Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

FlatMe, la start-up per la casa degli universitari finanziata per 200mila euro

Il territorio ci crede e ora investe sulla start-up flatme.it, che è nata a Cesena dall'idea di studenti insoddisfatti dalle esperienze di convivenza forzata degli anni di studio, fuori casa

Il territorio ci crede e ora investe sulla start-up flatme.it, che è nata a Cesena dall’idea di studenti insoddisfatti dalle esperienze di convivenza forzata degli anni di studio, fuori casa. I sei fondatori - tutti giovani romagnoli - hanno creato uno strumento intelligente che ha già aiutato molti studenti italiani e di provenienza straniera (per i programmi di studi e di scambio) a trovare non solo una sistemazione ma la migliore possibile, in base alle compatibilità tra coinquilini.

Un’idea semplice ma geniale che si basa sulle affinità e che permette dunque di trovare la giusta compagnia sotto le stesso tetto: più informazioni, più capacità di scelta, quando tecnologia e innovazione servono a migliorare la vita. Flatme.it festeggia oggi l’ingresso nel proprio capitale di Sviluppo Imprese Romagna S.p.a., il cui obiettivo è - appunto - favorire la nascita e lo sviluppo di aziende innovative nel territorio romagnolo.

“Negli ultimi sei mesi, tra bandi e finanziamenti siamo riusciti a raccogliere una cifra che supera i 200mila euro - spiega Federico Giannini, ideatore e CEO ventisettenne dell’impresa - un traguardo che è in realtà un punto di partenza. Abbiamo ben presente cosa significhi lavorare con una totale mancanza di fondi, nel garage e con le resistenze esterne che affliggono i giovani imprenditori ed è per questo che cercheremo di ottimizzare ogni singolo euro”.

La start-up è tuttora ospitata presso CesenaLab, incubatore e acceleratore d’impresa romagnolo che ne ha intuito per primo le potenzialità. Flatme.it è tornata a “casa” dopo essere stata selezionata tra centinaia di nuove imprese dal programma Working Capital di TIM che l’ha inclusa nella rosa dei prescelti per un’esperienza a Roma, nell’incubatore con sede a Trastevere, avviato dall’importante azienda di telecomunicazioni.

“Difficile fare impresa in Italia - continua Giannini - per una realtà come la nostra, un servizio immateriale, sarebbe facile prendere strade oltreconfine e trovare all’estero forme di supporto per noi indispensabili, insieme ad un regime fiscale oculato. Abbiamo deciso però di restare in Italia e in particolare nella nostra terra, la Romagna, in primis per non deludere la fiducia di che ha creduto in noi e poi per poter ricambiare il territorio che sta credendo maggiormente, a livello nazionale, in noi giovani imprenditori.”

“I prossimi mesi saranno cruciali - conclude Giannini - e adesso stiamo affrontando i colloqui per cercare nel territorio risorse umane importanti per la nostra crescita. Nonostante l’attuale “crisi”, le figure che ricerchiamo per il nostro settore sono programmatori, sviluppatori di app, ecc. sono difficilissimi da trovare sopratutto se competenti. Cerchiamo giovani pronti a mettersi in gioco e al passo con i tempi - velocissimi - del digitale e ci piace l’idea di creare qui nuovi posti di lavoro: pensare che per noi tutto è iniziato da un’idea!”.

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