Economia San Mauro Pascoli

Festa a San Mauro per i 40 anni di storia del Calzaturificio Due Emme

Lunedì prossimo, 24 ottobre, l’impresa Due Emme celebra il 40° di fondazione con una cena alla trattoria Pizzoun di San Mauro Pascoli dipendenti e familiari.

Di familiare il Calzaturificio DUE Emme di Maurizio Ricci, coadiuvato dai genitori Rino, 74 anni, (fondatore dell’impresa nel 1976) e Maura Bianchi ha innanzitutto il nome, dedicato alle iniziali di quelli che allora erano i due figli bambini Maurizio e Monica, l’unica oggi fuori azienda (fa l’impiegata).

Lunedì 24 l’impresa Due Emme celebra il 40° di fondazione con una cena alla trattoria Pizzoun di San Mauro Pascoli dipendenti e familiari. Volutamente non un evento in grande stile: la modestia e la lontananza dai riflettori è sempre stata una caratteristica della famiglia Ricci. “I sammauresi parlano poco - dice  il capostipite aziendale Rino - : preferiscono fare”.

Il responsabile di Confartigianato del Rubicone Bruno Dellamotta ha già avviato i festeggiamenti consegnando in azienda una targa a Rino Ricci e all'impresa associata  per i 40 anni di valore artigiano. Ma prima ancora del nome, l’impresa di familiare  ha la conduzione condivisa dei Ricci, impegnati in prima persona con i 13 operai collaboratori: Maurizio avvia  il lavoro, Rino collabora al montaggio e Maura alla finitura, oltre al resto ovviamente. Ma mai un giorno che non affianchino gli operai.

“Lavoriamo come contoterzisti per l’impresa 'Vicini' di Giuseppe Zanotti  - un big internazionale del settore - spiega il fondatore Rino - così come in passato lo abbiamo fatto per altre imprese del nostro distretto, che resta uno dei più prestigiosi d’Europa e del mondo. Assembliamo le varie parti delle scarpe, sino al prodotto finito. Negli anni di maggior lavoro arriviamo a metterne insieme 25mila, lo standard è sui 20mila”.

“Il problema è che i tempi di produzione si sono ristretti e concentrati - rimarca il figlio Maurizio, oggi a capo dell’impresa - e quindi la lavorazione conosce alti e bassi, con tutte le conseguenze del caso anche nell’impiego di personale. Io entrai in impresa dopo le scuole medie e  ho fatto la gavetta necessaria per imparare l’arte dai miei genitori. Certo, i contoterzisti sanno di poter contare su un lavoro sicuro, finché c’è, e ottimizzano i rischi: è però vero che la concorrenza è fortissima non solo in zona ma anche nelle Marche, per cui se si vuole operare bisogna saper accettare le condizioni che vengono avanzate. Dalla nostra parte abbiamo la forza della professionalità con quarant’anni di mestiere che garantiscono sulla nostra reputazione e affidabilità”.
D’altronde i  colossi del distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli non scelgono a caso i loro contoterzisti.

“Per oltre un decennio, fino al 1993 - aggiunge Rino, che aveva dapprima  lavorato nel calzaturificio Campione - abbiamo prodotto scarpe col nostro marchio, specializzandoci in un alcuni modelli evoluzione delle espadrillas, le scarpe basse che andavano di moda  negli anni 80, con la zeppa ricoperta di corda. Avevamo il marchio e le vendevamo anche a pezzi grossi come Ferragamo, Gucci, Valleverde. A un certo punto mi resi conto, però, per continuare nella produzione in proprio era troppo impegnativo e rischioso  e così siamo diventati contoterzisti”.

Rimpianti? L’avete vista come una retrocessione?
“No - risponde Rino Ricci -, la nostra dimensione è questa: in questa sede dove nascemmo siamo rimasti e ci siamo consolidati. Non è stato spiccato il volo come altri calzaturieri della nostra terra, ma non si è verificata neanche la caduta: stabili e duraturi, visto che festeggiamo i 40 anni, comunque un successo. Quando producevamo scarpe Giuseppe Zanotti, allora modellista, ci portava i suoi disegni. Oggi assembliamo le sue meravigliose scarpe da donna e per noi è un onore”.

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