Edilizia, le cinque proposte del 'Tavolo dell'Edilizia e delle Costruzioni'

Il “Tavolo dell’Edilizia e delle Costruzioni” - insediato in Regione nel febbraio scorso e che riunisce tutte le forze sociali ed economiche del settore - ha inviato al Governo un documento per chiedere una serie di interventi

Cinque proposte concrete per sostenere il comparto dell’edilizia. Il “Tavolo dell’Edilizia e delle Costruzioni” - insediato in Regione nel febbraio scorso e che riunisce tutte le forze sociali ed economiche del settore  - ha inviato al Governo un documento per chiedere una serie di interventi, da realizzare nei tempi più celeri possibili, che agiscano sia sulla domanda sia sui fattori di competitività e le caratteristiche di offerta, oltre che sugli ambiti più squisitamente finanziari.

«La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna – spiega l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli - ha riunito i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori della filiera per esaminare la situazione e mettere a punto insieme le proposte politiche regionali e nazionali in grado di fermare e invertire il declino. La piattaforma che abbiamo inviato al Presidente del Consiglio Mario Monti, ed al Presidente incaricato Pierluigi Bersani, a nome delle istituzioni e delle forze sociali della regione, non propone un semplice rilancio della domanda, ma una strategia articolata di innovazione e qualificazione sia della domanda che dell’offerta, assegnando la priorità degli investimenti alla sicurezza del territorio e degli edifici, al recupero e alla rigenerazione edilizia e urbanistica, alla riqualificazione energetica, alla riorganizzazione delle imprese del settore».

Il Tavolo dell’Emilia-Romagna, in sintesi, propone l’attivazione di strumenti finanziari (un fondo per la crescita delle imprese e la qualificazione del territorio e un fondo di partecipazione per le ristrutturazioni); la definizione di due progetti strategici (uno per la messa in sicurezza e la qualificazione dell’edilizia e della rigenerazione delle aree urbane, e uno per la qualificazione del territorio e del patrimonio pubblico) e, infine, il rafforzamento della filiera dell’abitare e delle costruzioni (attraverso, ad esempio, il superamento del massimo ribasso e ad una strategia di alleanze per favorire la partecipazione aggregata alle gare delle piccole e medie imprese e una maggiore attenzione ai programmi di ricerca, innovazione e internazionalizzazione).

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I dati del settore
Le imprese si trovano in una situazione finanziaria sempre più critica - si legge nel documento - a causa del calo della domanda, dei crediti difficilmente esigibili e della diminuzione significativa dell’offerta di credito. La filiera allargata (che comprende oltre alle costruzioni in senso stretto anche il settore ceramico, dei materiali per l’edilizia, la produzione di macchine e beni intermedi oltre al sistema dei servizi ad essi connessi) occupava in Emilia Romagna prima della crisi 380 mila addetti. Questa filiera è oggi travolta da una crisi che colpisce sia le imprese maggiori (ripercuotendosi sulla catena dei fornitori e subfornitori) sia buona parte del tessuto di piccole e medie imprese: nel solo settore costruzioni nell’arco di 4 anni sono andati perduti circa 30 mila posti di lavoro.

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