Economia

Green pass, dubbi e quesiti delle cooperative a confronto nel webinar di Federcoop e Legacoop Romagna

Due gli esperti del servizio di consulenza del Lavoro di Federcoop Romagna che si sono alternati nelle relazioni, Daniela Zannoni e Claudio Riciputi

Più di 120 imprese collegate, oltre 40 dubbi e quesiti a cui è stata data risposta: questi i numeri del webinar sull’applicazione operativa del green pass organizzato giovedì da Federcoop Romagna, la società di consulenza e servizi di Legacoop Romagna, in vista dell’entrata in vigore prevista per venerdì. Due gli esperti del servizio di consulenza del Lavoro di Federcoop Romagna che si sono alternati nelle relazioni, Daniela Zannoni e Claudio Riciputi.
 
"Sin dall’inizio abbiamo sostenuto la campagna vaccinale, impegnandoci direttamente, nella convinzione che i vaccini siano l’unica soluzione concreta per una ripartenza solida e duratura - dice il presidente di Legacoop Romagna e Federcoop Romagna, Mario Mazzotti -. In questo quadro lo strumento green pass convince le cooperative ed è stato bene accolto, anche perché la rete dei servizi di Legacoop Romagna ha lavorato al fianco delle imprese associate sin dall’inizio della pandemia seguendo tutta l’evoluzione della normativa, così da restituire il quadro interpretativo più chiaro possibile alle aziende".
 
"Molte delle nostre cooperative si orienteranno sui controlli a campione, nel rispetto della normativa —, spiega l’amministratore delegato di Federcoop Romagna, Paolo Lucchi, che ha moderato l’incontro -. Molte le questioni operative che ci sono state poste: tra queste, quelle relative personale dell’autotrasporto, settore in cui è alta una presenza di autisti che provengono da paesi in cui il Green Pass non è operativo o che hanno ricevuto vaccini diversi da quelli approvati in Italia".

È poi stato notato come alcuni dei quesiti principali che Legacoop è Federcoop Romagna avevano sollevato nei giorni scorsi, abbiano avuto risposta positiva nelle linee guida, nelle faq e nel decreto. "Tra quelle che ci stavano a cuore e che sono state chiarite: è possibile chiedere preventivamente il non possesso del green pass ai lavoratori e questo faciliterà l’organizzazione dei piani aziendali; è concesso l’accesso all’azienda attraverso riscontro cartaceo, prima che il risultato negativo del tampone abbia generato la certificazione digitale; sono possibili i controlli da remoto per le aziende che hanno cantieri e sedi dislocate nel territorio", conclude Lucchi.

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