Covid e fase 2, il direttore di Confcooperative Coriaci: "La ripartenza deve essere mentale"

E' la riflessione che pone il direttore di Confcooperative, Mirco Coriaci, in merito alla cosidetta "fase 2" post covid, cominciata a metà maggio

“La ripresa è soprattutto una questione mentale". E' la riflessione che pone il direttore di Confcooperative, Mirco Coriaci, in merito alla cosidetta "fase 2" post covid, cominciata a metà maggio. "Lungi da me pensare di sottovalutare le implicazioni sulla salute, serve però uno slancio positivo che si concretizzi in una reale volontà di interscambio e di confronto, andando ben oltre al digitale, che in questi mesi ci ha aiutato non poco (e ci ha fatto anche risparmiare risorse), ma non può essere, guardando avanti, la misura della ripartenza", sostiene Coriaci.

"Questo sforzo di positività è indispensabile, al fine di non cadere nell’alibi Covid", aggiunge il direttore di Confcooperative, che espone il suo pensiero: "Molte imprese, fra cui anche alcune cooperative, già in difficoltà prima dell’emergenza, rischiano di chiudere a causa degli effetti della pandemia. Questo non deve accadere! Come organizzazione mettiamo a disposizione tutte le opportunità in nostro possesso per scongiurare epiloghi del genere. Mi riferisco all’affiancamento finanziario/economico, al supporto per la riorganizzazione, alla creazione di reti, per favorire sviluppi commerciali. A questo proposito è interessante il caso di Rete 2019, una sinergia di imprese cooperative del settore edile, che si pone quale unico referente verso clienti in procinto di effettuare ristrutturazioni, offrendo anche il supporto finanziario necessario per usufruire delle detrazioni 110%, compreso lo sconto in fattura".

Confcooperative Forlì-Cesena, in questi mesi, ha intensificato la propria attività di relazione con le istituzioni, per favorire la ripresa di alcuni propri settori: ne è esempio il lavoro svolto a favore delle case di riposo e delle strutture socio-sanitarie (Il Cigno - Seriana 2000 - Abbracci - Arcade - Merith Ptah), al fine di ottenere la ridefinizione al rialzo dei riconoscimenti economici dalle pubbliche amministrazioni, a fronte dei costi più elevati in termini di riorganizzazione dei servizi e di presidi, causati dal Covid19. 

"Simili attività di lobbing - continua Coriaci - sono state implementate, sempre nei confronti delle istituzioni, nell’ambito dei Centri Diurni per persone con disabilità e dei Centri Estivi: il nostro apporto è andato nella direzione della tutela delle famiglie, in forte difficoltà senza questi servizi primari. Con le amministrazioni locali (Forlì in primis) abbiamo, quindi, definito i percorsi di riapertura in totale sicurezza, grazie ai quali oggi sono stati riattivati i centri per disabili e, dal 15 giugno, avviati i centri estivi per bambini e adolescenti".

"Tengo a dire - conclude Coriaci - che il periodo della pandemia è stato per noi prezioso, per rilanciare un nostro organismo non troppo attivo negli ultimi anni: si tratta dell’Associazione Giovani Imprenditori Cooperativi, che è stata rifondata con l’apporto di “under 40enni” di valore, al fine di avviare un vero e proprio incubatore di freschezza mentale a servizio dell’imprenditoria giovanile. Si tratta di una risorsa alquanto positiva, anche in funzione dell’emergenza in corso e della necessità di idee vincenti per superare la crisi e rilanciare l’economia, partendo proprio dai giovani, vero e proprio valore aggiunto per l’innovazione".

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