Elezioni a Sarsina, Cna indica le priorità per rilanciare la competitività

In vista delle elezioni del 26 e 27 maggio è entrata nel vivo la campagna elettorale dei tre candidati che si contendono la carica di primo cittadino

In vista delle elezioni del 26 e 27 maggio è entrata nel vivo la campagna elettorale dei tre candidati che si contendono la carica di primo cittadino. L’elezione diretta del proprio Sindaco rappresenta un appuntamento particolarmente sentito e partecipato dalla cittadinanza, oggi lo è ancora di più perché il livello di governo più vicino ai cittadini può contribuire ad attenuare, anche se solo parzialmente, gli effetti di una crisi che dura ormai da cinque, lunghi anni.

"Anche a Sarsina la crisi sta picchiando duro - evidenzia la presidenza Cna Cesena Val Savio -. Le imprese artigiane sono in costante calo: nel biennio 2012/2010 sono diminuite del 7% e quelle che continuano a stare sul mercato lo fanno con grandi sacrifici e difficoltà, strette fra calo del fatturato, eccessiva pressione fiscale, soffocante burocrazia e crescenti problemi di accesso al credito. La crisi ci dà però anche la consapevolezza del ruolo della piccola impresa e dell’artigianato, e più in generale dell’economia reale, della creatività e del saper fare. Servono ora azioni per ridare competitività al territorio e per questo suggeriamo ai candidati sindaco, alcune priorità che si possono realizzare da subito".

Tre i punti sui quali focalizzarsi. "Lavoro: ridurre la disoccupazione, in particolare quella giovanile vuol dire preservare la coesione sociale, così faticosamente costruita negli anni. Occorre dunque avviare forme di incentivazione per favorire l’insediamento di aziende in grado di assicurare nuova occupazione; prevedere la detassazione per i giovani che intendono dare vita ad attività imprenditoriali; valorizzare le risorse storico-culturali e gastronomiche; definire accordi con il sistema bancario locale per favorire l’accesso al credito a tassi accettabili e con il sostegno ai consorzi fidi. Proponiamo inoltre di attivare, anche a Sarsina, il progetto Cna di “rigenerazione urbana”, finalizzato al recupero del patrimonio abitativo più vetusto attraverso modalità e tecnologie improntate al risparmio energetico e all’utilizzo di energie alternative. Un progetto che mette in rete diversi soggetti per supportare il comparto costruzioni, che attraversa una crisi profonda".

Secondo punto, la semplificazione burocratica: "il mondo artigiano e della piccola impresa continua a chiedere a gran voce che si stabiliscano procedure semplificate e tempi certi per l’espletamento delle pratiche burocratiche. Agli amministratori chiediamo di avviare un confronto urgente per favorire una radicale revisione e riduzione dei regolamenti comunali, coordinato e condiviso con i comuni limitrofi, che permetta alle imprese e ai cittadini di orientarsi con certezza e comprimendo i tempi di risposta. Questo percorso può essere avviato sfruttando le  opportunità derivanti dalla legge regionale 21/2012, in materia di funzioni in capo alle nuove Unioni dei comuni che, per il nostro territorio, ha individuato come ambito ottimale i comuni di Montiano, Cesena, Mercato Saraceno, Sarsina, Bagno di Romagna e Verghereto. Tale attività deve essere propedeutica a forme di collaborazione ancora più avanzata fra i Comuni della Vallata".

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Terzo punto, la tassazione locale: "la nostra posizione è molto chiara. La fase recessiva sta assumendo contorni allarmanti, rischia di minare le fondamenta del tessuto produttivo, mettendo a dura prova la coesione sociale del nostro territorio, dove la crisi è più accentuata che nel resto della Regione. Perciò chiediamo di commisurare le scelte di politica economica locale all’effettivo stato di salute delle imprese, ormai strangolate da una pressione fiscale insostenibile, a cui contribuisce in maniera sempre più gravosa anche la tassazione locale. Pur riconoscendo le difficoltà che incontrano i comuni nella gestione dei propri bilanci, continueremo a chiedere ai Sindaci di ridurre la pressione tributaria sulle imprese, condizione imprescindibile per avviare politiche di sviluppo".

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