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Economia

Dopo l'anno nero 2020 un "rimbalzo tecnico": in provincia si stima una crescita del 6,7% della ricchezza prodotta

Spiega la Camera di Commercio: “Dopo i dati fortemente negativi che avevano contrassegnato il 2020, lo scenario generale è caratterizzato da un elemento che si può definire “rimbalzo tecnico”. Positivi gli indicatori economici

Il sistema produttivo del territorio Romagna, Forlì-Cesena e Rimini, dopo il difficile scenario che aveva contraddistinto l’anno 2020, nei primi nove/dieci mesi del 2021 ha cercato di consolidare la ripresa. Tutte le principali variabili economiche risultano, infatti, in crescita.

“Dopo i dati fortemente negativi che avevano contrassegnato il 2020, lo scenario generale è caratterizzato da un elemento che si può definire “rimbalzo tecnico”. Ciò è dovuto in gran parte al sostegno attivato dalle politiche economiche, monetarie e fiscali poste in atto a più livelli nella fase acuta della pandemia – osserva Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna –. Attualmente, però, ci troviamo in una situazione in cui l’attività economica sta rallentando, a causa di strozzature nell’offerta e a causa di dinamiche elevate nei prezzi di materie prime e componenti, che sono tutti elementi negativi, i quali a loro volta vengono amplificati dalla prospettiva, purtroppo concreta, di ulteriori e nuove ondate pandemiche. È necessario, pertanto, valorizzare lo slancio del rimbalzo tecnico e consolidarlo attraverso uno “slalom”, che sia capace di bypassare i nuovi ostacoli che il sistema globale sta generando. Il compito primario delle Istituzioni, a partire da quelle territoriali, consisterà nel fornire supporto per il “presente”, condividendo visione e strumenti partecipativi, che rendano migliore possibile il “futuro”. Occorreranno un approccio e una visione che consentano il massimo dell’anticipazione e della capacità di fare, non solo quello che sarà necessario, ma, soprattutto, ciò che è veramente auspicabile. Occorre, cioè, impegnarsi al massimo sugli investimenti “strutturali e di sistema”, per innalzare la competitività del nostro Paese e per soddisfare le esigenze di un mondo e di comunità che cambiano velocemente e radicalmente. È il momento di fare scelte che consentano ai nostri Territori di attrarre i finanziamenti all’orizzonte, dal PNRR nazionale, ai nuovi fondi della Programmazione Europea 2021-27. Il primo augurio che formulo per il nuovo anno, quindi, va a tutte le nostre Istituzioni, di ogni livello, affinché possano attivare e consolidare una pianificazione strategica e una governance di alto profilo, capaci di tenere insieme le diverse dimensioni: sociale, economica - profit e non profit -, ambientale e sanitaria, per garantire, ai nostri Territori, alle nostre Imprese e alle persone, quel benessere e quello “sviluppo sostenibile” che meritano, sia tutti loro, sia le prossime generazioni”.

Il focus sulla provincia di Forlì-Cesena

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31/10/2021, è costituito da 36.605 imprese attive (sedi), in lieve aumento rispetto al 31/10/2020 (+0,4%). L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 93 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 88 in Italia). Più della metà (il 57,1%) del totale delle imprese attive in provincia sono imprese individuali, mentre le società di capitale, pari al 19,4% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, ben il 93,5% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da aziende con meno di 10 addetti.

Stabile il numero delle imprese artigiane (11.784 al 30/09/2021) mentre si riduce il numero delle imprese cooperative (491 al 31/10/2021, -3,3% annuo).

Le start-up innovative al 29 novembre 2021 risultano 63 (+18,9% annuo); la maggior parte delle stesse (il 74,6%) opera nel macrosettore dei Servizi.

In merito all’andamento dei principali settori, la consistenza delle imprese agricole attive (6.295 unità al 31/10/2021) risulta in flessione dell’1,2% rispetto al 31/10/2020.

Sul fronte della zootecnia (65,1% della PLV provinciale), si registra un prezzo in aumento (+10,3% media gennaio-ottobre 2021 su medesimo periodo 2020) per il pollo da carne; uova: prezzo in flessione (-6,1% media gennaio-ottobre 2021 su stesso periodo 2020).

Le imprese del comparto pesca e acquacoltura, al 31 ottobre 2021, sono 93, in aumento (+5,7%) in termini tendenziali. Nel mercato ittico all’ingrosso di Cesenatico, nel periodo gennaio-giugno 2021, si rileva una contrazione delle quantità commercializzate (-10,5% sul medesimo periodo del 2020) e un incremento del valore del pescato (+4,0%), che risulta pari  a 3,0 milioni di euro.

I dati relativi all’industria manifatturiera, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna (rivolta a imprese con più di 9 addetti), al terzo trimestre 2021, evidenziano segnali positivi per produzione (+13,6% sul medesimo trimestre del 2020), fatturato (+17,2%), ordini interni (+13,3%) ed esteri (+31,3%); le performance ottenute nel trimestre di analisi, inoltre, influenzano positivamente il trend medio degli ultimi 12 mesi (+11,5% e +16,4% i dati medi, rispettivamente, della produzione e del fatturato). La ripresa della produzione (sui 12 mesi) investe tutti i comparti; i maggiori incrementi riguardano, nell’ordine, prodotti in metallo (+24,2%), mobili (+15,2%) e macchinari (+15,2%). In tale contesto, si inserisce la crescita, seppur lieve, della dinamica occupazionale degli ultimi 12 mesi (+0,5%). In merito, infine, alla struttura produttiva, si rileva un calo dello 0,6% della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 31/10/2021 (3.435 unità), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel settore delle costruzioni (5.677 unità a fine ottobre 2021) si riscontra un incremento annuo del numero di imprese attive (+2,1%), correlato ad una espansione del volume d’affari nel terzo trimestre, sostenuto dagli incentivi statali e dal driver turismo: +7,4% rispetto all’analogo periodo del 2020 (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).

Per ciò che concerne il commercio al dettaglio, le vendite nel terzo trimestre 2021, in termini tendenziali, risultano in aumento (+1,9% sul terzo trimestre 2020), grazie al comparto non alimentare (+2,1%), mentre cala l’alimentare (-0,9%); riguardo alla dimensione, piccola, media e grande distribuzione sono caratterizzate da un incremento, più alto nella media (+3,5%). In termini di numerosità, le imprese del commercio al dettaglio risultano in calo annuo dello 0,8% (3.925 aziende al 31/10/2021). Diminuisce, inoltre, la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (ingrosso, dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta 7.842 imprese al 31/10/2021 (-1,3% rispetto al 31/10/2020).

Nel periodo gennaio-settembre 2021 crescono le esportazioni in provincia di Forlì-Cesena (pari a 2.948 milioni di euro): +18,7% rispetto ai primi nove mesi del 2020, variazione simile a quella regionale ma inferiore al dato nazionale (+20,1%). In aumento risultano le esportazioni dei principali prodotti (rispettivamente, +32,8% i tubi, i condotti, i profilati cavi e gli accessori in acciaio, +47,3% i mobili e +23,8% gli articoli sportivi) e verso i principali Paesi (nell’ordine, +29,1% la Francia, +16,2% la Germania e +22,8% gli Stati Uniti). Positivo il saldo commerciale (differenza tra esportazioni e importazioni) fatto rilevare nei primi nove mesi del 2021 (+1.478 milioni di euro), in crescita del 13,0% rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Positive anche le variabili che afferiscono al turismo. Le imprese attive dei servizi di alloggio e ristorazione (2.782 unità al 31/10/2021) sono in aumento rispetto al 31/10/2020 (+1,6%).

I dati provvisori relativi al movimento turistico, riferiti al periodo gennaio-settembre 2021, rilevano un deciso incremento annuo degli arrivi, pari al 34,8%, e delle presenze, del 39,8%; nello specifico, aumentano sia le presenze italiane (+32,3%) sia, soprattutto, quelle straniere (+116,3%). Alla ripresa del turismo si accompagna anche la crescita, nel terzo trimestre di quest’anno, del fatturato dell’intero settore (+11,8% rispetto al terzo trimestre 2020, indagine congiunturale Unioncamere E-R).

Le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” risultano in calo annuo del 2,3% (961 unità al 31/10/2021), analogamente alla dinamica del settore principale, trasporti e magazzinaggio (1.242 unità, -2,4%). Il movimento passeggeri, nel periodo gennaio-ottobre 2021, all’aeroporto Ridolfi di Forlì (riaperto quest’anno al traffico commerciale) registra 12.938 arrivi e 13.044 partenze; il movimento aeromobili, invece, rileva, rispettivamente, 446 arrivi e 453 partenze.

Si dimezzano, nel periodo gennaio-ottobre 2021, le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (9,7 milioni): -50,2%, infatti, rispetto ai primi dieci mesi del 2020. La flessione è comune a tutte le sue tipologie (ordinaria, straordinaria e deroga). La CIG ordinaria, in contrazione del 53,2%, costituisce la maggioranza delle ore autorizzate (il 73,6%), seguita dalla CIG in deroga (-38,1%, 25,2% del totale), mentre è ormai quasi del tutto residuale quella straordinaria (-60,6%, 1,2%). La maggior parte delle ore totali di CIG autorizzate si riscontra nel manifatturiero (64,9%), a cui seguono commercio (10,7%) e alloggio e ristorazione (8,6%); quest’ultimo rappresenta l’unico settore, tra i principali, che registra una crescita della CIG.

Positivo il saldo attivazioni-cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente nel periodo gennaio-agosto 2021, grazie alle assunzioni di personale a tempo determinato, somministrato e in apprendistato, da un lato, e verso i settori del commercio, alloggio e ristorazione, dall’altro: +1.095 unità.

Come sostegno economico di contrasto alla povertà, nel periodo gennaio-ottobre 2021 sono 3.268 i nuclei familiari che hanno percepito almeno una mensilità del reddito di cittadinanza, con un importo medio mensile di 468 euro (+4,3% sull’importo medio mensile 2020); 574 nuclei familiari hanno percepito, invece, la pensione di cittadinanza, con un importo medio mensile di 233 euro (+11,4% sull’importo medio mensile 2020).

Riguardo all’andamento del credito, al 30/09/2021 i prestiti totali ammontano a 11.387 milioni di euro, di cui il 60,3% erogato alle imprese. Rispetto al 30/09/2020 si rileva un incremento dell’1,6% dei prestiti concessi; nel dettaglio, aumentano sia i prestiti alle imprese, dell’1,1%, sia quelli verso le famiglie, del 4,2%. Riguardo ai primi, si registra un incremento sostanziale verso il macrosettore dei servizi (+7,3%) e una diminuzione verso il manifatturiero (-2,4%) e le costruzioni (-5,6%). Si evidenzia, inoltre, la decisa crescita annua dei depositi (+8,5%, 12.433 milioni di euro di consistenza a fine settembre 2021). L’incidenza delle sofferenze sui prestiti totali (dato aggiornato al secondo trimestre 2021) risulta pari al 3,6% (Emilia-Romagna: 2,8%, Italia: 2,6%), con un trend in calo; in tale contesto, migliora anche il tasso di deterioramento del credito rilevato in provincia nel terzo trimestre 2021 (1,1%), rispetto a quello fatto segnare nello stesso periodo dell’anno precedente (2,1%).  

In relazione al Fondo di Garanzia per le PMI, la cui operatività è stata modificata e ampliata dalle specifiche disposizioni per il contrasto della crisi da Covid-19, dal 21 marzo 2020 al 21 novembre 2021 (20 mesi esatti d’azione), in provincia di Forlì-Cesena sono state registrate 21.416 operazioni di finanziamento (9,0% del totale regionale), per un importo finanziato pari a 1.979 milioni di euro (92mila euro l’importo finanziato medio).

In base alle ultime previsioni Prometeia (rilasciate ad ottobre) per il 2021 si stima una crescita del valore aggiunto (a prezzi base e costanti) pari al 6,7% (+6,5% Emilia-Romagna, +6,1% Italia), a fronte di un 2020 archiviato con una perdita del 9,5%; aumento previsto anche per l’anno 2022, anche se con una variazione annua inferiore (+4,2%).

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