Economia, la provincia è ancora nel tunnel della crisi

uel che emerge è che l'economia dopo un cenno di ripresa nel 2010 ha avuto un tonfo nel 2011 e ancora di più nel 2012. I dati mostrano una tendenza al peggioramento

Sabato 19 Gennaio 2013 alle ore 9,00 presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Forlì – Cesena (Piazza Saffi), la CGIL di Forlì e la CGIL di Cesena presentano al territorio l’analisi effettuata da IRES Emilia Romagna sulla situazione economica e lavorativa del territorio della Provincia di Forlì – Cesena. Al convegno saranno presenti: MARCO TRENTINI - Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione - Università di Bologna; ROBERTO BALZANI Sindaco di Forlì, PAOLO LUCCHI Sindaco di Cesena, DENIS MERLONI Assessore al Lavoro Prov. Forlì – Cesena, ENZO POGGI Vice - Direttore Confindustria Forlì – Cesena, MONICA FANTINI Direttore LEGACOOP Forlì – Cesena.

I lavori saranno coordinati dai Segretari Generali delle Camere del Lavoro, Lidia Capriotti e Paride Amanti. Qual è il quadro del lavoro nella provincia di Forlì-Cesena? Quel che emerge è che l'economia dopo un cenno di ripresa nel 2010 ha avuto un tonfo nel 2011 e ancora di più nel 2012.

I dati relativi alla produzione, agli ordini e al fatturato nell’industria mostrano una tendenza al

peggioramento dal secondo trimestre 2011 fino al secondo trimestre 2012. Anche i dati relativi alla produzione e al fatturato nelle costruzioni e alle vendite nel commercio al dettaglio, due settori che rispondono principalmente alla domanda interna, mostrano come si stia attraversando una fase caratterizzata da incertezza e da un andamento tendenzialmente negativo. Viste le difficoltà della domanda interna, le esportazioni diventano un fattore decisivo per favorire la ripresa dell’economia locale.

Nel 2011 le esportazioni sono aumentate, rispetto l’anno precedente, del +7,4%. Si tratta di un valore decisamente inferiore a quello del 2010 (+25,5%). Anche i dati relativi alle variazioni delle

esportazioni per trimestre mostrano che la ripresa delle esportazioni è durata solo fino al secondo

trimestre del 2010. Inoltre, nella Provincia di Forlì-Cesena il leggero aumento verificatosi nel quarto trimestre del 2011 è stato seguito da una contrazione nei primi due semestri del 2012.

Un elemento di criticità è rappresentato dal fatto che i settori trainanti dal punto di vista delle

esportazioni sono tradizionali: i macchinari, gli articoli in pelle, la metallurgia e l’agricoltura.

Nel 2011 è cambiata l’area geografica di destinazione delle esportazioni. L’Unione Europea continua ad essere la destinazione principale, ma in termini relativi sono in leggera espansione l’Asia e i Paesi Non dell’Unione Europea.

L’andamento della congiuntura descritto ha avuto delle conseguenze negative sulle imprese che nel

2011 sono leggermente diminuite (-0,2%) rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza

che, dal 2008, vede tassi di variazione negativi. La diminuzione delle imprese è diversa a seconda del settore. In agricoltura le imprese sono calate del -2,8% (-229 imprese). All’interno dell’industria manifatturiera (-33 imprese, -0,8%) i settori più colpiti sono la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica apparecchi elettromedicali (-8 imprese, -9,9%), il tessile (3 imprese, -4%), la fabbricazione di macchinari e macchine nca (-13 imprese, -3,9%), l’industria del legno (-21 imprese, -3,3%). Nel settore dei servizi le imprese sono aumentate di 155 unità (+0,7%). Ci sono dei settori dove, però sono diminuite.

Anche il mercato del lavoro ha risentito negativamente della congiuntura. Nel 2011 tutti gli indicatori che solitamente si utilizzano per l’analisi del mercato del lavoro sono peggiorati: il tasso di occupazione è dello 65,6%, quello di disoccupazione del 7% e quello di attività del 70,7%. I primi due sono maggiori di quello regionale e il terzo è inferiore. In termini relativi, tendono ad attenuarsi le differenze sulla base del genere per quanto riguarda la condizione occupazionale. Questo sembra essere dovuto, però, non a un miglioramento della situazione lavorativa delle donne, quanto a un peggioramento di quella degli uomini.

La situazione difficile del mercato del lavoro è confermata anche dal tasso di sottoutilizzo del lavoro che, oltre ai disoccupati, considera anche i lavoratori in cassa integrazione e gli scoraggiati. Il tasso di sottoutilizzo nella Provincia di Forlì-Cesena è pari al 9,6% ed è più alto di quello di disoccupazione (7%). I valori più alti di lavoratori equivalenti interessati da cig a zero ore si sono registrarti ad agosto 2011, aprile 2012 e settembre 2012, quando è stato raggiunto il valore più alto in assoluto (6.135 lavoratori). Nel corso dell’ultimo anno i lavoratori in cig sono aumentati fra gennaio 2012 e aprile, poi sono diminuiti fino a luglio, dopodiché sono di nuovo aumentati.

La cig in deroga a settembre 2012 coinvolge il maggior numero di lavoratori ed è in aumento da

maggio 2012. Simili a settembre 2012 sono i valori per quella ordinaria e straordinaria. Diverso è

l’andamento dei tre tipi di cig nel tempo. Chiaramente anche le ore di cassa integrazione, seppur con delle oscillazioni, sono aumentate nel corso del 2012. Si è passati dalle 390.986 di gennaio alle 981.584 di settembre. Aprile è un altro mese in cui è stato raggiunto un picco delle ore di cig.

La meccanica (30,5%), il commercio (20,9%), il legno (15,6%) e l’edilizia nel suo complesso (14,6%) sono i settori dove nei primi nove mesi del 2012 è stato autorizzato il numero maggiore di ore di cig. Negli ultimi anni è cambiato il profilo degli occupati. Le tendenze principali riguardano innanzitutto il settore. In termini relativi aumenta l’occupazione in agricoltura, rimane stabile nell’industria e si contrae nel commercio e nell’edilizia. Per quanto riguarda la classe di età, è in atto un progressivo

invecchiamento degli occupati. C’è anche una tendenza alla polarizzazione delle qualifiche:

aumentano sia quelle a più elevata qualificazione che quelle meno qualificate. Infine, il 70,7% degli

occupati è costituito da lavoratori dipendenti. Il lavoro autonomo tende a ridursi. Anche i dati relativi agli avviamenti confermano la situazione difficile del mercato del lavoro provinciale. In termini di classe di età sono penalizzati i più giovani (15-19 anni). Inoltre, la tendenza

alla precarizzazione del lavoro è sempre più diffusa e riguarda più settori e individui di tutte le età:

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nel 2011 solo il 6,3% degli avviamenti è a tempo indeterminato e ben il 65,4% degli avviamenti è con contratti a tempo determinato.

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