Fiva Confcommercio: "Momento difficile per gli ambulanti, serve un protocollo per ripartire"

“Per il comparto del commercio su aree pubbliche- evidenzia il presidente Andreoli -sono necessarie misure di sostegno sul medio-lungo periodo"

"Ormai da un mese e mezzo i mercati ambulanti sono sospesi e le imprese di commercio su aree pubbliche  senza lavoro.  Il momento è duro e difficile, ma lo supereremo e ce la faremo a tornare con i nostri banchi nelle piazze e nei luoghi del mercato”.

A rimarcarlo è il presidente cesenate regionale Fiva Confcommercio cesenate Alverio Andreoli. “Fin dal primo momento della emergenza - aggiunge Andreoli - Fiva Confcommercio si è spesa senza sosta per accompagnare i commercianti su aree pubbliche in questa impegnativa traversata. Bene ha fatto il Governo a privilegiare tutte le questioni relative alla salvaguardia della salute, ma ora bisogna ripartire in aderenza ai protocolli sanitari. Intanto abbiamo necessità immediata della liquidità che ci viene a mancare dall’attività, di norme per rilanciarci, di credito per sopravvivere” .

“Per il comparto del commercio su aree pubbliche- evidenzia il presidente Andreoli -sono necessarie misure di sostegno sul medio-lungo periodo, tenuto conto del fatto che il nostro settore sarà quello più esposto a disposizioni restrittive circa gli assembramenti.Noi chiediamo la concessione di una indennità di misura congrua e, soprattutto, da liquidare con procedure semplificate; la sospensione integrale del versamento dei contributi previdenziali e tributari almeno fino a ottobre 2020 e, qualora non fosse possibile, il rinvio di questi adempimenti all’anno 2021 con recupero graduale e rateizzato; abbattimento integrale dei tributi locali (Cosap e Tari) per il primo semestre del 2020 ovvero, in alternativa, la sospensione e il rinvio al 2021 dei relativi adempimenti con recuperi graduali, rateizzati e ridotti del 50%. Altre richieste: l’istituzione di un fondo, presso il Mef o presso il Mise, specifico per il commercio su aree pubbliche per l’abbattimento degli interessi su finanziamenti concessi agli operatori in modalità semplificate”.

“Il nostro - aggiunge Andreoli - è un mestiere in cui oltre alla propria capacità conta il patto che si perfeziona con le aree pubbliche e i Comuni che le gestiscono. Anche prima della pandemia, Fiva aveva rimarcato da tempo che bisognava alzare l’asticella della qualità dei mercati con tutto quello che ne discende: maggiore formazione della categoria, spazi attrezzati adeguatamente dalle pubbliche amministrazioni, incremento dei servizi comuni a beneficio dei fruitori e di tutta la collettività. A maggior ragione ora questi aspetti diventano imprescindibili per la ripartenza e la ricostruzione".

"Noi ci auguriamo che dalla data del tre maggio - auspica Andreoli - si possa prevedere alla riapertura e all’ordinario svolgimento delle nostre attività in quanto la categoria rischia un tracollo irreversibile a danno di titolari, coadiuvanti e dipendenti. Vogliamo essere protagonisti della fase due, con tutte le precauzioni che ci chiederanno di adottare. Per semplificare la ripartenza dei mercati e per superare timore è sulle condizioni tecnico-logistiche Fiva è pronta al dialogo con gli organi competenti per l’approntamento delle linee guida per la salvaguardia della salute e chiede alla Regione di attivarsi immediatamente per mettere a punto un protocollo settoriale sanitario”.

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“Cari ambulanti- conclude Andreoli - : - siamo abituati a una vita di difficoltà e sacrifici. Supereremo anche questa avversità. Forza che che presto ripartiamo".

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