menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Nella foto, primo a sinistra, il presidente Fida cesenate Giancarlo Andrini. Terzo da sinistra il presidente nazionale Dino Abbascià

Nella foto, primo a sinistra, il presidente Fida cesenate Giancarlo Andrini. Terzo da sinistra il presidente nazionale Dino Abbascià

Aperture domenicali, gli alimentaristi cesenati: "Penalizzati i negozi di vicinato"

Fida cesenate rimarca "che nei grandi Stati europei, Francia, Germania, Regno Unito, come anche, tra gli altri, Austria, Belgio, Grecia, Norvegia, non prevedono estesamente la chiusura domenicale degli esercizi commerciali"

L'apertura degli esercizi commerciali nelle giornate festive domenicali continua ad essere un tema al centro del dibattito. "In Italia e anche nel nostro territorio a distanza di due anni dall’entrata in vigore della deregolamentazione gli effetti annunciati sulla crescita non si vedono - sottolinea Giancarlo Andrini, presidente della Federazione italiana alimentaristi (Fida) Confcommercio cesenate -. Sono invece stati gravemente penalizzati gli esercizi commerciali di vicinato oltre alla qualità della vita dei lavoratori del commercio, siano essi autonomi o dipendenti. Qualcuno ha tentato di far notare che in Europa si fa così".

Fida cesenate rimarca "che nei grandi Stati europei, Francia, Germania, Regno Unito, come anche, tra gli altri, Austria, Belgio, Grecia, Norvegia, non prevedono estesamente la chiusura domenicale degli esercizi commerciali. Vi sono qua e là deroghe per forni, tabacchi, edicole, fioristi, distributori di benzina, oppure per attività in luoghi particolari come aeroporti e scali marittimi. In certi casi si prevede la possibilità per le sole piccole superfici di aprire la saracinesca la domenica, a propria discrezione. Insomma: si cerca di stabilire un equilibrio tra l’impatto dirompente che la deregolamentazione sulle aperture domenicali può avere sulla vita dei lavoratori e dei negozi indipendenti, la sfida sulla concorrenza lanciata dalle grandi superfici, l’utilità per i consumatori".

"Dall’altra parte - aggiunge Andrini - troviamo gran parte degli Stati dell’est e del sud Europa come Bulgaria, Polonia, Romania, Ungheria, Portogallo, Spagna, Turchia, un gruppetto di nordici quali Svezia, Danimarca, Finlandia, Olanda, e l’Italia, unico dei grandi. In questi casi si va dalla deregolamentazione pura e semplice del nostro Paese, e di alcuni altri, a normative che comunque consentono l’apertura domenicale, a volte facendo salve alcune festività nazionali o religiose. Ce n’è abbastanza per riflettere".

Chiosa Andrini: "Solo in Italia, tra i grandi Stati europei, sono passate le aperture festive e domenicali completamente deregolamentate. Non mancano invece, per esempio nel Regno Unito, normative che al contrario autorizzano solo la piccola distribuzione all’apertura domenicale, ma non i grandi, avendo ben chiare le dinamiche dei flussi festivi, che inevitabilmente rischiano di impoverire il tessuto commerciale e la pluralità distributiva". "Fida - conclude - non molla la presa e continuerà a dialogare con tutte le istituzioni per trovare soluzioni capaci di tamponare questo assetto distorto per i lavoratori e per il commercio tradizionale e di vicinato, ricchezza del territorio e bastione per la coesione sociale, che non ha portato reali e proporzionati benefici ai consumatori".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Benessere

I 5 DPI più efficaci per contrastare il Covid-19

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CesenaToday è in caricamento