Guerra in Confindustria, Minghetti: "Irregolarità nel voto per lo statuto"

La "fronda" degli espulsi di Confindustria contesta la votazione in corso sul nuovo statuto dell'associazione industriali, sostenuta dal commissario Floriano Botta

La "fronda" degli espulsi di Confindustria contesta la votazione in corso sul nuovo statuto dell'associazione industriali, sostenuta dal commissario Floriano Botta. Il presidente non riconosciuto Stefano Minghetti contesta in particolare l'apertura al voto via posta elettronica ordinaria e quindi non certificata, "con meno garanzie di certezza". 

Ed ancora: "Giovedì si è cambiato il testo dello statuto e di conseguenza si è fatto slittare il termine per le votazioni alla mezzanotte del 3 agosto, mentre doveva essere il 30 luglio. A qualcuno viene il dubbio che non possano ritenersi validi i voti già espressi su un altro elaborato?". Continua Minghetti: "Poi si annuncia che il quorum è stato raggiunto, superando 349 voti favorevoli, prima erano più di 900 i voti degli associati, forse saranno calati. E' incredibile l'approssimazione e l'insipienza con cui si opera in barba ad ogni minimo rispetto formale".

Le considerazioni sono state espresse da Minghetti in una lettera agli associati che non reca più i segni distintivi di Confindustria (per effetto della decisione del giudice che inibisce a Minghetti la legale rappresentanza) e che invita tutti lunedì 6 agosto a Sarsina al Plautus Festival alle 19, dove viene allestita l'Antigone di Sofocle. "Non è stata scelta a caso, perché racconta della libertà di coscienza contro ogni forma di sopraffazione", chiosa il presidente della "fronda".

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