Giocattoli artigianali italiani, resiste una nicchia: "Un gioco importato su due arriva dalla Cina"

"In città resistono alcuni punti vendita storici con clientela consolidata, che hanno realizzato buone performances nelle vendite natalizie, ma sono in calo anche i produttori italiani di giocattoli"

I negozi di giocattoli tradizionali si sono rarefatti anche nel territorio cesenate: "In città resistono alcuni punti vendita storici con clientela consolidata, che hanno realizzato buone performances nelle vendite natalizie, ma sono in calo anche i produttori italiani di giocattoli. L’Unione europea è un importatore netto di giocattoli dal resto del mondo - spegano dal gruppo di presidenza di Confartigianato Cesena - , con un valore dell’import da Paesi extra UE di circa 7,4 miliardi di euro e un controvalore di export per 1,4 miliardi di euro. Il valore dei giocattoli importati nell’UE è cresciuto di oltre il 41% negli ultimi dieci anni. Queste tendenze nel mercato dei giocattoli – che in queste settimane tra Natale e la Befana registra un picco delle vendite – sono state rese note da Eurostat nei giorni scorsi. L’Unione europea importa principalmente giocattoli dalla Cina mentre il 39,4% dei giocattoli esportati dai Paesi dell’UE proviene dalla Repubblica ceca (primo esportatore, con il 20,7%) e dalla Germania (18,7%)".

"Una analisi di Confartigianato dei dati Eurostat - aggiungono da Confartigianato - evidenzia che la Cina è il principale fornitore anche per l’Italia, rappresentando il 47,9% delle importazioni di giocattoli nel 2017, di gran lunga superiore al 12,5% della Francia, l’11,9% della Repubblica Ceca, il 7% della Germania, il 4,8% della Spagna e il 3,8% del Regno Unito. L’Italia esporta giocattoli per 396 milioni di euro, principalmente in Francia con il 19% dell’export, Germania con il 14,2% e Spagna con il 9,4%. Tra i Paesi extra UE i principali mercati sono quelli di Stati Uniti con il 2,8% dell’export, Messico con il 2,7%, Russia con 2,5% e Svizzera con 1,8%. Nella nicchia dei giochi e giocattoli operano 350 piccoli produttori italiani, degni rappresentanti del made in Italy; queste imprese con meno di 50 addetti danno lavoro a 1.622 occupati – il 60,9% del totale del settore – e realizzano un fatturato di 409 milioni di euro".

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