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E45, contributi a fondo perduto. Cna: "Rischio beffa per le imprese della Vallata del Savio"

Cna segnala che c'è il rischio di una doccia fredda per le imprese della Vallata del Savio, già penalizzate dalla lunga chiusura della E45

C’è grande attesa per i contributi a fondo perduto che dovranno essere deliberati a breve ma anche, come segnala CNA Cesena Val Savio, il rischio di una doccia fredda per le imprese della Vallata del Savio, già penalizzate dalla lunga chiusura della E45.

Lo spiega il presidente dell’area territoriale CNA, Sandro Siboni: “Il testo in circolazione prevede aiuti consistenti (da 1.000 euro a 150.000 euro) per tutte le partite IVA che dimostrino una riduzione di fatturato fino al 33% nel periodo gennaio/febbraio 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. Un aiuto sostanzioso, particolarmente urgente e necessario per un territorio che come il nostro che rimarrà in zona rossa (con le conseguenti chiusure) per almeno due settimane e con il forte rischio di protrarre questa condizione fino ad aprile”.

"Questo quanto indicato nella bozza del testo che circola in questi giorni, che dovrebbe essere adottato dal Consiglio dei Ministri la prossima settimana. C’è però un rischio beffa per le imprese della Vallata. il periodo preso in considerazione per certificare il calo del fatturato indispensabile alla concessione del contributo sono i mesi di gennaio/febbraio 2019. Ironia della sorte, si tratta esattamente del medesimo arco temporale in cui, a causa della chiusura del viadotto Puleto, le aziende coinvolte hanno registrato significative riduzioni del fatturato. Quindi le imprese del nostro territorio difficilmente riuscirebbero a dimostrare il calo di fatturato legato alle misure anticovid, dovendo fare il confronto con un periodo di forte contrazione causata dalla chiusura dell’E45”.

“Una doppia beffa – conclude Siboni – se pensiamo che quelle stesse aziende che non riescono a percepire gli indennizzi stanziati per la chiusura della E45, perché in quel caso il criterio scelto per la loro concessione non fu la riduzione di fatturato bensì la sospensione dell’attività. Una stortura che le imprese non possono accettare, un’ingiustizia per tutto il tessuto produttivo e un errore a cui chiediamo ai i parlamentari del nostro territorio di porre rimedio con urgenza”.

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