Gli alimentaristi e i macellai cesenati: "Da noi non si paga per il sacchetto"

Come è noto le nuove norme dispongono che le borse in plastica (con o senza maniglia, per alimenti e non), non possano più essere distribuite a titolo gratuito

"Le nuove norme sulle sportine biodegradabili non hanno incrinato il rapporto fiduciario tra esercizi e clienti". Lo rimarcano i presidenti Fida e Federcarni Confcommercio cesenati Marino Pieri e Roberto Valzania. “Le nostre categorie - dicono - sono da sempre molto attente all’ambiente. Il nuovo costo introdotto dei due centesimi per le sportine in molti casi non grava sul cliente perché molti dei nostri commercianti stanno adoperando i sacchetti di carta per la propria clientela che vengono dati gratuitamente”.

Come è noto le nuove norme dispongono che le borse in plastica (con o senza maniglia, per alimenti e non), non possano più essere distribuite a titolo gratuito. L’esercente dovrà quindi stabilire un prezzo di vendita della singola unità, che dovrà risultare sullo scontrino o sulla fattura di vendita. Gli esercenti dal 1° gennaio sono quindi tenuti ad adeguare il registratore di cassa riservando sullo scontrino una voce specifica alla vendita delle borse di plastica (con Iva 22%).

“In questi giorni notiamo che i nostri clienti - rimarcano i presidenti Fida e Federcarni cesenate - stanno gradendo molto la disponibilità di noi esercenti, la nostra collaborazione e anche l’impegno per quel che è possibile di non gravarli di costi aggiuntivi, oltre naturalmente alle spiegazioni quando vi vengono poste domande. Il nostro primo pensiero è quello di rendere agevole l’acquisto da parte dei clienti in un clima di fiducia che è sempre stata la caratteristica principale del rapporto tra commercianti e utenza. Molti negozi nostri si configurano come presidi di quartiere e rivestono un ruolo importante per la coesione sociale e quindi miriamo principalmente ad evitare che ci siano ricadute negative in seguito ai provvedimenti adottati non certo da noi esercenti che siamo tenuti a rispettare le norme”.

“Si tratta peraltro di buone prassi consolidate - rimarca il coordinatore di Federcarni cesenate Massimo Montanari - : in passato i macellai di Federcarni hanno dal canto loro distribuite sportine di carta ai propri clienti”.

La Fiva nazionale ha tuttavia messo in luce che "pur condividendo il principio di base, quello di sostituire gradualmente i sacchetti ultraleggeri in uso con altri in materiale biodegradabile, lo strumento imposto dell'Unione Europea non è parso esente da errori: innanzitutto la tempistica per l'adozione di questa norma non era così contingente da obbligare l'Italia ad essere tra i primi in Europa e poteva altresì permetterci la ridiscussione dei termini. Ma guardarsi indietro ora non serve: la professionalità e la serietà delle nostre categorie commerciali sta facendo fronte alla situazione grazie alla attenzione e alla cura per la clientela", conclude la nota.
 

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