Energie rinnovabili, Confartigianato: "Gli impiantisti rischiano di perdere il lavoro"

Un’altra legge contro l’occupazione. Dal primo agosto potrebbero trovarsi senza lavoro installatori di impianti che anche nel territorio cesenate operano nel settore dell’energia da fonti rinnovabili

Un’altra legge contro l’occupazione. Dal primo agosto potrebbero trovarsi senza lavoro installatori di impianti che anche nel territorio cesenate operano nel settore dell’energia da fonti rinnovabili: fotovoltaico, a biomasse, solare termico, pompe di calore e geotermia. E’ la sorte indotta che li può attendere in base al decreto legislativo 28/11 che recepisce una direttiva europea e impone, quale requisito per poter effettuare interventi di installazione nel settore delle rinnovabili, percorsi di qualificazione professionale per i responsabili tecnici delle aziende (titolari e dipendenti).

Ancora una volta il recepimento supino di norme eruopee fuori dalla taglia delle piccole imprese finisce per penalizzarle in maniera gravissima, se non letale. Mentre per i laureati e i diplomati agli istituti tecnici la legge non prevede obblighi di formazione, e per i diplomati di scuola professionale impone un corso di 80 ore, non c’è infatti alcun riferimento a titolari e dipendenti in possesso del titolo di studio della scuola dell’obbligo e dell’esperienza maturata in anni di lavoro. In pratica a questi imprenditori si nega sia il riconoscimento delle competenze acquisite sia la possibilità di svolgere corsi di aggiornamento professionale. Per la legge è come se non esistessero.

“Si tratta di una disposizione assurda, inaccettabile e discriminatoria – denuncia Confartigianato Federimpresa Cesena – che impedisce di lavorare a liaia di imprenditori che da anni svolgono con competenza la propria attività. Soprattutto in questo momento di crisi una norma come questa si abbatte come una mannaia sulle imprese e sui lavoratori del settore installazione impianti. Tutto il contrario di quanto servirebbe sia per favorire l’occupazione sia per contribuire a sviluppare il settore delle energie rinnovabili”.

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Confartigianato è intervenuta presso il Ministero dello Sviluppo Economico per sollecitare la modifica della legge “che presenta profili di incostituzionalità poichè crea una barriera ingiustificata all’attività imprenditoriale, finendo per estromettere dal mercato migliaia di aziende. Confartigianato chiede che nel decreto legislativo vengano salvaguardati i diritti acquisiti degli installatori di impianti, non laureati o diplomati, che operano da anni sul mercato.

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