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I pubblici esercizi fanno muro contro il 'coprifuoco': "Sarebbe autolesionismo"

"Imporre la chiusura dei locali alle 23 - sottolineano i presidenti Fipe Confcommercio cesenati Angelo Malossi (bar) e Vincenzo Lucchi (ristoranti) - sarebbe un atto di puro autolesionismo per il Paese e un'inutile punizione per il settore"

”Incrementare i controlli, vigilare sul rispetto dei protocolli adottati a maggio e sanzionare chi non applica le misure di sicurezza, a cominciare dal distanziamento tra i tavoli". Sono queste le indicazioni con cui Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, risponde alle indiscrezioni che circolano in queste ore su una possibile stretta degli orari di apertura di bar e ristoranti.

"Imporre la chiusura dei locali alle 23 - sottolineano i presidenti Fipe Confcommercio cesenati Angelo Malossi (bar) e Vincenzo Lucchi (ristoranti) - sarebbe un atto di puro autolesionismo per il Paese e un'inutile punizione per il settore. Se l'obiettivo è quello di contrastare le aggregazioni, l'unico effetto che si ottiene così facendo è far riversare le persone in strada senza più alcun controllo".

"Abbiamo lavorato per mesi - proseguono Malossi e Lucchi - a un protocollo in grado di garantire sicurezza e lavoro e ora si vorrebbero annullare questi sforzi a danno di un settore già duramente colpito dal lockdown e dal perdurare della crisi. Fipe si augura che si tratti di una indiscrezione senza fondamento come è stato confermato da fonti governative che, al contrario, ci si prepari ad incrementare i controlli su tutti coloro, imprese e cittadini, che non rispettano le regole. Questo sì che sarebbe un bel segnale di serietà e di rispetto per chi svolge correttamente il proprio lavoro mettendo al primo posto la sicurezza”.

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