Export, Confartigianato: "La battaglia dei dazi penalizza le nostre imprese"

"Anche le imprese cesenati e romagnole sono penalizzate dalla battaglia dei dazi commerciali internazionali, che rischia di trasformarsi in un vero e proprio salasso per migliaia di piccole imprese italiane"

"Anche le imprese cesenati e romagnole, una nicchia ma comunque un’entità in crescita nel quadro di una Regione ai primi posti nella classifica dell’export, sono penalizzate dalla battaglia dei dazi commerciali internazionali che rischia di trasformarsi in un vero e proprio salasso per migliaia di piccole imprese italiane, soprattutto per quelle che esportano i propri prodotti sul mercato statunitense". E' quanto comunicano dalla sezione cesenate di Confartigianato: "La spinta protezionistica data dal Presidente Trump all’economia americana ha innescato una vera e propria guerra dei dazi commerciali. Alle nuove tariffe al 25% imposte da Washington, arrivate dopo le misure antidumping adottate dall’Europa, ha risposto immediatamente la Cina, aumentando i dazi su 128 prodotti americani.La tensione è alle stelle e il risultato potrebbe essere lo stesso del blocco delle esportazioni imposto nel 2014 alla Russia: 10 miliardi di euro persi dalle nostre imprese. Un conto tanto, troppo salato per le piccole imprese italiane".

"Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato - rimarca il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate formato da Lorena Fantozzi, Stefano Ruffilli e Marcello Grassi - soltanto nei settori ad alto tasso di imprese artigiane le esportazioni sul mercato americano, nel 2017, hanno raggiunto i 10,6 miliardi di euro. Numeri che fanno dell’Italia il primo esportatore europeo sul mercato a stelle e strisce. Le conseguenze di un’alzata di scudi alle frontiere commerciali d’oltreoceano sarebbero devastanti, soprattutto per le imprese del Veneto, della Toscana e dell’Emilia Romagna, i territori protagonisti delle esportazioni italiane in America. Quanto ai prodotti esportati, invece, gli Stati Uniti amano soprattutto l’abbigliamento, l’occhialeria e i mobili made in Italy. Se è vero che l’Unione europea ha chiesto agli Stati Uniti di escludere i Paesi membri dai nuovi dazi, ricevendo le rassicurazioni di Washington, è pur vero che da Bruxelles hanno minacciato misure analoghe da applicare ai prodotti statunitensi nel caso in cui questo non dovesse succedere. Il futuro delle frontiere commerciali sulle sponde dell’Atlantico e del Pacifico resta incerto, le tensioni internazionali e il protezionismo stanno minando gli scambia commerciali tra le zone più sviluppate del mondo".

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