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Economia, nei primi mesi del 2018 fatturato in crescita per tre aziende su dieci

L'indagine della Confesercenti fotografa che nel primo scorcio del 2018 il 28% delle aziende ha aumentato il proprio fatturato, mentre è stabile (39%) e in calo (33%) per le restanti. 

L'economia Cesenate comprensiva di parte delle località del territorio del  Rubicone, Cesenatico  e la valle del Savio è cresciuta nella prima parte di quest'anno dell'1,5% attestandosi agli stessi livelli nazionali,  mentre quella complessiva della regione Emilia - Romagna è dell'ordine del 1,7%. Questo il risultato dell'Andamento dell'Economia Cesenate  nella rilevazione numero sei effettuata telefonicamente con cento aziende del territorio da parte di Confesercenti Cesena.

“La grande crisi è in parte alle spalle – dice Graziano Gozi presidente dell'organizzazione di categoria – tuttavia c'è ancora molto cammino  da percorrere per trovare momenti di tranquillità. Quello che bisogna comprendere è che sta cambiando il commercio e la tipologia dell'utente. Mentre fino a non molto tempo fa nel settore non alimentare la faceva da padrone il piccolo negozio a gestione familiare da tramandare di padre in figlio oggi  i clienti, soprattutto i giovani, hanno spostatogli gli acquisti sull'e-commerce e le grandi catene distributive creando difficoltà e facendo scomparire l'attività una volta che i titolari vanno in pensione. Va un po' meglio per il piccolo commercio alimentare grazie alle specialità del territorio e questo in particolare nelle zone turistiche. Nuove attività nascono quasi esclusivamente  in franchising, mancando la sicurezza futura per l'imprenditore che decide di mettersi in gioco. Note positive  vengono da  bar, ristoranti e piccola ristorazione, una tipologia commerciale che negli ultimi tempi ha avuto un notevole sviluppo grazie all'imprenditoria locale. Sempre in sofferenza il credito bancario verso il quale ci si rivolge non tanto per investimenti, bensì per avere liquidità nella gestione corrente dell'attività”.

A proposito di banche  è intervenuto Massimo Tripuzzi, responsabile del credito per la Romagna di Crèdit Agricole che dal nove di gennaio di quest'anno ha preso il posto della storica Cassa di Risparmio di Cesena che da secoli era il motore dell'imprenditoria locale. “Dall'inizio di quest'anno – ha detto il dirigente bancario – la nostra banca, che a livello mondiale si asseta al decimo posto, ha assunto un ruolo primario nel territorio. La nostra politica è quella di andare incontro all'imprenditore e proprio per questo non abbiamo intenzione di tirarci indietro. Quello che tuttavia bisogna sottolineare è che i tempi sono profondamente cambiati e il sistema bancario ha nuove regole alle quali anche il cliente deve adeguarsi. La Romagna è ricca di imprenditori capaci, seri e noi siamo qui per fare la nostra parte”. “Parlare di economia – ha sottolineato il sindaco Paolo Lucchi – significa anche trovare agganci con il mondo universitario. Il comune fa la sua parte offendo sconti nei parcheggi, sostegno all'imprenditoria e alle Start Up che in città sono le più numerose di tutta la provincia. Certamente la situazione è molto fluida, i dati si succedono come se fossimo ancora in campagna elettorale, tuttavia ottimi risultati li troviamo nel turismo e nel settore agro – alimentare”.


L'Indagine
Nel complesso l'indagine della Confesercenti fotografa che nel primo scorcio del 2018 il 28% delle aziende ha aumentato il proprio fatturato, mentre è stabile (39%) e in calo (33%) per le restanti. L'utile complessivo è in aumento  (12%), stabile (41%), in calo  (47%). Alla domanda di come è lo stato dell'azienda  rispetto ai dodici mesi precedenti, il 28% risponde che è migliorato, mentre è peggiorato (30%), stabile ( 42%). Al quesito se vi sarà un miglioramento in futuro, sono positivi solo il 21% mentre il 51% non vede prospettive e il 28% preferisce non esprimersi. Di quelli che hanno risposto positivamente al quesito il 21% vede quest'anno il periodo della svolta, il 21% il prossimo anno e il 14% nel 2020 e il 51% non sa. Sul fronte delle assunzioni pensa che ne farà (18%) , nessuna (60%), diminuirà il personale (22%). Chi assume prederà apprendisti o giovani  (44%), personale con sgravi fiscali previsti da job act (28%), lavoratori a termine (28%), lavoratori a tempo indeterminato (0.00). Note dolenti per il ricorso al credito fatto dal 28% , mentre il restante 72% non è in grado di farlo.
 

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