Fashion, food e furniture made in Italy: 11 imprese emiliano-romagnole tra le 50 pmi eccellenti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Ci sono 11 imprese emiliano-romagnole tra le PMI campioni di performance economica: Baldinini, Betty Blue, Coccinelle, Furla, ImperiaL, Sportswear, Red Lions, Valsoia, Ipe, Poltronesofa’, Vicini sono tra le realtà che si sono distinte per crescita del fatturato, redditività e marketing (forza e potenziale di sviluppo del brand).

Questo è quanto emerge dall’indagine “Fashion, food e furniture: Il valore dei marchi delle 3F” condotta da ICM Advisor per Legalcommunity, su un campione di 1100 aziende italiane con fatturato compreso tra i 30 e i 300 milioni di euro, operanti in settori in cui il brand riveste un ruolo prioritario. Di queste è stato stimato il valore del portafoglio marchi, che testimonia la vivacità del “sistema Italia”. Durante la presentazione della ricerca premiate dall’editore Legalcommunity alcune imprese che si sono distinte in modo particolare: Baldinini per lo Style & Design, Furla per l’internalizzazione del Business, Vicini – Giuseppe Zanotti Design per la crescita del branded business e IPE per il binomio “tradizione-innovazione”.

Le 50 aziende hanno un valore complessivo dei brand di 1.9 miliardi di euro e un fatturato totale pari a 5,1 miliardi di euro nei settori 3F (Fashion, Food, Forniture) deI Made in Italy.

“L’obiettivo della nostra ricerca è quello di analizzare le PMI del made in Italy che abbiano un potenziale appeal presso grandi investitori nazionali e internazionali - spiega Aldo Scaringella, fondatore di Legalcommunity -. In Italia, in provincia, esiste un’economia florida in cui sono protagoniste aziende destrutturate, magari famigliari, arrivate al livello di eccellenza grazie alla genialità dell’imprenditore che le ha fondate. Spesso queste realtà non hanno i mezzi adeguati per entrare in una nuova fase, ma hanno un percorso di eccellenza che va valorizzato”.

Lo studio rivela che, per le aziende in esame, gli asset intangibili di marketing – il marchio, le relazioni con i clienti e con i canali – sono gran parte del valore di un player del settore e driver strategici per lo sviluppo. “Valorizzare il brand e il patrimonio immateriale - aggiunge Scaringella -  significa attivare un processo di identificazione, misurazione e comunicazione attraverso il quale i portatori di interesse (clienti, canali, istituzioni finanziarie, comunità business, fornitori, partner, ecc.) possano apprezzare come questi beni intangibili siano generati e radicati nell’impresa, incorporati nei suoi prodotti/servizi e concorrano alla creazione di valore”.

La ricerca “Fashion, food e furniture: Il valore dei marchi delle 3F” , giunta alla sua seconda edizione, è stata realizzata da ICM Advisor per conto di Legalcommunity, con il supporto di BonelliErede, Castaldi Mourre & Partners e Cleary Gottlieb Steen & Hamilton.

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