Giro di valzer tra i locali del centro, un'inaugurazione e un cambio gestione: il Covid non fa paura

Un giro di valzer che porta una ventata di novità nel cuore del centro storico sebbene il momento sia difficile e la posta in gioco sia veramente alta

Mentre i locali si apprestano a chiudere alle 18 e a manifestare il loro dissenso nei confronti della decisione del governo, giovedì 29 ottobre alle 12, verrà inaugurato un nuovo ristorante, "Sangiò" in piazza Amendola, al posto di "El tano". A confermare se i titolari hanno avuto l'intuizione giusta sarà il tempo, ma per ora una cosa è certa: il coraggio e, forse, una certa dose di incoscienza giovanile non gli mancano di sicuro. E non sono i soli a buttarsi in quest'avventura. Accanto al Sangiò, infatti, in piazza Albizzi, fervono i preparativi per un altro cambio di gestione. L'osteria Albizzi di Luca Ceccarelli, un fine ristorante gestito con grande cura e attenzione da Luca e Carolina (che da anni gestiscono anche Foodie a poche centinaia di metri), è stato rilevato da Enrico Pasolini, ex titolare di Nero Sublime in corte Dandini, zona molto suggestiva ma un po' più defilata dalla movida del fine settimana.

Un giro di valzer che porta una ventata di novità nel cuore del centro storico sebbene il momento sia difficile e la posta in gioco sia veramente alta.

"Siamo in quattro e abbiamo tanta voglia di fare - spiega Roberto Montalti, uno dei quattro soci del "Sangiò" - Era un progetto che ci frullava in testa da più di un anno, praticamente da prima che avesse inizio la brutta vicenda del covid. Il lockdown ci ha fermato un attimo ma poi, vedendo che l'estate era andata abbastanza bene, ci siamo rincuorati e abbiamo stretto i contatti, iniziando i lavori di ristrutturazione".
Insieme a Roberto ci sono Enrico Biguzzi, Alan Grilli (soci anche del pub Riot di Villachiaviche) e Alessandro Braschi, detto Brio, esperto del settore. "E' un'osteria ristorante - spiega Roberto - dove cucineremo i piatti classici della tradizione romagnola e qualcosa di innovativo, per soddisfare anche i gusti alternativi. Il locale ha una sala al piano e una sotterranea e contiene circa 70 posti a sedere. Abbiamo recuperato anche una saletta che veniva utilizzata come magazzino per ricreare un'atmosfera suggestiva e intima. L'inaugurazione verrà fatta all'esterno e finché il tempo ce lo permetterà terremo i tavoli in piazza. Ci stiamo organizzando anche per l'asporto e stiamo valutando tutte le iniziative che possono darci una mano. Sicuramente questa inaugurazione ce la ricorderemo. Del resto i romagnoli sono nostalgici ma anche innovatori, sperimentano e si lanciano in nuove imprese sempre - continua Roberto - Il nome "Sangiò" racconta la forte vocazione cesenate: richiama un po’ il sangiovese, vino per eccellenza della nostra terra, ma anche San Giovanni il Patrono della città. Accosteremo ai grandi classici quali le paste all’uovo e gli arrosti, piatti con ingredienti che provengono sempre dalla nostra terra ma con accostamenti inusuali. Diciamo che le carte sono quelle ma le mischiamo, come nel mazzo della maraffa. Un esempio? Il filetto in crosta di ciccioli in riduzione di Sangiovese o gli strozzapreti rossi di Sangiovese in ragù bianco. Il colore lo darà il vino che si sostituirà all’acqua durante all’impasto". Infine Roberto spiega che è stata ristrutturata e recuperata anche la fonte che si trova nelle cantine, dove saranno sistemati i tavoli, che richiameranno un po’ l’aria della trattoria ma con dettagli originali, ricercati e confort.

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