Gli ambulanti di Fiva Cesena: "Riqualificare il mercato e tassare il commercio digitale"

iva Confcommercio è da sempre in prima linee per realizzare la riqualificazione dei mercati, che hanno rilevante funzione sociale e non solo economica

Nella foto il presidente Fiva regionale e cesenate Alverio Andreoli e il direttore Confcommercio cesenate Alberto Pesci

I mercati ambulanti sono il valore aggiunto di Cesena e dei comuni del territorio garantiscono il presidio fondamentali per progetti di rigenerazione urbana. Fiva Confcommercio è da sempre in prima linee per realizzare la riqualificazione dei mercati, che hanno rilevante funzione sociale e non solo economica. "Bisogna tutelare gli operatori ambulanti - rimarca Alverio Andreoli, presidente di Fiva Confcommercio Emilia-Romagna -: insieme a politiche che agevolino il comparto chiediamo di attenuare le disparità che ci separano dal commercio digitale: c'è grande attesa per l'auspicata legge che possa introdurre una Web Tax capace di ristabilire un equilibrio almeno fiscale tra i giganti del web e i piccoli operatori commerciali".

"Gli ambulanti pagano oneri pesantissimi e, rispetto ad altre categorie, proprio per la loro tipologia di lavoro sono spesso più esposti a variabili impreviste - rimarca Giorgio Piastra, direttore della Confcommercio Imprese per l'Italia del comprensorio cesenate -. La recente introduzione del testo unico, poi, prevede discrezionalità da parte degli enti locali: noi chiediamo l'applicazione delle aliquote nella loro forma minima, per consentire agli operatori di investire".

Gli ambulanti puntano sulla qualità, ma chiedono un ambiente favorevole allo sviluppo. "Gli imprenditori sono soffocati da tasse e burocrazia - afferma Andreoli -. Sono pronti a fare la nostra parte, però si aspettano una riqualificazione delle aree mercatali, con una divisione dell'area alimentare da quella non alimentare, per esempio, e poi da una connotazione riconosciuta dei vari mercati, da un'azione congiunta di promozione e dal contrasto al fenomeno dell'abusivismo. Come Fiva, inoltre – sottolinea il presidente regionale – poniamo al centro della nostra azione anche la formazione, in modo da crescere come categoria ed essere parte in causa dei processi rigenerativi delle nostre città".

"La formazione a cui miriamo non è solo  abilitativa - aggiunge il direttore Piastra -, ma anche civica, di marketing e tecnologica, perché gli ambulanti vogliono essere competitivi e al passo coi tempi e si attrezzano per prevedere in futuro servizi aggiuntivi come spesa a domicilio, accoglienza, promozione dell'immagine".

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