Economia

Emergenza Covid, imprenditori cesenati sfiduciati. Lo psicologo: "Cercano istituzioni affidabili"

La ricostruzione della fiducia consapevole motore del fare impresa, resa precaria dalla lunga pandemia e dall'emergenza economica. È stato il filo conduttore di un evento formativo di Confartigianato

La ricostruzione della fiducia consapevole motore del fare impresa, resa precaria dalla lunga pandemia e dall'emergenza economica. È stato il filo conduttore di un evento formativo di Confartigianato Federimpresa Cesena in cui lo psicologo bresciano Andrea Lascioli e il pedagogista e filosofo Giuliano Bergamaschi, docente a contratto dell'Università di Verona, hanno prospettato agli imprenditori collegati nel webinar moderato dal giornalista del Resto del Carlino Andrea Alessandrini un percorso di riappropriazione dell'attitudine fiduciaria verso la famiglia, il lavoro, il rapporto con i dipendenti, i clienti, le istituzioni, il contesto sociale.

Daniela Pedduzza, presidente Confartigianato Cesena, e Michele Fabbri, consulente finanziario private cesenate, copromotori del percorso formativo scaturito da una indagine sullo stato psicologico degli artigiani e proseguite con pillole formative sui canali social associativi, hanno precisato il senso dell'iniziativa.

“La pandemia – ha detto la presidente  Pedduzza - ha modificato la percezione del nostro essere e del nostro lavorare. Gli imprenditori artigiani hanno fiducia in sé stessi e sulla loro capacità di rimboccarsi le maniche,  nella impresa e nella famiglia, meno nello Stato e in che cosa c'è fuori”. Lo psicologo Lascioli  è entrato nelle pieghe della fiducia identificandola come riconoscimento dell'affidabilità dell'altro,  atto culturale che coinvolge le neuroscienze, nel senso che gli atti di fiducia promuovono reazioni fisiologiche  che alimentano il benessere. La perdita di fiducia non è mai definitiva,  e ogni cambiamento implica fiducia”.

Le suggestioni di Bergamaschi hanno preso le mosse dal dipinto di Van Gogh “Campo di grano con volo di corvi”, metafora della vulnerabilità, per approdare attraverso altri richiami pittorici all'evangelico “sulla fiducia della tua parola getteremo le reti”, disposizione naturale per chi fa impresa e deve attiva campi motivazionali espansi. Ergo: non si chiude a riccio, ma si interfaccia. Gli imprenditori collegati hanno condiviso esperienze di fiducia riattivata (il welfare aziendale incentivato a favore dei dipendenti, investimenti per rilanciare in innovazione pur in fase pandemica,  diversificazione produttiva per rispondere alle rinnovate esigenze), e hanno rimarcato che se la fiducia è un atto reciproco, basilare è la risposta della controparte. “Servono  – ha concluso la presidente Pedduzza – concrete dimostrazioni di affidabilità delle istituzioni e di chi amministra per colmare il gap emerso nell'indagine: la fiducia si ricostruisce e si alimenta se si è almeno in due”.

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