempre nel quinquennio, la stima del fabbisogno di personale con competenze digitali di base è compresa tra 2 milioni e 2,1 milioni di occupati. Mentre la domanda di figure con un e-skill mix (il possesso con elevato grado di importanza di almeno due e-skill) è stimata tra 886 mila e 924 mila unità, riguardando professioni maggiormente specializzate, alle quali verrà richiesto di svolgere funzioni con più elevati livelli di complessità.

Si evidenzia una significativa accelerazione nei fenomeni di ricomposizione professionale e dei livelli di qualificazione del personale richiesto nei prossimi anni. In particolare, l'innalzamento della quota rappresentata dalle figure tecniche e specialistiche porterà con sé una richiesta assai più significativa, rispetto al recente passato, di figure con un livello formativo più spinto verso laureati e diplomati.

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