Economia

Mettere su un'impresa, un milione di euro per finanziare le buone idee

Un milione di euro: denaro fresco per investimenti da mettere sotto forma di capitale di minoranza in "start-up" o piccole imprese locali che cercano partner finanziari per fare un salto di qualità ed innovare.Ecco l'iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio

Bruno Piraccini (Foto Davide Sapone)

Un milione di euro: denaro fresco per investimenti da mettere sotto forma di capitale di minoranza in “start-up” o piccole imprese locali che cercano partner finanziari per fare un salto di qualità ed innovare. Dopo l'esperienza di CesenaLab, anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena prende le redini per rilanciare lo sviluppo locale, e lo fa aprendo il portafogli.

Entro la fine del mese, infatti, sarà costituita davanti al notaio la società strumentale per questo progetto, di fatto il soggetto che dovrà mettere carburante (soldi) nel motore delle idee più creative. Come funzionerà questo soggetto, la Sviluppo Impresa Romagna (Sir)? Lo spiega il presidente della Fondazione Carisp Bruno Piraccini: “E' un meccanismo molto facile: si tratta di capitale di rischio di minoranza per dare più solidità all'imprenditore che si cimenta su una nuova idea o a giovani, o anche meno giovani, che realizzano una cosiddetta start-up. Verranno scelti progetti meritevoli e con prospettive di crescita, con un meccanismo fluido, privo di bandi e scadenze: chiunque abbia una buona idea potrà venire a presentarla in ogni momento, con un regolamento poco burocratico e snello, ma ci sarà una seria valutazione di un comitato tecnico”.

L'obiettivo è che questi finanziamenti facciano da volano per smobilitare ulteriori investimenti privati, essendo partecipazioni solo di minoranza. Poi trascorsi alcuni anni il progetto verrà lasciato camminare sulle sue gambe e la Sir si ritirerà: “Verranno cedute le quote, al valore del momento della cessione e quindi ci aspettiamo un rendimento, non speculativo, che andrà a compensare quelle iniziative che non sono andate in porto, che pure ci saranno essendo capitale di rischio”, sempre Piraccini. Le quote libere potranno inoltre essere prese da nuovi investitori privati, così da stimolare ulteriormente il sostegno alle imprese.

D'altra parte lo scopo è chiaro, quello di dare impulso all'economia, anche facendo ciò che in passato facevano le banche: “Con i parametri e i vincoli dell'Unione Europea e della Banca d'Italia è sempre più difficile per le banche fare finanziamenti sulla fiducia. Negli anni '60 e '70 il credito veniva elargito alla buona idea  mentre oggi è quasi del tutto impossibile - argomenta Piraccini -. I grandi gruppi imprenditoriali trovano ora appoggio nei grandi fondi di investimento, ma una piccola impresa che ha bisogno di 20-30.000 euro per partire o ampliarsi come fa? Da qui la necessità di strumenti finaziari nuovi per la piccola impresa locale”, conclude Piraccini. La nuova società sarà operativa tra qualche mese: infatti, dopo la sua costituzione, si dovrà approvare il regolamento e quindi partire con la valutazione dei progetti che arriveranno.

La società Sviluppo Impresa sarà formata da Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e da altri soggetti quali banche, consorzi fidi, grandi imprese locali (tra cui Orogel, Trevi e Technogym), società di consulenza e associazioni di categoria.

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