Economia

Ecobonus e sisma bonus, Confartigianato: "No allo sconto sulle fatture previste dal Decreto Crescita"

E' un no secco quello che arriva da Confartigianato allo sconto sulle fatture per gli interventi relativi all’ecobonus e al sismabonus

"La conferma delle detrazioni per il sistema casa nella legge di bilancio 2019 rappresenta un intervento per sostenere il settore della filiera edile che ha maggiormente subito gli effetti di due cicli recessivi negli ultimi dieci anni, intervento che sta avendo influssi benefici per le imprese del settore e per la clientela anche nel nostro territorio". Lo rimarca Confartigianato Cesena che giovedì sera ha tenuto un incontro nella propria sede sul sistema delle incentivazioni per le ristrutturazioni edilizie.

"Nel 2018 le detrazioni per ristrutturazioni ed ecobonus hanno incentivato investimenti pari a 28,6 miliardi di euro - rimarca il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena - . Tenuto conto di un fatturato per addetto medio nel settore delle costruzioni, i posti di lavoro diretti sostenuti nel 2018 dalle politiche di incentivazione sono 238 mila, pari al 16,8% dell’occupazione a fine 2017. Nonostante questo sostegno le imprese del settore – nella media dei primi tre trimestri – hanno registrato un calo di 22 mila occupati. Va ricordato che tra il 2008 e il 2018 il settore ha perso oltre mezzo milione di occupati (-527 mila)".

Intanto è un no secco quello che arriva da Confartigianato allo sconto sulle fatture per gli interventi relativi all’ecobonus e al sismabonus, previsto dal Decreto Crescita. "La misura contestata da Confartigianato, e approvata dal Senato, prevede che i cittadini che effettuano lavori di riqualificazione energetica o antisismici, possano chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% spalmabile in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori. Sconto che l’impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni. Inoltre, l’impresa potrà scegliere di cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi. Non potrà invece cederlo a istituti di credito e intermediari finanziari. Secondo Confartigianato questo meccanismo penalizza proprio le migliaia di piccole imprese del ‘sistema casa’ che non dispongono della capacità finanziaria per ‘anticipare’ lo sconto al cliente e non sono in grado di sopportare l’onerosità dell’operazione di cessione del credito. Di fatto, con la misura del Decreto crescita rischiano di essere tagliate fuori dal mercato.

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