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Gozi (Confesercenti): "Dopo i malumori iniziali bar e ristoranti hanno 'metabolizzato' il green pass"

"Indubbiamente – come sottolinea  Graziano Gozi – non è stato subito semplice per i nostri associati recepire questa nuova norma che, in un momento molto intenso come quello estivo, cambiava le regole e andava ad aumentare l’impegno"

Pubblici esercizi promossi dopo 1 mese di green pass. A sottolinearlo Graziano Gozi, direttore di Confesercenti Cesena-Ravenna: "Diversamente da altre categorie, occorre riconoscere l’impegno e la serietà di questa categoria che senza proclami sta facendo forse più del suo dovere.  Come tutti ben sappiamo, dal 6 agosto è entrato in vigore il decreto che obbliga i clienti di bar e ristoranti ad avere il green pass per poter consumare all’interno dei locali. Questo obbligo per i clienti si è tramutato inevitabilmente in un obbligo per gli esercenti che devono controllare la regolarità del documento. Un adempimento solo all’apparenza facile ed immediato per gli operatori che, nel corso della loro normale attività lavorativa, devono invece adoperarsi anche nella funzione di controllori con tutto ciò che ne consegue".

"Indubbiamente – come sottolinea  Graziano Gozi – non è stato subito semplice per i nostri associati recepire questa nuova norma che, in un momento molto intenso come quello estivo, cambiava le regole e andava ad aumentare l’impegno durante l’orario di lavoro. Abbiamo comunque constatato – continua Gozi – che la stragrande maggioranza degli esercenti a noi associati hanno recepito ed esercitato con costanza e precisione il controllo del Green Pass dei clienti e seppur con qualche malumore iniziale, i più si sono convinti che questa sia una delle migliori misure per evitare un’ulteriore drammatica chiusura totale nel periodo invernale". 

"Come già sottolineato più volte – sottolinea la Confesercenti - la priorità deve essere l’apertura di tutte le attività, anche a costo di dover esibire il certificato vaccinale per accedere ad eventi o anche al ristorante, il settore non può certamente permettersi di dover chiudere, ma anzi deve avere tutti i mezzi per poter recuperare quanto perso in questi lunghi mesi caratterizzati dalla pandemia. In un sistema complesso quale quello italiano - conclude Gozi -  dove ad oggi non è ancora chiaro se il green pass servirà per tornare a scuola o per accedere ad altri servizi, una categoria come i titolari dei pubblici esercizi, diversamente da altre categorie ben più reclamizzate e considerate, quotidianamente,  si impegna per far rispettare una disposizione governativa e sicuramente con il loro impegno a rispettare queste disposizioni aiutano le loro imprese, ma stanno anche aiutando il nostro paese ad uscire da una situazione difficile che tutti ci auguriamo di superare molto in fretta".

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